30 dicembre, 2007

THIF

29 dicembre, 2007

B.B.


Ci sarebbero tante cose da dire.
Ad esempio che Esteban e Claudia sono stati, per tutti, un'esperienza magnifica, con la loro classe, la loro esperienza e simpatia.
Oppure che il festival procede con grande successo e grandi numeri, anche oggi teatro pieno per uno spettacolo, me lo dico da solo ma lo credo fermamente, bellissimo, frutto di tante fortune e benedizioni, dei grandi interpreti, dell'esperienza che trasuda in ogni momento. Sono così felice.

Eppure nel mondo accade altro.
Accade che una donna muoia per il solo fatto di essere tornata nella sua patria a difendere uno stato laico e libero.
A chi l'ha uccisa spero capiti quello che è capitato a chi ha ucciso Falcone o Borsellino: che quella moto piena di tritolo sia solo un colpo alla testa degli incivili che l'hanno ordinata. Se il vostro Dio esiste, vi disprezza.

20 dicembre, 2007

Sarkozykozy'

Alla notizia che Onofrio Lazzizzera pranzerà con noi a Natale qui a casa è scoppiato il finimondo.
Le acciughe della Cantabria hanno convocato il burro di malga Occelli, presente Jalè, chardonnay tre bicchieri di Cusumano per discutere un intervento. Minacciato uno sciopero da parte di Elio Grasso, il Dolcetto, per incompatibilità ambientale con il cappone tartufato che a sua volta ha minacciato apertamente il cotechino mantovano di tornarsene a Mantova immediatamente. Secca risposta del cotechino che, di comune accordo con le patate che dovrebbero comporre la spuma, assieme al rosmarino, dei tortelli appunto di cotechino ha minacciato di pubblicare le intercettazioni nelle quali Berlusconi parla con le patate chiamandole "patatine notturne della Rai". Secca la replica del Dosage zerò di Ca' del Bosco che ha affermato "sarò anche lo spumante più premiato d'Italia, ma non cedo a tali intimidazioni" concludendo che l'accordo con il panettone ai marroni sarà totale.
E mentre guardo Sarkozy senza fidanzata affrontare il Vaticano - e mi chiedo....ma come cammina ??? - mi ritorna nella mente quel Filippo il Bello che schiaffeggiò Bonifacio VIII, in un'epoca in cui, come oggi, il Papa faceva finta di contare qualcosa. E la cosa mi preoccupa: che Onofrio arrivi accompagnato da Kate Moss ?

18 dicembre, 2007

Viva Zapatango


Proprio buono questo Dolcetto di Elio Grasso, 14 gradiemmezzo per nove euro è come vedere E&C venerdì sera: impagabili, la simpatia di Esteban, la sua cordialità, la gentilezza, la cortesia di Claudia: non sembrano neanche ballerini di Tango, artisti, se la parola ha ancora un senso eccolo, mentre stasera a Danza Bazaar mi hanno salutato come Garibaldi, potere degli allievi che comprano, nel giorno in cui il mondo dovrebbe non uccidere più, sì alla moratoria, di D'Alema che fa chiamare dalla sua segretaria per dirmi che il ministro non potrà essere presente all'Eliseo il 23, come d'invito, ma ti rendi conto ? se invitavamo Mastella ci mandavano gli ispettori, Di Pietro ci inviavano una soppressata di San Rufo con tanto di lettera, il Massimone nazionale ha veramente classe da vendere...e che impegno nel chiedere che nessuno uccida più nessuno, mentre giocatori famosi violentano ragazzine, Jacko si mette lo scotch in faccia (una scena da femminone del Tango della Cassia) e noi invece ci appprestiamo, come formiche, a curare questa edizione storica, venerdì sabato domenica sarà l'apoteosi, domenica quattro musicisti si rincorreranno a suon di jazztango e faranno parlare di sè, perchè io quando vado in un ristorante poi diventa famoso, lo presento, gli porto fortuna, o forse voglio assaporare delizie pagando ancora poco...insomma non ho tempo, nè per questo blog, nè per nulla, il coniglio con lo zafferano di Navelli sobbolle nel wok e il Dolcetto mi aspetta, mi sento come Zap che strizza il petto di Prodi, per dirgli: guarda, le cose forse vanno fatte così. Evviva.

11 dicembre, 2007

Ciao!!!
Dopo il grande successo del primo evento del MeditangoFestival (più di 500 persone al Gran-Galà del 7 dic. e oltre 120 persone a via Cupa l'8 dic.) si continua con l'EUROPA FESTIVAL, che vede già complete tutte le lezioni, ed in gran parte anche i tavoli per le due serate in programma!!!
Per la prenotazione tavoli delle due serate è possibile riservare tramite mail entro mercoledì (festival@meditango.com) oppure telefonicamente a Giuseppe della Milonga Independiente al numero 3495629314

Al Gran Galà presso la Milonga Indipendiente venerdì 14 dic. assisteremo all' Esibizione milonguera di due protagonisti d'eccezione: Luciano Donda e Roberta Coen.
Seguiteremo con estratti dello spettacolo "Ensueños de Tango", con quattro straordinari interpreti europei: Marisa van Andel e Oliver Koch, Biki WIldemburg e Muzo Demeray. Uno spettacolo dalle forti emozioni e dalla sincronia perfetta!!!
Musicalizza Armando Tata, noto TJ romano.

Il sabato 15 dic. alla Serata-Club sarà la volta di Germano Scaperrotta & Anna Rivolta, Michele Usoni e Mara Maranzana, quattro straordinari interpreti del tango Made in Italy.
Musicalizza Alex, e a fine serata musica anni '70-'80.

La domenica pomeriggio 16 dic. il programma si arricchirà di una PRATICA-Lezione (non è necessaria la coppia) presso TangOFFicina h.17,00-18,30 con Michele Usoni & Mara Maranzana due giovani ballerini di Udine protagonisti del prox spettacolo del MeditangoFestival, già nostri ospiti a Novembre.

Purtroppo la coppia di Madrid, Julio&Veronique, non sarà presente al Festival per un sopraggiunto problema di salute. Per cui le persone che dovevano fare la lezione con loro e/o avevano acquistato il pacchetto Stages dovranno necessariamente fare la lezione con la seconda coppia (Luciano&Roberta) il venerdì sera alle h. 21,00 al Salaria Sport Village.
Ci dispiace molto, ma non è dipeso dalla nostra volontà.
Con i migliori auguri a Julio&Veronique, ci auguriamo di averli con noi prossimamente.
(Chi non volesse seguire la lezione di Luciano&Roberta, può frequentare la PRATICA-Lezione domenicale con Michele&Mara, previa prenotazione).

Eccovi il programma del prox fine settimana:


Europa festival
alla Milonga Indipendiente del Salaria Sport Village via S. Gaggio,5 
14 dic VENERDI'
h. 21,00-22,30 Lezione con Luciano Donda & Roberta Coen
h. 22,30 Gran Galà Salaria S.V. con esibizione di  Birkit Wildemburg & Muzaffer Demiray, Marisa van Andel & Oliver Koch, Luciano Donda & Roberta Coen
Tj: Armando Tata

15 dic SABATO 
presso TangOFFicina via Cupa 5
h. 17,30-19,00 Lezione con Germano Scaperrotta & Anna Rivolta
h. 19,00-20,30 lezione con Birkit Wildemburg & Muzaffer Demiray
h. 22,30 Serata-Club TangOFFicina con esibizione di Germano Scaperrotta & Anna Rivolta e Michele Usoni & Mara Maranzana
Tj: Alex

16 dic DOMENICA 
presso TangOFFicina via Cupa 5
h. 17,00-18,30 PRATICA-Lezione con Michele Usoni & Mara Maranzana


COSTI LEZIONI Europa Festival
h. 1e1/2 di stage (1 lezione)= € 15 
h. 4e1/2 di stage (3 lez. con 3 coppie di maestri)= € 35
Pratica-lezione domenicale h.1e1/2= € 12 (€ 8 per gli allievi Meditango)

COSTI Serate Europa Festival
14 dic. Gran Galà alla Milonga Indipendiente del Salaria Sport Village via S. Gaggio 5= €12
15 dic. Serata-Club presso TangOFFicina via Cupa 5= €10

MeditangoFESTIVAL
3° International TangoFestival - Roma, Italia
MDTC MeditangoDanceTheatreCompany
//  www.meditango.com

Direzione festival:
Alex Cantarelli + Mimma Mercurio
festival@meditango.com

Press: press@meditango.com
#     +39 349 2621186


MDTC MeditangoDanceTheatreCompany
Alex Cantarelli + Mimma Mercurio
// www.meditango.com
@ festival@meditango.com
@ meditango@meditango.com
# +39 349 2621186

08 dicembre, 2007


501.
Tanti erano i protagonisti della prima serata del Festival.
Un risultato che nessuno si aspettava, ma al quale molti hanno lavorato.
Ringrazio tutti.
In un giorno in cui in Italia si celebra la morte da lavoro, o la morte del lavoro, che è lo stesso, visto che chi muore aveva uno stipendio tale che non poteva manco curarsi nel caso fosse rimasto in vita.

A domani, va'.

A.

21 novembre, 2007

Festival. Un Trailer.

17 novembre, 2007

Estetica contemporanea.

C'è festival e festival.
Non cito l'origine, nè il nome dei ballerini.
Ma date un'occhiata all'italiano, a me m'ha fatto sbragà.


" [...] e [...] appartengono a quello che si può chiamare la « nuova generazione » di ballerini di tango argentino, più conosciuti sul nome de « Tango Nuevo ».
Partner dal 2000, si producono e insegnano regolarmente in Europa ed altrove (Argentina, Stati Uniti, Asia).
La loro particolarità risiede nella loro grande originalità coreografica.
Ogni una delle loro coreografie raccontano una storia, evoca un clima, traduce la musica al più profondo di quello che ci fa provare, spingendo sempre più lontano i limiti della danza.
Il loro tango è realmente « nuevo » nel senso dove si mescolano : improvvisazione, tango tradizionale, teatralità ed estetica contemporanea.
Il loro lavoro si attacca ad esplorare, da una parte, le infinite possibilità dell’improvvisazione e da una altra parte, la coreografia, tanto al livello del movimento che della teatralità.

14 novembre, 2007

Sympathy for the devil.

Susanna, ho desiderato risponderti da molti giorni, ma, credimi, non ho avuto tempo neanche per un caffè.
Da Fulvio Pierangelini sono stato qualche anno fa, partendo da Roma improvvisamente (dopo una prenotazione fatta e dovuta confermare sotto la doccia perchè lui richiama tutti per la conferma, di persona...).
Siamo arrivati di sera, entrando un tipo mi porge la mano e io gliela stringo. E lui fa: "grazie, ma dicevo il cappotto".
Il sommellier mi chiede se il vino chiesto è abbastanza freddo, altrimenti lo rimette in frigo. E' perfetto, un Sauvignon di Vie di Romans che, sarà la cornice, mi pare esaltato (poi leggo che è da dieci anni in bottiglia, il prezzo è irrisorio - è una caratteristica del Maestro, lui non guadagna sui vini, ma sulla sua opera).
Poi arrivano due benvenuti: una minipallina di baccalà mantecato con bottarga e un minisformato di carote e piselli. Della prima ricordo la classe, del secondo lo stupore di come si possa fare così tanto con così poco.
Poi le ordinazioni: il suo tonno crudo in "minestrone", ovvero con verdure tutte cotte in modo diverso. Un divertimento. Per Mimma l'epocale passatina di ceci con gamberi, che lei paragona a quela cucinata da me, imitando; con mia disapprovazione.
Poi il primo piatto, i ravioli di pesce per Mimma (i misteriosi ravioli, non si sa di cosa siano composti) per me dei tortelli di cipolla al Balsamico Tradizionale, per me il migliore piatto assaggiato nella mia vita. Ho pianto, e lui, ironico ma anche sensibile, alla fine mi ha detto "lei ha pianto mangiandoli, io a cucinarli !".
Poi il mitico piccione, con un purè tanto semplice quanto inarrivabile, di quelli che ne mangeresti un quintale. Per Mimma una spigola cha ancora parlava con una fetta di prosciutto di cinta sopra. Non si può credere. Assaggiandolo ho sentito la mano di dio in un fatto così semplice (e un ingrediente di base superlativo, ovviamente).
Alla fine lui ci ha accolto, regalato il suo olio, parlato della sua mamma romana che lui va spesso a trovare. Il tutto con quella mancanza di presunzione che tu citi, e che forse è intrinseca in una situazione "ufficiale".
Tant'è.
A differenza di te, io sono cresciuto in una famiglia con il culto del buon mangiare, il mio cognome è stato per vent'anni in Italia sinonimo di grande ristorante. Ma lo stupore non cambia. Ti ringrazio della sollecitazione.
In fondo siamo cibo e parole, come diceva qualcuno; anche stasera, guardando la furia di Jagger, all'alba dei miei trentasette anni.

A.

06 novembre, 2007

Ain't misbehavin'

Ho ricevuto un regalo da un amico, un regalo inaspettato, non per ignoranza della consueta generosità dell'amico in questione, ma per la natura del regalo, interessante, importante.
Il regalo è l'ultimo cd pubblicato dalla ECM sul live a Montreux del Keith Jarrett Trio. Si intitola "My foolish heart". L'amico si chiama Onofrio.

Bene, tra i 13 brani del doppio cd spiccano gli omaggi che il grande artista fa a grandi personaggi del jazz, un omaggio al ragtime di Fats Waller, a Sonny Rollins e a Miles Davis di cui interpreta "Four" e "On green Dolphin Street". Ma è con due capolavori che il concerto prende la forma dell'evento: il primo è la title track "My foolish heart", in una versione dolcissima di 12 minuti con tanto di intro e coda lirica, di quelle che potresti addormentarti per sempre dopo averla sentita, che tanto il meglio già c'è stato. In questo ed altri pezzi è evidentissimo l'omaggio a Bill Evans, ai suoi accordi (penso al 2:18 di "My foolish..."), al suo Blue, al modo di "orchestrare" il suono del piano.
Jarrett è un pianista straordinario, ascoltate la chiarezza delle sue scale, delle note acciaccate, appoggiate e dei trilli. Una tecnica che non avrà forse mai più nessun altro. E ascoltate Oleo di Rollins, dove il piano sembra uscire dal sax di Parker, con la stessa chiarezza ed il medesimo divertimento, ma soprattutto quel "Straight, no chaser" di Monk già classico del trio, ora in versione nuova, più veloce e con cambi di ritmo da brivido (e con un grande solo di Peacock). Da impazzire e da chiedersi se chi suona sia umano o meno.
Insomma, grazie.

a.

29 ottobre, 2007

La MonarKia.

Cristina Fernandez Kirchner è il nuovo presidente dell'Argentina. Succede al marito che non poteva ricandidarsi dopo due mandati, ma che si ricandiderà forse alla scadenza del mandato della moglie.
Così vanno le cose. Colpisce questo avvicendamento molto più "dolce" di quello dei Clinton (almeno sulla carta). Niente scandali, una vita pura, amore fin da piccoli. Insomma una bella immagine di famiglia, quello di cui la disastrata Argentina ha bisogno. La stessa famiglia che poi si lacera nelle milongas fino all'alba, fra droga e prostituzione d'alto bordo, o la famiglia numerosa e povera delle periferie.
L'Argentina è un paese europeo, e come l'Europa vive il momento del vento delle destre moderate, in controtendenza con il resto dell'America Latina, dove stravincono componenti politiche indigene, socialiste, integrate con la popolazione e le sue origini.
E come in Europa vince una destra che non sembra neanche destra. Se li senti parlare i vari Sarkozy, Kirchner, Merkel, ti ammaliano con programmi sulla povertà, sulla dignità del lavoro. Socialisti grigi, insomma.
E' chiaro quindi che gli elettori non sanno più distinguere e che la lotta politica si attua non più nello scontro di idee o correnti, ma sulla base di un medesimo generalissimo programma di miglioramento, da tutti condiviso, e l'elettore vota semplicemente il candidato che crede possa attuarlo meglio.
E' la fine della politica ? In un certo senso sì. Almeno fino a quando qualcuno non ribadirà che le differenze esistono eccome e che esistono vari modi di vincere la povertà o altre piaghe. Forse le differenze sono solo meno evidenti.
Comunque, auguri alla "moglie del Presidente" (negli Stati Uniti dicevano "il marito di Hilary"). Non so come affronterà vari nodi che un paese in crescita le riproporrà, i rapporti internazionali, il monetarismo, le telecomunicazioni. Da noi quest'ultimo, per esempio, l'abbiamo risolto molto molto bene.

Come San Bernardo.

24 ottobre, 2007

J.B.


Alla prima dell'ultimo spettacolo (che ossimoro!) di Julio Bocca assisto per un accredito (sono finalmente un po' importante ?); entro a spettacolo iniziato e il suddetto articola movimenti su di una tavola.
Lo spettacolo è piena classe. Di tutti. Cantanti, musicisti, danzatori.
Se cercate il Tango non lo troverete. ma questa è caratteristica del Tango. Che lo trovi quando non lo cerchi e quando lo vuoi dimostrare non c'è. I danzatori di fila sono eccezionali, Cecilia Figaredo una figura dell'esperienza, anche se un po' giù. Poi c'è lui, Julio. Non so che dire. Di una persona che per venti anni di fila è stata etoile al Metropolitan. Che abbandona la danza e che sembra un ragazzino. Del giovane non ha certo l'espressività, matura anzi, piena, possente, e che tenta - e spesso riesce - di purgare dal fantoccio del classico, quello delle espressioni stereotipate. Lo spettacolo tutto è vertiginoso, perfetto. Il clichè del Tango c'è. Ma è superato "all'esterno", non all'interno. E' superato dalla concretezza della danza, quella sì assurdamente perfetta, che stordisce, dal di fuori. Il tango appare una scusa. Un vortice dal quale uscire con la compiutezza del gesto sublime.
Ma è stata serata triste. Malinconica.
Le urla di approvazione erano per chi non apparirà più. Bocca è alla sua ultima tournèe. Io ero in seconda fila. Ho avuto la sensazione che mi arrivasse il sudore dei capelli in una delle diecimila piroette, che Julio fa come se ognuna avesse senso. E sono migliaia.
Malinconia perchè ripenso al tempo, alla morte, al tempo trascorso e che non torna. E lo maledico, l'ultimo giorno in cui ho visto Julio ballare.

23 ottobre, 2007

Disintegration I.

La notizia che, in merito ai fatti oscuri del G8 di Genova, Marina Cugnaschi, 41 anni di Lecco, esponente del centro sociale anarchico milanese Villa Okkupata sia stata condannata a 16 anni di galera per aver lanciato una bottiglia incendiaria sul portone del carcere di Marassi può lasciare sgomenti.
Ancora di più lascia basiti il fatto che il processo per "l'altra" componente degli scontri ovvero la Polizia di Stato sia stato spostato, in modo che arrivassero prima le sentenze per i no global.
Mi chiedo, concordemente alla madre di Carlo Giuliani, il ragazzo ucciso negli scontri, il perchè di questo spostamento. Forse però in fondo è utile. Se sono comminati 16 anni per una bottiglia incendiaria (che non ha provocato nulla, ben inteso, non è che sia stato neanche ferito qualcuno) allora quanti anni vanno a chi irrompe in una scuola di notte senza permesso superiore e spacca teste e denti ? E' meglio cosi', dicevo, perchè ora veramente QUEL giudizio non può essere ingiusto.

Eppure lo sarà, me lo sento. In Italia ci sono due categorie di violenze; chi le commette e chi le commette con il beneplacito dello Stato. I primi sono puniti più del dovuto, i secondi per niente. Qualcuno ha visto in carcere qualche poliziotto ? Anche in questo caso, il caso limite, di agire senza giustificati motivi, come l'irruzione di notte nella scuola Diaz, anche questo rientra nelle competenze della Polizia di Stato.

Io non ho mai frequentato un centro sociale, non sono di area anarchica o estremista, non lo sono mai stato. Non so perchè. Mi infastidiva quel sentirsi i "puri", quella mancanza di dialogo, quello scontro voluto spesso in modo adolescenziale.
Ma in questo caso si è superato ogni limite di decenza.
Chi ha aggredito chi ? Ci sono centinaia di prove che portano alla tesi che lo schieramento di forze e mezzi da parte della Polizia fosse di gran lunga superiore al dovuto. Era un'occasione per alcuni settori della destra per rafforzare l'idea di essere alla salvaguardia della nazione di fronte all'opinione pubblica. Facciamo fuori ogni movimento, così facciamo bella figura. In fondo, se succede qualcosa, beh...in fondo è sempre successo.
Ditelo a Giorgiana Masi o alle vittime della Settimana Rossa del '14. Ne potrei citare tanti altri. Più lacunoso è il ricordo di poliziotti che l'hanno pagata per il loro abuso.

22 ottobre, 2007

La bicicletta di Onofrio.


Caro Onofrio,
questa foto l'ho scattata ieri, per caso, in una via di Casalpalocco. Lui approfittava del tiepido sole per farsi un giro per la pineta. Il suo mito, Pantani, rivive nella bandana che lo ripara dal vento.
Ho riconosciuto la tua bicicletta.

Onofrio, sarà molto difficile averla indietro, lo sai. Fattene una ragione. Da quando la Procura gli ha sequestrato la bici che fu dello stalliere Mangano, non resiste alla tentazione di afferrare dove trova. Ed è capitato a te.
Lo so, lo so che è terribile, ma è così. Tirati su.

Un abbraccio,

Alex

21 ottobre, 2007

Evvai.

Enzo Rossi ha passato un mese come i suoi dipendenti
e dopo quest'esperienza ha deciso di dare aumenti a tutti

Industriale vive da operaio
"Il 20 avevo già finito i soldi"

"L'ho fatto anche per le mie figlie, che non hanno mai provato privazioni"

CAMPOFILONE (Ascoli Piceno) - Per un mese ha provato a vivere con lo stipendio di un operaio. Dopo 20 giorni ha finito i soldi. Enzo Rossi, 42 anni, produttore della pasta all'uovo Campofilone, ha deciso allora di aumentare di 200 euro al mese, netti, gli stipendi dei suoi dipendenti, che sono in gran parte donne. Ha dichiarato di essersi vergognato, perché non è riuscito a fare nemmeno per un mese intero la vita che le sue operaie sono costrette a fare da sempre. Ha detto che "è giusto togliere ai ricchi per dare ai poveri".

Signor Rossi, per caso non sarà comunista?
"No. Non sono marxista. Sono un ex di destra. Ex perché quelli che votavo non sanno fare nemmeno l'opposizione".

Perché allora questo mese da "povero" e soprattutto la decisione di aumentare i salari a chi lavora per lei?
"Perché stiamo tornando all'800, quando nella mia terra c'erano i conti e i baroni da una parte ed i mezzadri dall'altra, e si diceva che i maiali nascevano senza coscia perché i prosciutti dovevano essere portati ai padroni. Negli ultimi decenni il livello di vita dei lavoratori era cresciuto e la differenza con gli altri ceti era diminuita. Adesso si sta tornando indietro, e allora bisogna rimediare".

Aveva bisogno davvero di provare a vivere con pochi soldi? Non poteva chiedere a chi è costretto a farlo, senza scelta?
"Certo, sapevo come vivono le donne che lavorano per me. Ma ho fatto questa esperienza soprattutto per le mie figlie, che non hanno mai provato le privazioni. Ho voluto fare toccare loro con mano come vivono la grandissima parte delle loro amiche".

Come si è svolto l'esperimento?
"E' stato semplice. Io mi sono assegnato 1.000 euro, e altri 1.000 sono arrivati da mia moglie, che lavora in azienda con me. Duemila euro per un mese, tante famiglie vivono con molto meno. Abbiamo fatto i conti di quanto doveva essere messo da parte per la rata del mutuo, l'assicurazione auto, le bollette... Con il resto, abbiamo affrontato le spese quotidiane. Il risultato è ormai noto: dopo 20 giorni non avevamo un soldo. Mi sono vergognato, anche se ero stato attento a ogni spesa. Sa cosa vuol dire questo? Che in un anno intero io sarei rimasto senza soldi per 120 giorni, e questa non è solo povertà, è disperazione".

Signor Rossi, lei è mai stato povero?
"Sì, anche se ero già un piccolo imprenditore. Nel 1993 - erano già nate le mie figlie - ho dovuto chiedere soldi in prestito agli amici per mantenere la famiglia. Non mi vergogno a dirlo, tanto quei soldi li ho restituiti. E' anche per questo che nell'esperimento ho coinvolto la famiglia. Volevo che le mie figlie vivessero in una famiglia con pochi mezzi, per trovare difficoltà e provare a superarle".

Il momento peggiore?
"L'ultimo giorno, quando ho deciso di arrendermi. Entro nel bar con 20 euro in tasca, gli ultimi. Sono conosciuto in paese, siamo 1.700 abitanti in tutto e gli imprenditori non sono tanti. Mentre entro un pensiero mi fulmina: e se trovo sei o sette amici cui offrire l'aperitivo? Non ho abbastanza soldi. Ecco, ci sono tanti operai che, quando tocca il loro turno, debbono pagare da bere agli altri, perché non è bello fare sapere a tutti che si è poveri. Sono in bolletta e non lo dicono a nessuno. In quel momento ho pensato: tanti di quelli che sono qui sono poveri davvero e non per un mese. Mi sono sentito come quando sei immerso in mare a 20 metri di profondità e scopri che la bombola è finita".

E allora ha deciso di aumentare i salari.
"E' il minimo che potevo fare. Secondo l'Istat, il costo della vita è aumentato di 150 euro al mese. Per quelli come me non sono nulla. Per gli operai 150 euro al mese in meno sono quasi 2.000 all'anno, e questo vuol dire non pagare le rate della macchina o non comprare il computer al figlio. E poi, lo confesso, io ho aumentato i salari anche perché sono un egoista. Secondo lei, come lavora una madre di famiglia che sa di non poter arrivare a fine mese? Se è in paranoia, dove terrà la testa, durante il lavoro? Le mani calde delle mie donne che preparano la pasta sono la fortuna della mia azienda. E' giusto che siano ricompensate".

Se aumenta gli stipendi, vuol dire che l'azienda rende bene.
"Nel 1997, quando ho preso il pastificio Campofilone, il fatturato era di 90 milioni di lire. Quest'anno arriveremo a 1,6 milioni di euro. Da due anni le cose vanno davvero bene, e mi posso definire benestante. Non è giusto che sia solo io a goderne. Il valore aggiunto derivato dalla trasformazione della farina e delle uova deve portare benefici sia ai contadini che mi danno la materia prima che ai lavoratori della fabbrica".

Come l'hanno presa, i suoi colleghi industriali?
"Mi sembra bene. Alcuni mi hanno telefonato per sapere se l'aumento di 200 euro è uguale per tutti e altre cose tecniche. Forse vogliono imitarmi e questa è una cosa buona. Io ho spiegato che sarebbe giusto non fare pagare alle aziende i contributi relativi a questo aumento. Se il governo capisce (mi ha telefonato anche Daniele Capezzone, della commissione imprese) l'idea di prendere ai ricchi per dare ai poveri non resterà soltanto un manifesto".

(21 ottobre 2007)

14 ottobre, 2007

Rap.

La Guardia di Finanza attende ai reati, non li compie, ma in questa italia piccola tutto muta, cambia di segno, la trasmutazione di cui si parlava tempo addietro, quando la verità e la falsità erano distinte, ora no, tutto muta nel suo opposto, a mestre chiedono chi vuole frequentare veron sennò non lo chiamano, maestri senza allievi si agitano a sancire numeri chiusi, altri continuano a credere che dire male sia l'unico modo di uscirne bene e noi qui a cercare un avvocato dopo che una signora ha fatto denuncia perchè il nostro volantino nel suo parabrezza ha rovinato "la sua Punto nuova", come se Punto, Fiat andassero di pari passo con folliat, waiting for the night è un capolavoro sì, ma è più facile scaricarlo da itunes che trovare gente che lo vuole ballare, insomma tutto dovrebbe tornare com'era quando la verità era verità, Severino scrive che il capitalismo è destinato al fallimento perchè in crisi si fa sgamare perchè si compra il dottore per la sua crisi, insomma a me 'sta crisi non mi pare così evidente, anzi...Black Celebration, Depeche forever, con il loro disincanto e la droga, che per una volta fa buoni esiti, fa vedere le cose come sono, il generale Speciale, quello che Berlusca difendeva, ora salta fuori che comprava da Gucci senza pagare, ma l'abuso è tipico, a me mi comminano una multa mentre grido nell'orecchio "SONO QUI" e allora gliela caccio in bocca, la multa, e lui masticando fa: non sa con chi sta parlando e io, certo che lo so, con un disoccupato ! tanto la multa la pago lo stesso, e pensare che stavo facendo il bigliettino, ma non fa niente, in questa economia conta chi sa spendere di più, anche se sono multe, conta chi ce lo ha più grosso, non duro, un mio amico dice che al suo paese c'era una che aveva il culo così bello che la chiamavano Polo, mi ha fatto ridere per un'ora, così, ridere, riuscissimo ancora a farlo, di Speciale, del disincanto, della vita.

06 ottobre, 2007

Read Only Memory.


"Genovesi di patria ambedui" direbbe, non senza qualche forzatura Dante di Virgilio "Beppe" Grillo. E la sua spiccata caratteristica topografica viene fuori senza remore quando affronta il discorso dei Rom, ovvero dei romeni zingari, quelli che ci fregano il portafoglio sulla metro o che ci chiedono l'elemosina fuori da via cupa.
Ancor prima il ministro Amato, in un rafforzamento del comune pensiero che si sia generalmente rincoglionito, aveva auspicato una moratoria riguardo ai romeni Rom; sono europei sì, ma possono essere espulsi lo stesso.
Prova a farlo con un francese. Ti trovi l'esercito alla porta, manco fosse la Roma del Marchese del Grillo.
Le deroghe, le eccezioni alla legge: tutti segni dell'incapacità e della vuotezza mentale.
Certo la destra aveva come ministro degli interni un tal Scajola, quello che diceva di Biagi che era un rompicoglioni e che ordinò l'ammazzamento di Genova. Quindi, come dire, non c'è comunque proporzione.

Ogni deroga alla legge, per interesse, comodità-immoralità, borghesia, è un reato contro le nostre coscienze.
La Romania entra nell'euro per interesse dei paesi ricchi. Ma poi i suoi Rom possono essere allontanati dal confine.
E Grillo tuona, come gli togliessero il portafoglio. Ma dai, cambia rotta, sei in tempo.

27 settembre, 2007

Il petrolio in Birmania.



Non so che dire. Sono allucinato, bloccato.
Tempo fa un ragazzo bloccava i carrarmati a Tien An Men.
Oggi questi innocui esseri rosso porpora invadono le strade dell'ingiustizia mentre cardinali altrettanto rossi siedono a discutere se staccare o no la spina ad un moribondo.
Inviamo a Bush la notizia che hanno scoperto un pozzo di petrolio in Birmania, inviamo migliaia di cartoline. Forse l'eccidio si fermerà.

24 settembre, 2007

Minima moralia. I

Non ho sonno, quindi commento, ovvero penso dunque sono o più o meno.

Il rettore della Columbia University, che ha invitato a parlare il presidente iraniano (quello che ammazzerebbe tutti e che gira con un giubottino quando tutti sono in giacca) ha replicato alle critiche affermando che avrebbe invitato a parlare anche Hitler. Ci si chiede come mai non l'abbiano fatto, nel '33. In Germania tutti i professori della Columbia sarebbero morti, forse. Voto: 3

Si riesuma un cadavere, in Calabria. Forse è quello di Mauro de Mauro, giornalista ucciso trent'anni fa. Chi farà il pezzo sul ritrovamento ? Dico, in Calabria.

A Herat rapiscono due "spie" italiane, per altri due soldati. Diliberto dice che il governo deve fare di tutto per garantire l'incolumità delle truppe. Un genitore assennato non manda il figlio di 3 anni in mezzo ad un autostrada dicendogli "attraversa guardando".
In più il grande De Gregorio (!!!) sottosegretario e uno dei principali malfattori che la politica ricordi (uno di quelli che dice a Prodi" se non mi fai ministro passo con Fini", per intenderci) ventila l'ipotesi di appoggio al rapimento da parte di "paesi canaglia". Stati che per mettere cattiva luce sulla missione appoggerebbero azioni contro i supportanti la campagna di guerra.
Mi vergogno di essere italiano, ora ho almeno due motivi. In più "paese canaglia" mi ricorda tanto un detto del duce, non so perchè.

Il culo delle Miss non si può guardare, o meglio, non possiamo guardarlo noi ! Perchè dubito che i giurati non si facciano una passatina nella più grande (ed istituzionale) puttanopoli d'Italia. Dove le donne sono trattate da mucche alla fiera e la più bella vince una notte a letto con il direttore del Tg. Voto: inclassificabile.

Non meglio il Tango. La 7 e Boncompagni cercano "ballerine professioniste di Tango" come dice un annuncio. Ma...ballano da sole ? Oddio mio.
Stasera l'Es hotel era la sagra dei maestri, tutti in pista, a convincere se stessi di quanto fossero bravi. Se stessi perchè di allievi ce n'erano molto pochi !

L'amministratore delegato di Fiat tuona, con il Papa, che il capitalismo rovina il mondo. Maddai ?

Ce ne sarebbero di motivi, quindi, per essere tristi. Ma a me in fondo ne basta uno. Addio Marcel, almeno tu hai avuto il coraggio e la forza di dire senza parole.

14 settembre, 2007

Le regole, ogni tanto.

Il commento della cara Daniela mi dà un'ulteriore impulso a chiarire - esigenza che sentivo da tempo - alcune regole del blog, date non da me ma scritte nella sua stessa natura e quindi universali.

1. Un BLOG è un'invenzione on line composta da una persona che scrive e tutti gli altri che leggono. Un diario, riflessioni, appuntamenti.

2. La prima distinzione da fare è con il "forum" che è invece una lista di interventi (sempre di utenti registrati) che interloquiscono fra di loro, senza un "post" ovvero un argomento guida. Anche nel forum esiste un moderatore ma si limita a funzioni di ordine, di fatto è un utente come gli altri.

2. Chi scrive decide se e come gli altri possono intervenire a commentare (commenti).

3. Un blog può essere senza commenti, con commenti permessi solo ad una lista di persone scelta, con commenti riservati agli iscritti al blog (o ad altri blog), con commenti permessi a tutti (anche anonimi).

4. Il commento anonimo è uno strumento efficace per tutte quelle persone che per inesperienza non hanno trovato il modo di iscriversi (vedi punto 6) ma che vogliono comunque dare un segno della loro presenza. Per questo è stato mantenuto finora. Valeva però la regola di firmarsi, pena la cancellazione.

5. Il gestore del blog infatti ha in ogni momento la possibilità di escludere iscritti, di cancellare commenti o di variare le regole di accesso al blog stesso. Per assurdo potrebbe quindi stilare un blog con accesso solo per se stesso. Può inoltre moderare i commenti, ovvero i commenti appaiono sul blog solo dopo un'approvazione del moderatore che se li ritrova preventivamente nella propria casella email.

6. Per accedere al blog di meditango bisogna essere iscritti. L'iscrizione non comporta nulla, non è a pagamento, non richiede requisiti particolari. Ci si iscrive con un procedimento molto semplice. Ne indico uno

Blogger.com è stato acquisito da Google da un po' di tempo.
Quindi basta andare sulla homepage di google e cliccare in alto a destra su "Accesso"
Si apre un'ulteriore pagina nella quale accedere ai servizi google ma anche in cui ci si può registrare, se fosse la prima volta.
Si va su "Non disponi di un account Google? Crea un account ora.
Si seguono le istruzioni inserendo email e dati personali minimi
L'account creato va tenuto a mente e inserito nella finestra (assieme al controllo di sicurezza, quei caratteri strani da copiare, che servono ad evitare catene di spam) ed è fatto. Il commento è pubblicato con il vostro nickname, ovvero il nome scelto da voi all'atto della registrazione.
Se non dovesse funzionare riprovate un paio di volte ad inserire il commento, a volte blogger.com ha ritardi.

7. Bene, detto questo potrebbe sembrare che il moderatore-scrittore del blog non abbia comunque alcun controllo sugli iscritti al blog. Nel senso che io potrei iscrivermi con un nome inventato ed essere di fatto in tutto e per tutto un anonimo. Non è così.

8. Esiste una normativa, sottoscritta all'atto di iscrizione a google o a blogger che indica dei requisiti oltre i quali non si può andare nel pubblicare commenti o post. Ad esempio
Contenuti pornografici e osceni.
Pornografia infantile ecc.
E fin qui tutto ovvio.
Ma anche: È vietata la pubblicazione di materiale che incita all'odio nei confronti di gruppi in base a razza o etnia, religione, disabilità, sesso, età, status di veterano e orientamento sessuale.
È vietata la pubblicazione di contenuti con minacce di violenza nei confronti di persone o gruppi di persone.
È vietata la pubblicazione non autorizzata di informazioni private e riservate degli utenti, ad esempio numeri di carte di credito, codici fiscali, numeri di patenti o di altri documenti personali.
È vietata la rappresentazione di utenti tramite i nostri servizi con lo scopo di ingannare o confondere altri utenti. (ad esempio sono un maestro di Tango e scrivo sul blog di un altro maestro che quello c'ha i piedi piatti).

ecc. ecc.

Insomma cosa accade se si violano queste regole ? Si è espulsi dal blog ? No, non solo. La normativa è chiara: si legge "I limiti definiti sono conformi ai requisiti legali". Ovvero chi infrange le regole è passibile di accusa legale.

9. Ma torniamo la punto di prima. Come identificare chi si rende responsabile di atti suddetti. Di fatto, se non in presenza di denuncia (informatica) a blogger.com (Google Italia), la email dell'iscritto non è pubblica. Però viene resa immediatamente da Google a chi la chiede, in base al consenso al trattamento dei dati personali. Scrivi che sono un nazista ? Chiedo a google la tua mail citando il fatto. Poi si vede.
Ma esiste anche un altro modo, molto sottile, di verificare l'identità di chi scrive. E in questo sono stato semplicemente fortunato.

10. Non esistono statistiche pubbliche, nè su richiesta, di blogger.com. Sarebbero dati infernali lunghissimi, file di testo incomprensibili lunghi mega e megabytes.
Ma poichè Tangoblò è linkato a meditango.com, ad un sito privato a pagamento quindi, io posseggo le statistiche del mio sito, e anche dettagliate. So ad esempio quando un determinato IP (ovvero quell'indirizzo fatto di quattro numeri separati da un punto, una specie di "numero di telefono in internet") "viaggia" sul mio sito, quali pagine vede, per quanto tempo, a che ora ecc.
Bene al momento del commento anonimo, in quel minuto del giorno, una persona naviga su meditango e si ferma sul blog, scrive e poi esce. Quell'IP l'ho conservato.

11. Cosa si fa con un IP ? Lo si consegna alla Polizia Postale e si fa denuncia. Potrei, ma non lo faccio. Non mi va di rovinare degli idioti che si rovinano già da soli. Non sono insomma il tipo da "spallata al morto" !
Meglio. Con TraceRoute, un software legale, si identifca, tramite l'Ip, la zona da cui proviene la chiamata (città e zona della città) e quale sia il gestore. Importante, perchè se si tratta di un internet cafè siamo da capo ! Ma un internet cafè non usa Tim, non è vantaggioso.
Poi un ulteriore passo. Si confronta l'IP dell'anonimo con "l'intestazione lunga" delle proprie mail ricevute negli anni, di cui si ha un archivio. Dei quattro numeri dell'IP solo l'ultimo è variabile. Gli altri tre identificano chi è stato. E non avrei ragione a pensare che sia stato il suo vicino di casa, che dite ?

12. Bene, torniamo all'argomento che ci preme, il blog. Quando nacque lo volli fortissimamente come comunicazione di contenuti, un'esigenza di dire chi siamo a tutto tondo, non solo attraverso il ballo. E mi esposi ad un commento, anche contrario, su ciò che penso e scrivo.
Il blog è poi, a mio parere, un racconto, una sorta di tradizione orale ma scritta, una archivio anche di ciò che accade, da rileggere fra tanto tempo, magari.
E' poi un luogo ma anche non-luogo, nel quale ritrovarsi e verificarsi. Anche darsi appuntamento, ovviamente (rispondo a Dudù). Immagino i gestori delle milonghe che aprono il blog il venerdì mattina e piangono o ridono vedendo la "tendenza" del giorno !!!
E' uno strumento anche "conoscitivo". Sulle persone che scrivono, che danno riferimenti, link, ai propri siti o alle proprie informazioni in generale, espandendo così la comunità e la libertà di ciascuno.

13. L'uso distorto del blog, il mio "castigare" come a volte è avvenuto, va preso con le molle ! Ho immenso piacere che leggiate e scriviate (cosa che avviene meno negli ultimi tempi, perchè chi voleva colpire la mia persona ha in realtà colpito la comunità tutta e la sua fiducia scanzonata e pura) e poi sono una persona come voi, a volte mi alzo con la luna, a volte no ecc.. Sono bello così !

14. Insomma, per concludere: viva il blog ! Facciamolo vivere !
La politica del blog è chiara. Non si vive di commenti ad altri blog. Se vuoi dire la tua, in santa pace, ti crei un tuo blog, rendendoti a tua volta passibile di commenti, anonimi o meno, buoni o cattivi.

A tutti un buonissimo anno, forte di tante iniziative. Quest'anno abbiamo creato strutture nuove, nuovi percorsi, in linea con l'estremo sviluppo del successo delle nostre iniziative. Grazie soprattutto a tutti voi, che scrivete o leggete questo blog e a chi da sempre, senza ombre, ci ha voluto bene.

a.

10 settembre, 2007

Publitalia e il concorso.

Esilarante.


09 settembre, 2007

Notte di tango, 8 settembre.


Secondo gli organizzatori la sala aveva una capienza di circa 500 persone ed era stracolma. Se aggiungiamo tutti quelli che non sono riusciti ad entrare fa un bel numero.
Merito della Notte Bianca, come evento, ma anche di un'organizzazione impeccabile, che ringraziamo.
Un particolare ringraziamento a Francesco Ghidoli del Fonclea per la cortesia e la professionalità.

E ovviamente ai ragazzi, tutti, che hanno affrontato lo spettacolo - difficile, così serrato, il pubblico così vicino, luci impietose, in fondo una Prima, un repertorio così vario, il caldo - ai quali va il mio personale assoluto plauso.

L'elettore ed i covoni.

Mi dispiace di contraddire Onofrio, so che da buon intellettuale del Triveneto non se ne avrà.
Ma a me questa iniziativa di Grillo non piace proprio.
Non la disprezzo, nel senso che sono tra quelli che se il treno non parte improvvisamente per uno sciopero pensa che i lavoratori avranno le loro buone ragioni. Sempre. Sono per le proteste. Mi immedesimo. E' un diritto sacrosanto e anche una virtù della società civile.
Ma i presupposti di Grillo non mi piacciono. Intanto la parola. Mi pare un po' s-fascista, tipo "me ne frego". Poi questa questione dei parlamentari. Dimetterli d'Ufficio dopo due legislature. Perchè ? Otto anni (quando non sono meno) di esperienza sono appunto esperienza e non andrebbe buttata alle ortiche. Non sono gli anni di anzianità a creare le caste. E' proprio qui il punto, che si lega alla seconda questione: la corruzione. Grillo chiede la dimissione di 25 parlamentari passati in giudicato. Ma i reati sono profondamente diversi. Non si può mettere sullo stesso piano Umberto Bossi - condannato a 8 mesi per una tangente Enimont -con Vincenzo Visco che ha ingrandito il giardino della casa di Pantelleria (reato di "abusivismo"). Sui 25 poi 20 sono della destra, due dell'Udc e tre della sinistra, tra cui un ex brigatista pentito - perchè mai non si deve ammettere anche la "riabilitazione" di un cittadino che ha saldato i suoi conti ?
Andrebbe chiaramente distinto: di essi ci sono alcuni che DIVENTANO deputati DOPO aver compiuto il reato per godere di immunità. Cioè, commettono il reato, diventano deputati e poi sono condannati. Diverso è essere giudicati e condannati e poi, dopo aver scontato la pena diventare deputati.
C'è il caso poi di alcuni parlamentari della cosiddetta Prima Repubblica che si sono re-infilati nei meccanismi della politica (i vari La Malfa, Cirino Pomicino, Sterpa) tutti eletti in Forza Italia.
In ultimo, il caso di Marcello Dell'Utri, pluridifeso da Berlusconi e sul quale pendono ancora non so quanti capi d'accusa, gravissimi.
Perchè per un politico va giudicato, sì, ma con criterio, non in piazza, credo a forza di strillare.
E poi se la gente li vota, che ci possiamo fare ? Andate in un Rione di Napoli e dite che il tal candidato (perchè se la cosa si estende agli amministratori locali non se ne esce più..!) ha avuto una condanna per mafia. Lo votano di più !

Altre affermazioni di Grillo mi lasciano perplesso. Che in Italia non sia cambiato nulla dal '43. Non scherziamo. Il commento su Marco Biagi. Vivaddio, non è un santo, al massimo va rispettato in quanto morto, martire. Ma che si debba essere d'accordo con una legge che ha liberalizzato NON il lavoro, ma la possibilità del datore di non pagarti...mi sembra un po' eccessivo. Lasciateci avere un'opinione al riguardo, nel rispetto di tutti i morti, anche di tutti quei morti sul lavoro, senza contributi, in contratto formazione o altre diavolerie.

Ultima considerazione. Che la società civile si mobiliti. Non può che essere un bene. Che la piazza reagisca. Ma poi tutto torna nei palazzi, dove non i 25 capri ma i rimanenti 700 decidono. L'unico modo è COSTRUIRE la società. Nel lavoro, nelle associazioni, nella socialità, nella collaborazione, nella cooperazione. In modo da FARE A MENO di una certa politica, dirigista, di presunta moralità e togliere decisioni al palazzo con la nostra continua, incessante opera sociale ed educativa.

Io non voterò mai per un deputato (Borghezio) che da fuoco ai covoni su cui dormono gli extracomunitari sotto i ponti di Torino. Se nessuno lo facesse saremmo liberi da V-Day e Grillo tornerebbe a fare il comico, con tante risate serene per tutti.

07 settembre, 2007


Un fruttivendolo a Montevideo, Uruguay.

Avevo 13 anni forse, mia cugina venne ad abitare da noi perchè frequentava l'Accademia d'Arte Drammatica, a Roma - lei di Mantova. Mi porta una cassetta (audio, una volta c'erano le cassette...) con il famoso concerto dei "Tre Tenori", che lei non ascoltava. Divenne mia. La ascoltavo tutto il giorno. Arie famose. Luciano Pavarotti.
Poi quando Big Luciano decise di sposare la "ragazzina", la stessa che piange ora con la bimba in braccio al funerale, lacrime sincerissime - diverse da quelle dei presunti innocenti di cronaca - la mia famiglia lo additò come un immorale, come se non fosse diritto di chi vive e muore, così presto, vivere e fare esperienza della felicità.
Infine i concerti con le rockstar, qualcuno diceva per accontentare la giovane moglie - ma lei mi sa che preferiva Schumann. Io li guardavo sempre. Erano kitsch ma anche sinceri, come sincero può essere un modenese, l'unico vicino di casa, a Mantova, che si guardi con simpatia e con traslucida affinità.
Ora non so perchè questa tristezza, perchè.

06 settembre, 2007


"Credo che una vita spesa per la musica sia una vita meravigliosamente spesa".
L.P. (1935-2007)

05 settembre, 2007

Amado mio.

C'è poco da inventare o arricchire, la cronaca in sè, al limitare dell'estate, trafuga dalla follia del caldo notizie e strafalcioni morali, per traghettarli nell'autunno, in pasto a noi babbei o saggi che siamo.
Leggo del "pacchetto" Amato sulla sicurezza, in risposta un po' demagogica diciamo al Sindaco di Firenze e ai suoi bastardi lavavetri.
Ora: se un lavavetro ci rompe le palle al semaforo ci secca a tutti. Quello che mi chiedo è: quale reato penale MAI possono contestare ad uno che lava i vetri !!? Diciamo che siccome sono stranieri non si impuntano. Se mi metto a lavare i vetri io e mi arrestano gli spacco le ossa con l'avvocato. Anzi, se qualcuno mi dice quale reato si configura vince un cd vergato.
Pacchetto sicurezza che passa anche dalle prostitute. Se vai con una minorenne ti danno 10 anni. Allora l'agente immobiliare con la spider si ferma sulla Salaria, si carica una e gli fa: quanti anni hai ? E quella: 18. Ok, allora puoi salire. Lo fermano, lei ne ha 15, sennò non lavora ! Dieci anni di carcere.
Propongo di istituire un reato di masturbazione, come in Indonesia, in fondo uno che si chiama Amato non sa cosa sia, va bene, ma...siamo sicuri che questo sia il modo ? Soprattutto in un paese in cui metà territorio è controllato dalla malavita ?
San Bertinotti ha ben detto "sono gli ultimi a dover pagare ?".

In ultimo: nel giorno del record del treno Londra-Parigi (2 ore, più o meno Montesacro-Eur alle cinque) un Eurostar Napoli Milano colleziona due ore di ritardo. Dicono che il ministro dei trasporti giapponesi, nella sua relazione annuale si sia scusato con i cittadini per aver collezionato 12 secondi di ritardo in un anno nei treni ad alta velocità. Pare poi che durante l'ultimo sciopero, lo stesso Eurostar sia arrivato prima dell'orario previsto.

E' così. Per ridere a volte basta riportare le cose come stanno.

Intermezzo.

Navigare su YouTube sostituisce la tivvù. E' il nostro passato e futuro.
Incappo, perchè è così su YouTube, cerchi una cosa e ti trovi a vederne un'altra - incappo dicevo nel video di Moretti che grida a D'Alema "di' qualcosa di sinistra !". Bene. In quel video Berlusconi pontificava contro i giudici corrotti e comunisti. Quant'è che non lo fa ? Facile: si fa il paio: Berlusconi accusato ? Giudici di sinistra. Se i giudici stanno zitti, Berlusconi sta zitto.
Poi Guzzanti-Funari: " un detto de' Conbucio: 'a vendetta è un piatto che va magnato freddo, come a mortadella; so' ddue antipasti."
E poi un video in cui Fini pontifica dalla piazza del Family Day, poche ore prima di divorziare.

Tutti episodi sbellicanti, in una nazione idiota.

28 agosto, 2007

Qui.

Santo Stefano arriva per ultimo, nel lento salire verso la montagna brulla. Prima la luna, piena stasera, a salutarci, che compare gialloscura sul filo del primo monte, poi la Rocca di Calascio che di tanta luce di luna sembra fare illuminazione. Santo Stefano è una magia costante, quest’anno è ancora più bello, o sono io un po’ meno sciocco. Comunque sia si apre nel silenzio, tanto che il fischio di un abitante che dice è pronta a pasta suona come una campana enorme al mattino presto. I pochi passanti si voltano e cercano con lo stupore di riallacciarsi al mondo incantato del borgo. Qui hanno aperto da poco una “tisaneria”, un luogo che sembra di entrare nel 1100, tutto di pietra e legno, dove ti coccolano a suon di dolci e genziane. La piazza è deserta, ma stasera è tempo di Perdonanza, a L’Aquila, e i vecchi se la seguono in tivù, i meno vecchio scendono a valle a redimersi e mangiare dolciastri. Qui è freddo, anzi quasi freddo, anche se dicono che sia caldo, e posso credergli, perché mi ricordo di maglioni e sciarpe sul limitare di agosto.
E qui, a molti, moltissimi metri sopra il cielo, dentro le pietre della cittadina ci si sente come sdraiati su un prato, l’uomo e la natura si fondono. E’ un incanto, è veramente il più bel posto del mondo; sono così felice di averlo scoperto.

26 agosto, 2007

La notizia, finalmente.

Salve a tutti.
Per chi non l'avesse ancora letta.

Clicca qui: La Repubblica, 26 Agosto 2007.

We hope your rules and wisdom choke you.


Per non parlare di questo capolavoro.
E' stato Andrea Di Paolo a farmela ascoltare, e l'ho inclusa in generatio#3.
Ogni volta che ci incappo non so sfuggire alla tentazione di farne un'esperienza totalizzante. Smetto quello che sto facendo e mi cullo in questo crescendo. The saddest song.
Radiohead, Exit Music (for a film).

Ciao, Bruno.


Hai vissuto la Resistenza, in cui hai perso tuo padre. A vent'anni ti sei laureato, con relatore Norberto Bobbio. Poi Harvard. Poi il Partito Comunista, poi la dirigenza CGIL.
Sei caduto di bicicletta, altri sono morti di vergogna, dopo quarant'anni di politica.
Tu no. Sei stato un esempio e lo sarai. Non so per chi, ormai, ma va bene.
Ciao, Bruno.

Non posso resistere....le lezioni con assenza "giustificata " !!!!!!

Scusate, ma stasera non ho anticorpi per il ridicolo !!!!
Nella prima pagina del suo sito, il camerata Berti (quello insomma che ha fatto tutto quel casino per un festival due anni fa e poi s'è ritirato) dice:

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Il Libro dei Sogni di Milongueando (Luglio 2002)

Ovvero ciò che io desideravo che diventasse Milongueando

Se io vi chiedessi ora come sognate la vostra Scuola di Tango ideale, voi come la immaginereste?
Consentitemi di raccontarvi come l’ho sognata io :

· una Scuola di Tango che organizzi lei stessa la cena di fine anno (come qualsiasi altra occasione di divertimento)
· una Scuola di Tango che sappia fare autocritica, riconoscere ciò che non va e porvi rimedio, subito, come ad esempio capire il perché della disaffezione degli allievi (una Scuola di Tango è pur sempre un’impresa commerciale, che se ha dei conti in rosso non può continuare a lungo la propria attività)
· una Scuola di Tango in cui i propri allievi siano frequentati come amici (abbiamo tutti una passione che ci unisce, ma resta e deve restare pur sempre una passione)
· una Scuola di Tango in cui la puntualità sugli orari venga considerata la prima forma di rispetto nei confronti degli allievi
· mi piacerebbe vedere una Scuola di Tango, in cui si paga per ogni singola serata di lezione (ad esempio 8 euro), come si fa in altre scuole, senza né dover anticipare nulla, né posticiparlo, così chiunque è più libero di decidere quando presentarsi, senza dover fare calcoli di convenienza; cosicché molte persone con problemi di tempo, lavoro, famiglia, sarebbero più invogliate a seguire le attività della Scuola

ecc.....

______

Ora: nella SECONDA PAGINA:


Il Costo delle Lezioni di Tango

Le Lezioni si possono frequentare mediante l’acquisto di Pacchetti di Lezioni (non vincolate al mese solare).

I paccchetti da 4, 8 e 12 Lezioni danno la possibilità di essere rispettivamente consumati in 5, 10 oppure 15 settimane, questo per venire incontro a chi per esigenze personali deve saltare delle lezioni, ed esattamente può perdere 1 lezione col pacchetto da 4, 2 con quello da 8, e 3 lezioni col pacchetto da 12 senza per questo vedere intaccato il valore economico del pacchetto di Lezioni acquistato.

Milongueando con questo modello cerca di "costringere" il più possibile a seguire in maniera costante e assidua i Corsi di Tango Argentino (ed ottenere presto risultati gratificanti), cercando comunque di venire incontro alle piccole esigenze personali che si possono creare.


N° lezioni da 1 e 15' ora Pacchetto Costo unitario

1 11 €
4 (in 5 settimane) 40 € - 10 € ( con 1 assenza "giustificata" )
8 (in 10 settimane) 76 € - 9.5 € ( con 2 assenze "giustificate" )
12 (in 15 settimane) 108 - € 9 € ( con 3 assenze "giustificate" )

Berti Gianluca ********** - Federica Bolengo *********


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Viva la libertààààààààà !!!!!!!!

Heil.

Muri di gomma.

Mi imbatto in una discussione, commenti ad un video su YouTube di due bravissimi ballerini.
Giusto per farvi capire in che mondo siamo e chi ci tocca combattere...

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tangosoul (1 month ago)
To be clear, this is not in anyone's defense or ofense but strictly to demonstrate that the music should never be ignored especially for the people learning or watching. Here's some examples to search:
Andres Laza Moreno y Samantha Dispari,
Noelia Hurtado - Pablo Rodríguez
tangovideoproject-JorgeDispari-walking demonstration
Tete

lavatop (1 month ago)
Thanks for the examples. I think these illustrate very well what you are talking about.

tangosoul (1 month ago)
(Reply)
It is the steps with the lack of understanding of the the orquestration and musicality. People see this now a days and think that its ok to dance tango like this. This is not how you should interpret such an important orquestra that represents us as argentinos. Thanks for your reply.

lavatop (1 month ago)
(Reply)
In Adrian and Alejandra's defense, and for anyone else reading this, I will just say again that this is a class demo...you can see they are performing the exact same boleo again and again for instructional purposes; this should not be taken as their artistic interpretation of the music. I should have made that more clear in my description. If you search for them on the web, I'm sure you can find some beautiful examples of their dancing.

lavatop (1 month ago)
(Reply)
Also, please point me to some links of some tango that illustrates what you are describing, that would be interesting.

tangosoul (1 month ago)
(Reply)
This Music is part of our folk and should be respected as tango and not danced like this. This is an insult to us Argentinos!

lavatop (1 month ago)
(Reply)
This is a class and the couple are demonstrating some steps, so it's not necessarily how they would dance at a milonga. But I'm interested to hear more about why this particular piece offends you. Is it the steps, or the lack of passion displayed, or something else?

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In ultimo: il nick di "tangosoul" (wow) non nasconde....uno dei ballerini consigliati all'inizio ??? Oppure...?
Mi ha colpito molto il "orquestration" con la "q"...
Dietro ogni nick...(o anonimo) c'è sempre una traccia evidente....!

22 agosto, 2007

I Campionati Mondiali di TangoBidet


Sono stranamente interessati al Tango i media, per il clamore che suscita il Campeonato che si svolge a Bs.As. in questi giorni. Quello insomma con tanto di numeretti e voce che dice "coppi quindiziii, ellliminatta". Un gran baillame di soldi che girano, fra concessioni governative in nome dello Spirito di una nazione e con premi simbolici ma la possibilità intrinseca di veder il proprio nome campeggiare su di una testata internazionale e di pubblicizzarsi come grandi maestri per il solo fatto di essersi classificati in qualche modo.
Merda.
Questo è arcaismo puro, un tornare indietro, ma neanche alla radice folklorica positiva del Tango, quella della poesia Urbana, per intenderci, ma alla radice commerciale e burina, con tanto di puttane che mostrano le terga al turista giapponese di turno.
Il Tango volgare, quello spacciato per radice culturale, quello dei tremila partecipanti al Campeonato, che poi sono tremila biglietti Aerolinas, e tremila soggiorni, e la possibilità di alzare un po' i prezzi delle cene.
L'alienazione che mi prende la controllo a stento. Mi chiedo cosa sto facendo. Solo una proposta diversa ? No. Siamo tanti a pensarla così, solo che se le cosceinze rattrappiscono rischiamo di scomparire, come i Panda.
Il Tango è una danza, una poesia, una forma artistica, un mezzo di espressione, una disciplina.
Poi ti bussa alla porta qualcuno che vuole lavorare perchè è arrivato terzo alla categoria B1 19/30 anni.

21 agosto, 2007

Jolene, The White Stripes



Non deve essere semplice cantare un classico country (nell'originale di Dolly Parton è una ballata con tanto di stivaloni e capelli cotonati stile tv locale del Dakota) con una intensità di questo spessore.
Salgono sul palco e cerchi, guardi intorno se a suonare siano in tanti, e dove si siano nascosti gli altri. E invece no, sono in due. Stanno rivoluzionando il rock, magari sottovoce, come quando suonano all'improvviso su un autobus di linea o davanti ad una fermata della metropolitana.
Ma rivoluzione è anche ritornare a guardare, entrare di nuovo in tutto quello che è stato e staccarne un petalo, per appenderlo al proprio vestito nuovo di zecca. Qui c'è Zappa, Hendrix, U2, Led Zeppelin, Johnny Rotten e Jim Morrison. L'arpeggio country diventa così una sorta di ballad stile The End in un vertice di poesia nera.
Trovo tutto questo un apice geniale, un classico. Ecco, io sono classico così, non ho bisogno di parlare di Bach.

19 agosto, 2007

La vita dolce.


Camminare in centro a Roma per vedere una donna ricurva sulla panchina con una grande busta di plastica al suo fianco non evoca certo i fasti della Dolce Vita. Quando uscì, questo capolavoro assoluto del cinema, la Civiltà Cattolica lo definì "scabroso e falso". Si intende il perchè dal trattamento pungente che Fellini riserva ai temi religiosi, dal Cristo che vola in elicottero della sequenza iniziale, alla spiritualità malata della festa di nobili, alla bambina che grida "eccola là, la Madonna !" mentre tutti corrono sotto la pioggia. Fellini colpì poi la censura, rappresentata dall'allora senatore Scalfaro che inveisce contro una donna particolarmente scollata, con "Le tentazioni del dottor Antonio".
Ma quello che colpì il moralista fu altro, e meno squisitamente religioso: il senso di morte di una generazione proprio mentre se ne celebrava la vita. Il personaggio centrale del film è forse Steiner, l'amico intellettuale di Marcello, che compie una parabola vertiginosa nel film, fino a morire quasi all'impiedi. E' il tramite per Marcello alla vita superiore, rappresentata da una classe intellettuale in difficoltà ma già orientata alla protesta degli anni settanta. Così come Maddalena, la bellissima puttana Anouk Aimée, è il suo tramite per il mondo inferiore, quello nobile del girone infernale di Caprarola, con tanto di festa scialba e perversa. Due Virgilio per un Dante che riassume in sè tutte le caratteristiche umane di Fellini ma anche le nostre comuni paure e scialberie. Che Marcello nota e dischiude, come fa dell'acqua della Fontana, passando, richiamato da Sylvia, in una sequenza che ancor oggi, nonostante il clamore, rimane un vertice poetico direi quasi inarrivabile. "Stiamo sbagliando tutto, Sylvia" e il bacio si interrompe sul nascere dalla chiusura della fontana, in un mattino arrivato all'improvviso, come quando ci si sveglia dall'amore.
Il film è un film ad episodi senza episodi. Si chiude un evento e se ne apre un altro. Su su fino alla festa finale, quella interrotta da Riccardo Garrone che irrompe nell' - allora contestatissimo - striptease della ex moglie. Di lì Marcello fugge con gli altri in spiaggia, e alza le mani come chi non vuole impegnarsi a capire quello che la giovanissima Valeria Ciangottini gli dice, nel frastuono del mare. Lei, la piccola donna, il futuro, inascoltato.
So che non è inserito nel sondaggio del sito, ma la Dolce Vita rimane un capolavoro che riecheggia e che rimando a rivedere. Per intuire come siamo ogni volta che ci sembra di essere perfetti, inseriti, collocati e quando non vediamo il marcio che ogni società o gruppo sociale porta con sè, nascosto dai facili fasti.

10 agosto, 2007

10 agosto

Esattamente quindici anni fa, a dire il vero verso mattina, moriva mio padre.
Era la notte di San Lorenzo e non stelle ma un corpo rivestito cui facevano visita i primi parenti attirava l'attenzione di quella notte di angoscia e sollievo. Sollievo perchè mio padre era stato molto malato, senza speranza, costringendo se stesso e gli altri a cure attentissime e pesanti, ma senza speranza. La natura aveva deciso che era finita, ma lo ha fatto con un lungo degradare, come a beffa.

Mio padre era insegnante elementare, una persona senza superbia. Ancora oggi tutti lo ricordano. Nel mio quartiere di provenienza mi chiamano "il figlio del maestro". Aveva studiato in seminario, ma ne era uscito perchè voleva sposarsi. Aveva imparato greco e latino alla perfezione e ha fatto lezioni private quasi fino alla fine. Ma solo per baratto: ai figli del salsamentiere di fiducia, ad esempio, che lo ricompensava con mille doni. Fu un fatto importante il primo cosiddetto "campo scuola" in Italia: una classe di bambini per una settimana in gita senza genitori. Lavarsi i calzini, fare da mangiare. Tutti entusiasti. Perchè lui sapeva attrarre il consenso in modo discreto ma infallibile. Era un padre premuroso, anche se di poche parole. E un cuoco appassionato. La cucina era la sua grande passione. Quando gli chiedevano perchè non aprisse un ristorante lui rispondeva che non voleva cucinare per persone cui non voleva bene. Quando ero piccolo la mia casa era sempre piena di gente che quasi si autoinvitava. Ma mai ho avuto la sensazione che a mio padre pesasse. Così è anche per me, per fortuna, e lo ringrazio.

Avevo 21 anni. Mi ricordo il suo balzo del torso, come Farinata di Dante, come le torri di Monteriggioni. A esalare l'ultimo respiro, mozzo. Per molto tempo ho avuto in conseguenza problemi di apnea, di ansia legata al respiro, alle salite, all'acqua. Ora per fortuna sono quasi del tutto passate. La morte del padre scarnifica anche il tuo super io, il tuo senso del dovere un po' si svuota. Ero a metà dell'università. Mi ricordo che stavo preparando Filosofia Teoretica I, con una tesina sul senso della morte in Hegel nell'interpretazione di Kojève. La portai comunque a discussione, ma la modificai, rendendo insufficiente la lettura della morte solo come fatto logico, incorporale; no, il suo senso profondo era la fine della corporalità, il professore non era d'accordo, ma mi mise trenta lo stesso. Fu allora che capii che non era finita anche per me.

E oggi, a così tanta distanza, mi chiedo come sarebbe stata la mia vita se questo fatto per me epocale non fosse accaduto o fosse accaduto in un altro momento. Accadde infatti in un momento in cui io e mio padre eravamo diventati molto legati, complici. La morte ha strappato anche questa coincidenza.
Ora mio padre sarebbe molto anziano. Non credo avrebbe mai acconsentito alle mie scelte. Avrebbe forse glissato, però, che per me avrebbe significato un'approvazione con riserva. Poi, il fatto di averlo ancora con me avrebbe fatto il resto.

Così è stato; il 10 agosto, la notte di San Lorenzo di tanti anni fa.
Lo so che un blog è un'esposizione. Che forse dovrei tenere per me tutto questo. Ma ormai l'ho scritto, pazienza.

05 agosto, 2007

Nostos, IV

L`ultima Santorini è la vista a ritroso, come a chiudersi, divertito viaggiando sul retro di un'Ape 125 del marito dell`affittacamere. Io, le valigie, Mimma nell`abitacolo assieme al vecchio, a folle lungo le viuzze del borgo marinaro di Karterados, giu` fino al mare, che appare d`incanto: la stradina lo costeggia quasi ad immergersi, poi si risale motore acceso verso l`aeroporto. Era questo il transfer promesso all`atto di sottoscrizione di una camera per una notte, la notte d`addio a Kalliste`, la bellissima, come a strappare un fiore solitario.
Il pomeriggio turistico in passeggiata via mare, su di un veliero stile caraibi verso il vulcano, con tanto di passeggiata e ritorno di corsa perche` la nave sbuffava e noi si era in ritardo.
Poi le Hot Springs, sorgenti ferrose, da bagno termale, la nave si ferma prima e ci indica di buttarci a mare. Ancora adesso, mentre l`aereo saluta Santorini tengo con me l`acre odore ferroso nella pelle, l`ultimo saluto, il portami con te almeno per un po', due amanti che si salutano.

02 agosto, 2007

Nostos, III



Si rarefanno, i racconti, complice il predominio della natura. Qui a Folegandros c`e` solo una strada, solo un computer, molte taverne, molta gente, ma non troppa. Il tramonto si staglia e dipinge di viola tutta l`isola, di per se` bianca. Bianche le spiagge, da raggiungere con perizia e coraggio - o con un caicco simpatico. Il nocchiero ti sfila le scarpe per farti scendere sulla riva senza bagnarti.
L`isola respira. Se ti adegui al suo ritmo vai tranquillo.Ti alzi (da una casa baronale uscita da un film di Elio Petri in Sicilia) un tuffo in piscina (qui le piscine sono per tutti, e` scritto fuori - anche quella del 5 stelle, tanto che la nostra ho chiesto se si poteva usare e la tipa mi fa "is for everybody") e poi via verso la spiaggia o piu` di una, secondo il sole ed il vento.
Il terrore che fosse una morettiana Alicudi si dissipa subito. E` un`isola organizzata. Io la definirei "la vacanza". Livadaki e` una spiaggia affollata ma le tamerici ti offrono riparo ombra e silenzio, qualche metro piu` su. Aghios Nicolaos ci dicono sia per nudisti, ne troviamo un paio, tutti gli altri con il costume. Per fare media io me lo sgambo un pochino. Poi a largo, lo agito come una bandiera corsara. E sono tutt`uno con il mare. Perche` qui il mare si sente, si odora in ogni angolo. E` un`isola stretta e lunga. Se stai in cima vedi mare tutt`attorno. E` una sensazione stringente. A Folegandros ci sono 100 chiese, ma ci si chiede dove le hanno messe. Se alzi la testa vedi che buona parte delle case nella Chora, delle taverne sono ex chiese. E sale una preghiera laica che collega le bianche pietre il mare turchese chiaro, le rocce a piombo e il vecchio sull`asino che ti saluta, ma se ripassi non ti risaluta. Perche` ti vuole salutare e non ingraziarsi il turista.
Domani si torna a Santorini, la kalliste`, la bellissima. Folegandros non ha la sua imponente bellezza, ma ne conserva la grazia. E l`arricchisce, anzi, di una pace che ti riconcilia con il vento.

30 luglio, 2007

L`ottavo sigillo.

Addio maestro.
I tuoi film li ho visti tutti a vent`anni. Troppo presto e troppo tardi.
Perche` erano troppo fuori dal tempo, come tutte le riflessioni precise.
Addio. Grazie.


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E' morto il regista Ingmar Bergman
maestro del cinema dell'anima


Si è spento serenamente nella sua casa sull'isola di Faaro
Aveva 89 anni. Nella sua lunga carriera ha diretto oltre 40 film

STOCCOLMA - Il regista svedese Ingmar Bergman è morto. L'annuncio è stato dato dalla figlia, Eva, all'agenzia svedese TT. Si è spento serenamente nella sua casa sull'isola di Faaro, nel mar Baltico, all'età di 89 anni. Famoso per capolavori come Fanny e Alexander e Il Settimo Sigillo, aveva realizzato oltre 40 film nella sua lunga carriera ed era considerato una delle personalità più eminenti nel panorama cinematografico mondiale.
Nato a Uppsala, a nord di Stoccolma, il 14 luglio 1918, figlio di un pastore luterano della corte reale svedese, fu segnato dalla severa educazione religiosa. Studiò all'università a Stoccolma e si avvicinò alla regia dal teatro facendosi le ossa su Shakespeare e Strindberg.

Dal 1944 condusse una carriera parallela, teatrale e cinematografica, ottenendo fama internazionale con il cinema ma rimanendo legato in modo particolare al teatro. La sua prima pellicola, Crisi, è del 1945, ma il successo arrivò nel 1956 con Il settimo sigillo che ottenne diversi riconoscimenti oltre al premio speciale al Festival di Cannes. Arrivarono poi l'Orso d'Oro al Festival di Berlino e il premio della critica al Festival di Venezia per Il posto delle fragole (1957).

Successivamente Alle soglie della vita e Il volto gli valsero il premio per la miglior regia rispettivamente a Cannes e a Venezia, mentre nel 1960 La fontana della vergine gli fece ottenere il suo primo Oscar.

Il nome di Bergman è legato anche a Sussurri e grida (1972), Scene da un matrimonio (1974) e Sinfonia d'autunno (1978).

Nel 1982, dopo quarant'anni di attività, Bergman decise di abbandonare improvvisamente il cinema, per dedicarsi al teatro e alla televisione. Fu quello l'anno del suo ultimo film per il grande schermo, Fanny e Alexander, nato originariamente per la televisione, e ispirato sontuosamente alla sua infanzia e alla sua passione per lo spettacolo. La pellicola vinse quattro Oscar, compreso quello per la regia, il terzo della carriera del maestro svedese.

Nel 2003 girò Sarabanda, il seguito di Scene da un matrimonio, e sul set disse: "Questo è il mio ultimo film". E stavolta lo fu veramente. Nel gennaio 2005 Bergman ricevette il Premio Federico Fellini per l'eccellenza cinematografica.

Dalla morte della sua ultima moglie Ingrid, nel 1995, Bergman viveva solo per gran parte dell'anno sull'isola di Faaro, in cui ha anche ambientato diversi suoi film.

Comandante della Legion d'onore, membro dell'Accademia delle lettere svedese, drammaturgo, Bergman ha sondato i rapporti fra uomo e donna in una luce spesso tragica, dominata dall'angoscia dell'esistenza. Ha rivelato molto della sua vita privata e professionale in una celebrata autobiografia, La Lanterna magica. Sposato cinque volte, Bergman lascia nove figli.

Nostos, II

Non so se fosse grasso grasso, ma il matrimonio greco comincia nelle strade di Nauplia, a suon di clacson, e contribuisce a svegliarmi piu` del caffe`.
Sono le otto e facciamo rotta verso Epidauro, il teatro dei teatri. Negli occhi ancora forse la pietra piu` antica che abbia mai visto, a Micene. Blocchi di pietra che non conoscono archi; la Porta dei Leoni - nel 1500 a.C. in Grecia vivevano i leoni, e` un leone che Ercole uccide come prima fatica. E in fondo sembra costruzione esotica, non esisteva Europa, ci vollero almeno altri otto secoli prima che Omero ne descrivesse la civilta` cantando di Agamennone e Clitennestra. La tomba detta di Agamennone me la ricordavo dai libri, non me la immaginavo pero` cosi` immensa.
Ma ero rimasto ad Epidauro. Il teatro non e` un teatro, e` un`abisso immenso di quattordicimila spettatori, con tredicimilanovecentoerotti greci che ridono all`unisono ad una versione in effetti divertente della Lisistrata - quella dello sciopero del sesso, per intenderci - con tanto di enormi peni finti, accenni sadomaso e United Nation of Sex. Gli spettatori applaudono, cosi` faccio io; non capisco una parola, ma dopo un po` comincio ad immaginare cosa i personaggi dicessero, mi sono raffigurato nella mente chissa` quali dialoghi, cogenti, ma immaginari. Credo facciano cosi` anche i bambini, a teatro.

Ora e` sera. Della stanchezza del giorno passato non so fare un sunto preciso. Forse e` tutta qui: seduto davanti ad una piccola piscina di un hotel marino. La luna e` piena e filtra tra il bianco e blu delle case ed alcuni maldestri fili della luce. E` la sintesi di questo posto, da cui non si parte se non per il mare. Thira, Kalliste`, la bellissima, o piu` semplicemente Santa Irene, Santorini, il centro del mare.
Come se avessi navigato per settimane, mesi, anni, o secoli, chissa`.

27 luglio, 2007

Nostos, I

Credo che un blog sia essenzialmente un racconto. Che sia una cosa bella. E che nessuno puo` rovinarla con il proprio cattivo gusto.
Per questo, racconto.

Nostos, I. Delfi.
Ci accoglie un vento forte, che gia` aveva dato presenza nel difficoltoso atterraggio ad Atene. E` il saluto del vento del nord ovest, abbastanza fresco, che lima i 38 gradi segnalati da una macchina in affitto con marmitta rombante. Poco prima un addetto dell`aeroporto mi aveva avvertito che il mio bagaglio non solo non aveva varcato il nastro, ma era proprio rimasto a Roma. Vi scrivo con la stessa biancheria di prima, insomma, nella speranza di incrociare al piu` presto i destini della mia valigia.
Il vento, dicevo. Segna i contorni degli alberi e riga quasi la strada, la macchina non e` quasi piu` macchina ma vela. E`il saluto della terramare Grecia, come a deridere la civilta` riportandoci con fierezza a prore e vele, nocchieri, dei inferi marini.
Il vento ci guida sempre, si calma solo verso l`arrivo di un viaggio che attraversa la Beozia, un nome non bello, certo, con un caldo lancinante che esplode nella prima sosta a suon di insalata di cipolle e Nescafe`, a noi, grecoviaggianti. Il patron del chiosco e` gentile, se sanno che vieni da Roma gli si apre il sorriso a questi greci. Perche` loro la civilta` l`hanno avuta e rimessa in un lampo di storia. Un lampo spento su Roma e poi sull`intero mondo. Un lampo di storia. Il Pensiero. E l`idea che la physis, la natura pensata, qui, chiede a gran voce il proprio dominio su tutto. Lo dice e reclama la vista dalla terrazza di Delfi: risuona Yesterday da una qualche finestra vicina, ma e` il futuro, perche` un viaggio e` sempre futuro. Ironia dell`eterno ritorno. Il cerchio si chiude, nostos, come fa il meraviglioso lembo di terra d`ulivo, un mare; e che verso il mare scende, di lontano.
Non so se andare o restare. Ma forse sono sempre stato, in fondo, qui. Delfi, il centro del mondo.

21 luglio, 2007

Helter Skelter, 1969.

Un lampo di classe. Le prime prove di Helter Skelter, Abbey Road, Studio.
Come un blues così articolato e pieno di armonie e intuizioni (sentite quel fraseggio improvvisato di Paul - che poi sarà incluso nel brano) possa essere diventato il primo hard rock della storia è un mistero.
E' il 1969, il materiale comporrà il White Album.

In queste sere di calura vi arrivi, come è arrivato a me, il lampo del genio, a rinfrescare le vostre, nostre menti assopite.

19 luglio, 2007

KJ




Perugia 11-07-2007 di Franco Fayenz
(da Il Giornale 12-07-2007)

Perugia - «Non parlo italiano, ma se quei fottuti str… che hanno quelle fottute macchine fotografiche non le spengono, me ne vado. Io, Gary Peacock e Jack Dejohnette ci riserviamo il diritto di andarcene. Ogni persona che abbia accanto qualcuno con una macchina fotografica deve strappargliela di mano. Se non succede questo io lascerò questa maledetta città e voi avrete pagato il biglietto per niente. Il privilegio di essere qui è vostro, non mio».
Questo esempio di dolce stil novo, sebbene il lettore possa faticare a crederci, sono le parole che Keith Jarrett ha pronunciato entrando nel palcoscenico dell’Arena Santa Giuliana di Perugia, gremita da oltre quattromila persone già intirizzite da un vento gelido. Parole premeditate, perché il pianista superdivo aveva come collare un piccolo microfono, subito spento prima di attaccare il brano d’apertura, Green Dolphin Street. Parole offensive soprattutto verso la città che lo ha ospitato tante volte dal 1974 in poi (tre negli ultimi cinque anni), pagandogli quei cachet astronomici che oggi gli permettono la folle abitudine di approdare in Europa in un hotel di Nizza, di noleggiare un aerotaxi con contrabbassista, batterista e altre persone al seguito per raggiungere il luogo del concerto, e poi di ritornare a Nizza a concerto ultimato.
Dopo questo incipit travolgente, il trio più celebre del mondo, in attività da 24 anni, fa spazio alla musica con la consueta abitudine, poco frequente nel jazz, di osservare un intervallo di una ventina di minuti. Per fortuna non molti hanno capito il fervorino, ma si sono uditi fischi, buu e qualche improperio adeguato. La prima parte consta di sei brani abbastanza lunghi (oltre a quello citato, si riconoscono Last Night When We Were Young, Late Lament, One For Majid, I’m Gonna Laugh You e Right Out Of My Life) e il livello interpretativo-creativo è senz’altro elevato. Il più convincente e continuativo è Dejohnette, superbo per il drumming affascinante, quasi melodico oltre che ritmico, mentre gli altri due fanno routine, seppure di ottimo livello.
Il secondo tempo inizia con una pregevole versione di It’s A Raggy Waltz di Dave Brubeck e tocca il vertice con il famoso Django di John Lewis, perfetto come in tempi migliori. Però dopo il terzo brano, Joy Spring, il trio accenna a sorpresa di voler terminare il concerto. Le rituali invocazioni di bis si sprecano ma, ahimè, lontano dal palcoscenico brilla un flash. «A questo punto il bis non ve lo do», ringhia Jarrett, e se ne va. Arriva invece un comunicato della Direzione artistica di Umbria Jazz, un tantino soft rispetto alla gravità dell’accaduto, ma termina con una frase secca: «Con Jarrett abbiamo chiuso». Si spera che l’esempio sia seguito da altre città, Milano compresa che prevede il trio al Teatro alla Scala il prossimo 14 ottobre.
Mentre scriviamo fervono dispute accanite. C’è chi tenta una difesa piuttosto strana di Jarrett, dicendo che «lui è sempre stato così», ma non è vero. Era un giovane timido e rispettoso, perlomeno fino a quando, nel 1972, cessò la sua collaborazione con Miles Davis e inizio la sua carriera autonoma. Proprio durante il suo tour italiano con Davis, a Torino, ci concesse un’intervista nella quale dichiarò testualmente: «Ho paura di quando sarò celebre, se mai lo diventerò, perché potrei perdere il senso delle proporzioni». Appunto.
Soltanto alcuni anni dopo, e un po’ alla volta, cominciarono i capricci d’artista, i rimproveri rivolti al pubblico a scena aperta, le pretese cervellotiche inserite nei contratti. Ma le sue doti di musicista, comprese le discutibili interpretazioni classiche, erano molto amate dal pubblico, per cui troppo gli fu concesso e perdonato. In fondo, la colpa è soprattutto di chi lo lasciò fare: basti pensare a tutti i suoi tour italiani, in trio o come solista, quando si cimentò con le maratone solitarie che per qualche tempo gli costarono la salute e il silenzio.

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(da keithjarrett.it , commento di Fabio Castronuovo)

“Leggo con un pizzico di sadismo dell’ultima performance di Jarrett a Perugia, sadismo perche’ quest’anno anche amando alla follia il musicista Jarrett, non mi sono fatto convincere a vederlo dal vivo specialmente in Italia.
In sintesi niente di nuovo, al termine del secondo set prima del bis, una foto fa andare fuori di testa Jarrett, che pare abbia esclamato “Damn City” o qualcosa del genere (affermazione deprecabile non per nazionalismo ma per amore di intelligenza). Il direttore artistico di UJazz pare abbia chiuso in via definitiva con Jarrett (a dire il vero condivido questa scelta) perche’ quando si supera il limite dell’educazione non esiste arte che tenga.

Adesso mi permetto una piccola divagazione sull’argomento, quello che davvero stupisce di Jarrett e’ questo strano rapporto con il pubblico.

Tempo fa a Parigi capito’ un episodio analogo per certi versi illuminante. Durante un solo piano, a causa della tosse (sic..) di uno spettatore, Jarrett interruppe bruscamente il concerto per apostrofare il povero spettatore raffreddato mimando al pianoforte cosa sarebbe successo se lui si fosse messo a suonare con la tosse. Episodio discutibile, a questa uscita alcuni spettatori gli hanno gridato che in fin dei conti loro erano il suo sponsor, cioe’ avevano pagato per vederlo. Affermazione anche questa discutibile, in quanto riduce il rapporto artista-pubblico ad un mero rapporto di fornitore di servizi - cliente, una distorsione della nostra societa’ contemporanea.
La cosa non e’ sfuggita a Jarrett che infatti ha replicato invitando tutti quelli che pensavano di essere degli sponsor ad andare serenamente via. A questo punto cosa molto strana si e’ aperto un forum di discussione tra jarrett ed il pubblico su quanto sia fragile e delicato il processo compositivo istantaneo e quanto i disturbi esterni possano influenzarlo al termine di questo sfogo Jarrett ha ripreso a suonare a lungo.

Questo aspetto lo condivido in pieno, quello che mi lascia esterrefatto e’ come Jarrett tratti i disturbi ambientali. Faccio un esempio, ama suonare ad Antibes, dove passano aerei sul palco, non fa una piega quando suona una campana durante i suoi concerti, non si lamenta se le rondini cantano intorno al suo piano, se invece uno spettatore fa una foto, o tossisce il finimondo.

Probabilmente questa sua rigidita’ tradisce una visione profondamente idealistica dell’essere umano e della fruizione dell’arte. Jarrett immagina l’uomo come la sua musica, perfetto, senza quelle screziature, senza i raffreddori, senza le dita nel naso, senza i dolori. Eppure la sua visione e’ contraddittoria, piena di contrari, accetta tutto il circo che si scatena intorno ai suoi concerti, richiede tre limousine per andare e venire dal concerto, pretende due pianoforti prima del concerto per scegliere i migliori, spesso trascurandone pero’ l’amplificazione. A volte sembra voler suonare come in The Melody at night with you, distante dall’umano, chiuso nella perfezione ideale della musica, eppure… eppure pubblica solo dischi dal vivo, spesso scegliendo gli ambienti meno umani tra quelli dove suona, scegliendo spesso ambientazioni giapponesi, luci algide, suoni perfetti, troppo perfetti, si infastidisce se un’applauso arriva alla fine di un solo o in un momento di pathos altissimo (e penso all’intro di All the things you are di Tribute, dove al termine dell’intro l’applauso nasce spontaneo e non infastidisce ma arricchisce sottolinea il momento di tensione altissima, quel brano non sarebbe lo stesso senza quel pubblico che esplode) eppure canta sulla musica, macchiandone la perfezione, forse sottolineando l’umano, rafforzando l’umanita’ dell’artista Jarrett.
Entra nel business dei Festival Jazz chiedendo cifre da capogiro (piu’ di 100mila euro a concerto) e pretende di non far parte delle logiche di servizio-cliente.
Non fraintendetemi, non ci sono giudizi in questo che scrivo, solo un’analisi delle contraddizioni umane molto umane di un’artista che vorrebbe la musica al di sopra di quell’io umano, che pretende il divino probabilmente in quanto il divino e’ nelle sue mani, ma in questa pretesa ricade fortemente nella sua inevitabile umanita’, in quel non saper accettare l’umanita’ del suo pubblico e probabilmente la sua stessa umanita’.”

07 luglio, 2007

Salve a tutti,
uso il blog per comunicarvi, su sollecitazione degli organizzatori, che al Parco Egeria (Via dell'Almone 111, zona Appia Antica), per tutta l'estate gli allievi del Laboratorio (ESCLUSIVAMENTE LORO !) avranno una riduzione all'ingresso, da 7 a 5 euro.
All'entrata dite la magica parola d'ordine....LaboratorioMeditango !

Noi siamo in partenza per il Lab. Per chi rimane a Roma o comunque al ritorno, per tutta l'Estate, l'offerta è valida sia il giovedì che la domenica.

Saluti !

a.c.

06 luglio, 2007

Nyokka


Siccome è estate il cervello va in vacanza ?
Non credo, il mio no e un po' lo pretenderei anche da chi guadagna 345.455.773.387 volte più di me.

Il Silvione nazionale ci dà l'ennesima prova della sua abilità dialettica (a proposito, cliccate su you Tube scrivete "Berlusconi". Vi trovate davanti una marea di gaffes, dal Parlamento Europeo alla questione della premier Finlandese a mille altri casi si dimostra come la destra italiana si sia affidata ad un imbecille per farsi rappresentare.

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Il Cavaliere sulla Lady di Ferro: se fosse stata una gnocca me la ricorderei
Silvio e la Thatcher, Independent: «Volgare»
L'ennesima battutaccia di Berlusconi scatena la reazione dei giornali britannici

MILANO— How do you say «nyokka»? Che poi, nella traslitterazione inglese, sarebbe l’italianissimo e non molto raffinato «gnocca»: il termine evocato da Silvio Berlusconi a proposito di Margaret Thatcher e ripreso ieri dall’incredulo quotidiano The Independent.
Titolo: «Il volgare Berlusconi rende omaggio al sex appeal della Lady di ferro». Il Cavaliere, in realtà, non le aveva fatto esattamente un complimento («Se fosse stata una bella gnocca me ne ricorderei»), ma il giornale inglese pare non accorgersene, riprende l’«elogio alla sua eroina ideologica» e si cimenta in una traduzione ottimistica («A great piece of pussy»), salvo spiegare che la famosa Margaret Thatcher «gnocca», da pronunciarsi «nyokka», è «un termine volgare dal significato di "vulva", la definizione standard utilizzata da operai edili, camionisti e primi ministri di lungo corso nei confronti di qualsiasi donna attraente che incroci il loro cammino».
The Independent ricorda come Mitterrand dicesse che la Thatcher aveva «gli occhi di Caligola e la bocca di Marilyn Monroe» e osserva sarcastico: «Evidentemente l’attenzione di Berlusconi era focalizzata altrove».
(fonte repubblica.it)