30 marzo, 2007

31 marzo


Parigi, Marais.

La nostra storia ricomincia da qui, da una festa in cui tango fumante e corpi che gridano invasi dall’alcol e dalla gioia minacciano il silenzio di un Marais parigino ormai già tutto a dormire. Notte, ultimo piano. E’ la casa di Tony Cuscino, rampollo di quarta generazione della mafia italo americana ai suoi più alti livelli. A Parigi Cuscino ha ritrovato la pace di chi si chiama fuori dai loschi e violenti affari.
Aveva, ritrovato.

Cuscino gira ossessivamente con una foto in mano indicando a tutti la moglie partita per un mese per l’America, a seguire un seminario di biodinamica interculturale - e tutti fingono di sapere di che si tratta…
Alla festa sono presenti tutti. La figlia Paoletta Cuscino, la sorella Filomena, zitella non per scelta, la donna di servizio Meriletis, le amiche del collettivo, le sorelle Gloria e Lucy Gaynor, l’amico nipposiciliano Motsumoto detto “ ‘a Gummina”, il fidato Vito Simoncino, il fratello giramondo Giangy, l’idolo delle donne, tornato all’ovile ma per poco, pronto a fastasmagoriche avventure commerciali in Tibet, Margie, detta “Nirvana”, in preda all’assenzio, Jim Barulli ormai uomo di fiducia accanto a Bollenza, la fidata guardia del corpo di Cuscino.

Quelli lì non scherzano. Se stai dentro rischi la pelle, ma la rischi ancora di più se te ne esci fuori. Se poi fai il cretino a Parigi tra vino rosso, feste sulla Senna e contestazione alla Sorbona, allora le possibilità che sapendolo quelli ti vogliano incendiare aumentano smisuratamente.
Irrompono nella festa che Tony tiene con tutta la combriccola, nel finto sicuro di una terazza in Rue de Poitou che lo fa divertire e ballare.

Julia Liu detta Malandraca; Ariana Kowalsky detta Malajunta; e Sylvia Liu detta Malagueña - …e non certo perché nata a Malaga.

Ma Cuscino non è uomo da poco; un gesto strano e lo sguardo di una di loro lo mette in guardia, Cuscino è agile e fugge dalla finestra. Si dilegua nel Marais. Alla festa sconvolti tutti si chiedono cosa fosse accaduto. Più sconvolto è Cuscino. Credeva di essere arrivato, deve ricominciare a partire.

29 marzo, 2007

Ma...Cristo teneva famiglia ?

Conferenza Episcopale Italiana
Nota del Consiglio Episcopale Permanente a riguardo della famiglia fondata sul matrimonio e di iniziative legislative in materia di unioni di fatto
28.3.2007

"L’ampio dibattito che si è aperto intorno ai temi fondamentali della vita e della famiglia ci chiama in causa come custodi di una verità e di una sapienza che traggono la loro origine dal Vangelo e che continuano a produrre frutti preziosi di amore, di fedeltà e di servizio agli altri, come testimoniano ogni giorno tante famiglie. Ci sentiamo responsabili di illuminare la coscienza dei credenti, perché trovino il modo migliore di incarnare la visione cristiana dell’uomo e della società nell’impegno quotidiano, personale e sociale, e di offrire ragioni valide e condivisibili da tutti a vantaggio del bene comune.

La Chiesa da sempre ha a cuore la famiglia e la sostiene con le sue cure e da sempre chiede che il legislatore la promuova e la difenda. Per questo, la presentazione di alcuni disegni di legge che intendono legalizzare le unioni di fatto ancora una volta è stata oggetto di riflessione nel corso dei nostri lavori, raccogliendo la voce di numerosi Vescovi che si sono già pubblicamente espressi in proposito. È compito infatti del Consiglio Episcopale Permanente "approvare dichiarazioni o documenti concernenti problemi di speciale rilievo per la Chiesa o per la società in Italia, che meritano un’autorevole considerazione e valutazione anche per favorire l’azione convergente dei Vescovi" (Statuto C.E.I., art. 23, b).

Non abbiamo interessi politici da affermare; solo sentiamo il dovere di dare il nostro contributo al bene comune, sollecitati oltretutto dalle richieste di tanti cittadini che si rivolgono a noi. Siamo convinti, insieme con moltissimi altri, anche non credenti, del valore rappresentato dalla famiglia per la crescita delle persone e della società intera. Ogni persona, prima di altre esperienze, è figlio, e ogni figlio proviene da una coppia formata da un uomo e una donna. Poter avere la sicurezza dell’affetto dei genitori, essere introdotti da loro nel mondo complesso della società, è un patrimonio incalcolabile di sicurezza e di fiducia nella vita. E questo patrimonio è garantito dalla famiglia fondata sul matrimonio, proprio per l’impegno che essa porta con sé: impegno di fedeltà stabile tra i coniugi e impegno di amore ed educazione dei figli.

Anche per la società l’esistenza della famiglia è una risorsa insostituibile, tutelata dalla stessa Costituzione italiana (cfr artt. 29 e 31). Anzitutto per il bene della procreazione dei figli: solo la famiglia aperta alla vita può essere considerata vera cellula della società perché garantisce la continuità e la cura delle generazioni. È quindi interesse della società e dello Stato che la famiglia sia solida e cresca nel modo più equilibrato possibile.

A partire da queste considerazioni, riteniamo la legalizzazione delle unioni di fatto inaccettabile sul piano di principio, pericolosa sul piano sociale ed educativo. Quale che sia l’intenzione di chi propone questa scelta, l’effetto sarebbe inevitabilmente deleterio per la famiglia. Si toglierebbe, infatti, al patto matrimoniale la sua unicità, che sola giustifica i diritti che sono propri dei coniugi e che appartengono soltanto a loro. Del resto, la storia insegna che ogni legge crea mentalità e costume.

Un problema ancor più grave sarebbe rappresentato dalla legalizzazione delle unioni di persone dello stesso sesso, perché, in questo caso, si negherebbe la differenza sessuale, che è insuperabile.

Queste riflessioni non pregiudicano il riconoscimento della dignità di ogni persona; a tutti confermiamo il nostro rispetto e la nostra sollecitudine pastorale. Vogliamo però ricordare che il diritto non esiste allo scopo di dare forma giuridica a qualsiasi tipo di convivenza o di fornire riconoscimenti ideologici: ha invece il fine di garantire risposte pubbliche a esigenze sociali che vanno al di là della dimensione privata dell’esistenza.

Siamo consapevoli che ci sono situazioni concrete nelle quali possono essere utili garanzie e tutele giuridiche per la persona che convive. A questa attenzione non siamo per principio contrari. Siamo però convinti che questo obiettivo sia perseguibile nell’ambito dei diritti individuali, senza ipotizzare una nuova figura giuridica che sarebbe alternativa al matrimonio e alla famiglia e produrrebbe più guasti di quelli che vorrebbe sanare.

Una parola impegnativa ci sentiamo di rivolgere specialmente ai cattolici che operano in ambito politico. Lo facciamo con l’insegnamento del Papa nella sua recente Esortazione apostolica post-sinodale Sacramentum Caritatis: "i politici e i legislatori cattolici, consapevoli della loro grave responsabilità sociale, devono sentirsi particolarmente interpellati dalla loro coscienza, rettamente formata, a presentare e sostenere leggi ispirate ai valori fondati nella natura umana", tra i quali rientra "la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna" (n. 83). "I Vescovi – continua il Santo Padre – sono tenuti a richiamare costantemente tali valori; ciò fa parte della loro responsabilità nei confronti del gregge loro affidato" (ivi). Sarebbe quindi incoerente quel cristiano che sostenesse la legalizzazione delle unioni di fatto.

In particolare ricordiamo l’affermazione precisa della Congregazione per la Dottrina della Fede, secondo cui, nel caso di "un progetto di legge favorevole al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, il parlamentare cattolico ha il dovere morale di esprimere chiaramente e pubblicamente il suo disaccordo e votare contro il progetto di legge" (Considerazioni della Congregazione per la Dottrina della Fede circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali, 3 giugno 2003, n. 10).

Il fedele cristiano è tenuto a formare la propria coscienza confrontandosi seriamente con l’insegnamento del Magistero e pertanto non "può appellarsi al principio del pluralismo e dell’autonomia dei laici in politica, favorendo soluzioni che compromettano o che attenuino la salvaguardia delle esigenze etiche fondamentali per il bene comune della società" (Nota dottrinale della Congregazione per la Dottrina della Fede circa alcune questioni riguardanti l’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica, 24 novembre 2002, n. 5).

Comprendiamo la fatica e le tensioni sperimentate dai cattolici impegnati in politica in un contesto culturale come quello attuale, nel quale la visione autenticamente umana della persona è contestata in modo radicale. Ma è anche per questo che i cristiani sono chiamati a impegnarsi in politica.

Affidiamo queste riflessioni alla coscienza di tutti e in particolare a quanti hanno la responsabilità di fare le leggi, affinché si interroghino sulle scelte coerenti da compiere e sulle conseguenze future delle loro decisioni. Questa Nota rientra nella sollecitudine pastorale che l’intera comunità cristiana è chiamata quotidianamente ad esprimere verso le persone e le famiglie e che nasce dall’amore di Cristo per tutti i nostri fratelli in umanità".

Roma, 28 marzo 2007


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Credo che l'Italia farebbe un passo in avanti definitivo e importante se incriminasse persone che si permettono di scrivere cose del genere, in base agli articoli che delimitano l'opinione quando questa è contraria ai prinicipi sui quali si basa la nostra democrazia.
Qui non si tratta di "visioni" diverse.
Si sta dicendo che i politici cattolici sono OBBLIGATI a votare in consonanza con il magistero della Chiesa.
Ovvero che un'istituzione politica liberamente eletta deve rendere conto ad una non liberamente eletta.
Questa è apologia di reato.
Se io salgo i gradini dell'altare della patria e sputo in faccia al milite ignoto mi arrestano.
Invece il capo della Cei può dire che i Parlamentari DEVONO seguire un programma che NON E' quello che gli elettori hanno votato.
Sono allibito, e con me, credo, la maggior parte degli italiani, di destra o sinistra, cattolici o meno.

Ma va compresa una questione fondamentale. A volere e votare i DIco è stato un governo guidato da un cattolico. E correlatrice una cattolica militante. Nelle fila della sinistra che ha votato i Dico ci sono moltissimi cattolici.
E alla Chiesa (parola abusata, perchè la Chiesa sono i FEDELI, la Chiesa è anche il Cardinal Martini, la Chiesa è anche Helder Camara o Leonardo Boff) questa cosa non va proprio giù.
E usa il più vecchio e abusato metodo: il far sentire in colpa.
Non può dimetttere i deputati.
Non può processarli con il Sant'Uffizio.
Non può dire: non vi rivoteremo....perchè non li ha votati neanche prima..
Non può fare altro che dire: avete votato. Ma sentitevi in colpa.

Altro discorso, e lo lancio, è sulla famiglia.
Benigni ha detto, ultimamente: ma se la famiglia l'è una hosa bona, nepperchè li preti un si sposano ?

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E visto che si parla di Teologia della Liberazione, volevo pubblicare (da wikipedia) la biografia di un martire della Chiesa centro e sudamericana. Monsignor Oscar Romero.

Óscar Romero
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Oscar Amulfo Romero y Galdamez
Vescovo della Chiesa cattolica

«Se mi uccidono risorgerò nel popolo salvadoreño.»
(Óscar Arnulfo Romero y Goldámez)

Óscar Arnulfo Romero y Goldámez (Ciudad Barrios, San Miguel, El Salvador, 15 agosto 1917 - San Salvador, El Salvador, 24 marzo, 1980), arcivescovo dell'arcidiocesi di San Salvador, nella capitale dello stato di El Salvador. Fu ucciso da un cecchino, mentre stava celebrando messa, a causa del suo impegno nel denunciare le violenze della dittatura del suo paese.

Nasce da una famiglia di umili origiini. Manifestato il desiderio di diventare sacerdote, riceve la sua prima formazione nel seminario di San Miguel (1930); i suoi superiori lo mandano poi a Roma, notando la sua predispozione agli studi e la docilità alla disciplina ecclesiastica.
Fu ordinato presbitero il 4 aprile 1942. Per pochi anni, svolge il suo ministero come parroco; in seguito, è segretario di mons. Miguel Angel Machado, vescovo di San Miguel. Viene poi chiamato ad essere segretario della Conferenza episcopale di El Salvador, fino a quando, il 25 aprile 1970, viene nominato Vescovo ausiliare di San Salvador. Il 21 giugno 1970 riceve l'ordinazione episcopale. Diventa così il collaboratore principale di mons. Luis Chàvez y Gonzàlez, uno dei protagonisti della II° Conferenza dell'episcopato latinoamericano a Medellin (1968); rispetto al suo vescovo, tuttavia, rappresenta il lato conservatore della Chiesa sudamericana, fedele alla tradizione romana e timoroso di aprirsi al fermento che veniva dalla teologia della liberazione e dai movimenti di base.
La sua fedeltà alla Chiesa più conservatrice gli aveva fatto guadagnare la stima dell'oligarchia del suo paese, e nel contempo ne alienava le simpatie verso i settori più progressiti del clero, in particolare i gesuiti che reggevano l'Università Centroamericana di San Salvador.
Il 15 ottobre 1974 viene nominato vescovo di Santiago de María, nello stesso stato di El Salvador, uno dei territori più poveri della nazione. Il contatto con la vita reale della popolazione, stremata dalla povertà e oppressa dalla feroce repressione militare che voleva mantenere la classe più povera soggetta allo sfruttamento dei latifondisti locali, provocano in lui una profonda conversione, nelle convinzioni teologiche e nelle scelte pastorali.
I fatti di sangue, sempre più frequenti, che colpiscono persone e collaboratori a lui cari, lo spingono alla denuncia delle situazioni di violenza che riempiono il paese. La nomina ad arcivescovo di San Salvador, il 3 febbraio 1977, lo trova ormai pienamente schierato dalla parte dei poveri, e in aperto contrasto con le stesse famiglie che lo sostenevano e che auspicavano in lui un difensore dello status quo politico ed economico (rifiuterà, ad esempio, l'offerta della costruzione di un palazzo vescovile, scegliendo una piccola stanza nella sagrestia della cappella dell'Ospedale della Divina Provvidenza, dove erano ricoverati i malati terminali di cancro).
L'episodio della morte di p. Rutilio Grande, gesuita e suo collaboratore, assassinato appena un mese dopo il suo ingresso in diocesi, diventa l'evento che apre pienamente la sua azione di denuncia profetica, che porterà la chiesa saldadoregna a pagare un pesante tributo di sangue. L'esercito, guidato dal partito allora al potere, arriva anche a profanare ed occupare le chiese, come san Aguilares, in cui vengono sterminati più di 200 fedeli lì presenti.
La sua popolarità crescente, in El Salvador e in tutta l'America Latina, e la vicinanza del suo popolo, contrastano con l'opposizione di parte dell'episcopato, e soprattutto con la diffidenza del Vaticano. Le sue catechesi, le sue omelie, trasmesse dalla radio diocesana, vengono ascoltate anche all'estero, facendo conoscere a moltissimi la situazione di degrado che la guerra civile stava compiendo nel paese.
Durante uno dei suoi viaggi in Europa, viene ricevuto da papa Giovanni Paolo II; questi, a differenze di Paolo VI, lo esorta a non opporsi al governo del suo paese, non conoscendo la reale entità della situazione della nazione durante il golpe militare.
Il 2 febbraio 1980, a Lovanio, in Belgio, riceve la laurea honoris causa per il suo impegno in favore della liberazione dei poveri.
Il 24 marzo 1980, mentre sta celebrando l'Eucaristia nella cappella dell'ospedale della Divina Provvidenza, viene ucciso da un sicario con un colpo al cuore. Nell'omelia aveva ribadito la sua denuncia contro il governo di El Salvador, che aggiornava quotidianamente le mappe dei campi minati mandando avanti bambini che restavano squarciati dalle esplosioni.
Papa Giovanni Paolo II non presenziò al funerale (in cui avvenne un nuovo massacro di fedeli, da parte dell'esercito); soltanto anni dopo si recò a rendere omaggio sulla tomba di mons. Romero, riconosciuto e venerato già come un santo dal suo popolo. Nel 1997 è stata aperta la causa di beatificazione, e successivamente ha ricevuto il titolo di Servo di Dio. La Chiesa Luterana lo commemora come martire.

27 marzo, 2007

Metropolis


Shanghai, Corrientes

Me la batió un gomía che,
la culpa no fue mía,
de amor yo no se nada,
lo mío es la astronomía,
vos sabias bien que yo era un mamarracho,
vos lo sabias bien...soy un borracho.
Así que ya no me reclames,
no me esperes flaca ya no me llames,
todos lo saben prefiero ser MC,
hasta el farolito de la calle en que nací.
Tengo una balada para un loco,
que la compuse yo, para mi,
porque estoy loco,
y eso me provocó que en vos pensase,
y así un poema nace.
Los más hábiles dejamos pasar los abriles,
inmóviles para no quedar como giles,
así ya no me enamoro de nuevo...
así ya no me enamoro de vos de nuevo.

Pensamientos del corazón …
son mi confesión..."¿que?"...
tampoco mi inspiración.
Pensamientos del corazón …
son mi confesión...
que se yo, pero sé que no es chamuyo"...
tampoco mi inspiración.

...y es así, todos tropezamos con la misma piedra.

No es chamuyo...es amor.

26 marzo, 2007

Papacop.


Il neo presidente dei vescovi italiani si scaglia contro il disegno di legge
e dice di "apprezzare e incoraggiare la manifestazione del 12 maggio"

Bagnasco contro i Dico
"Inaccettabili e pericolosi"

ROMA - Il disegno legislativo sulle unioni di fatto è "inaccettabile sul piano dei principi, ma anche pericoloso sul piano sociale ed educativo". Non usa mezzi termini il nuovo presidente della Cei, monsignor Angelo Bagnasco, per rilevare, davanti al consiglio dei vescovi, "la convergente, accorata preoccupazione espressa dai vescovi" in materia di Dico. "Personalmente - ha detto - posso solo dire che apprezzo quanto da parte cattolica è stato fatto, impegnandomi ad assumerlo e a svilupparlo". E, a proposito, fa sapere di essere favorevole alla manifestazione del "Family day".
(repubblica.it)

Devo dire che vedendo la foto, metà Robocop, metà Berlusconi - ho pensato di chiedere aiuto.
Sembra un pochino anche Galliani imitato da Teo-coli.

Cito ancora: "...l'Europa si guardi da quell'atteggiamento pragmatico, oggi largamente diffuso, che giustifica sistematicamente il compromesso sui valori umani essenziali, come se fosse l'inevitabile accettazione di un presunto male minore".

I "valori umani essenziali" ?!?!?!?!?
E quali sono, Eminenza !!!?

Dico: possibile che ci siano ancora discussioni del genere ?
La Chiesa non ha una rappresentanza in Parlamento.
Non è un'istituzione eletta.
Ha a che fare con le coscienze e non con le leggi.
Rappresenta Dio, che è misericordia, comprensione, ascolto e non Solone o Hammurabi.
Mi verrebbe da dire, e Dico, che schifo.
Sicuro, non so perchè, che all'Inferno non sarò io ad andarci (ovvero certo non per questo).

24 marzo, 2007

La Milonga di O-ren Ishii


Ieri sera due episodi, non uno, hanno turbato il mio tranquillo venerdì sera di riposo e divertimento.
Non voglio citarli, non vale la pena. Solo che vorrei, veramente, passare una serata tranquilla, quando esco. E invece.
Non me ne vogliano i proprietari del Salaria, che sono persone squisite, ma quando un luogo ospita degenerazioni preferisco andare da un'altra parte o a teatro o al ristorante.
Per voi, continuate ad andare sicuramente, è un posto molto bello. (se mai aveste bisogno del mio consiglio!)

Ah...dimenticavo: magari invece di leggere solo il blog, scrivete dove andate a ballare e magari il tavolo posso prenotarlo io; a me lo danno al centro della sala grande.

Concludo con una citazione ad usum delphini:

As your leader, I encourage you, from time to time and always in a respectful manner, to question my logic. If you're unconvinced a particular plan of action I've decided is the wisest, tell me so!
But allow me to convince you.
And I promise you, right here and now, no subject will ever be taboo... except, of course, the subject that was just under discussion.
The price you pay for bringing up either my Chinese or American heritage as a negative is: I collect your fucking head. Just like this fucker here.
Now, if any of you sons of bitches got anything else to say, now's the fucking time!

I don't think so.

23 marzo, 2007

Condollanze.

Sto provando a farmi un'idea.
Mastrogiacomo è prigioniero. La richiesta per la liberazione è il contro-rilascio di prigionieri Talebani.
D'Alema non ci pensa su due volte, non sa bene come trattare la cosa e allora opera una specie di capolavoro diplomatico. Affida ad Emergency il compito di trattare e di scoprire i nomi dei contro-rilasciati. Contemporaneamente copre a livello nazionale ed internazionale la trattativa.
Poi si scopre il tutto. E la Rice si incavola non poco.
Le fa eco la Germania, grande paese democratico e civile, che forse è rappresentato in questo momento da una personalità non proprio di spicco come la Merkel, che ha perso un'occasione per tacere: noi non tratteremo per i due rapiti tedeschi.
Dicono gli Usa, in sostanza: per i prigionieri sono cavoli loro, morissero pure, siamo in guerra, noi non possiamo accettare uno scambio di prigionieri, nè tantomeno una discussione sulla partecipazione dei talebani al tavolo di pace.

Già, in guerra.
Ma l'Italia NON E' in guerra !!!
L'Italia è presente solo in Afghanistan con un contingente di Peace Keeping. Non attua azioni di guerra. Non approva la guerra. Non invade territori. E non si spartirà il petrolio che ne deriva.
Quindi, perchè mai dovrebbe far morire un proprio giornalista ?

Mi sento di dire che D'Alema ha fatto la cosa giusta.
E qui si ferma il suo talento politico. Perchè ora, caro Massimo, andrebbe ridiscusso veramente quale è il senso della nostra alleanza-sudditanza con gli Stati Uniti. Ha ancora un senso ? Chi mai può invaderci ? Siamo veramente così in pericolo da meritarci una base Nato sotto ogni culo vicentino o romano o barese ? Da meritarci un alleato che spara sulla macchina di un capo dei nostri Servizi ? E che non vuole per questo un processo ?

Per concludere, la Rice ha affermato che mai più si dovrà verificare una situazione del genere, una trattativa simile. Ma il governo italiano non è forse libero di salvare un proprio cittadino come e quando vuole ?
La prepotenza si muta spesso nel ridicolo.

22 marzo, 2007

Cinque.


- "Dov'è tua mamma ?"
- "In paradiso"
- "E quanti ebrei ha ucciso ?"
- "Cinque" (fa segno con la mano).

Al di là del fatto di per sè sconvolgente, mi viene da pensare che tanto la televisione, quanto la televisione spazzatura l'abbiamo inventata noi occidentali.
L'effetto è un po' quello di vedere una donna con il burqa videotelefonare - nel metrò di Brussels.
Si prende ciò che si vuole. Il rispetto per la vita no, non rientra.

Ecco qui il video.

21 marzo, 2007

Sircanao



Caso Sircana, l'intercettazione
La telefonata del paparazzo dopo gli scatti
14 settembre 2006, mezzanotte e 22 minuti.
Il fotografo Max Scarfone (M) chiama Fabrizio Corona (F). La telefonata viene intercettata.

M: A Fabri.. io stasera sto a getta' le basi per un gran futuro..
F: Cioè?
M: ...Solo che purtroppo mo' mi è scappato..
F: Chi è?
M: Non te lo posso neanche dire per telefono.. tu ti rendi conto? Ti dico un personaggio importantissimo .. della politica .. a transessuali.. ti dico solo questa..
F: Inizia con la P?
M: ..No ti devo spiegare tutto quanto.. no adesso purtroppo ci è scappato.. abbiamo fatto solo che si è accostato col trans vicino alla macchina e poi si è dato ..perché mi sa che un po' stava ubriaco un po' si è sentito eh.. io per dargli un po' d'aria per non stargli troppo appiccicato..perché se questo mi prende la targa io domani mattina ho la Digos che mi smonta casa eh.. Ho lui con la zoccola vicino..con le tette così.. col transessuale ..tutta nuda..vicino alla macchina..
(fonte repubblica.it)

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Silvio Sircana, portavoce unico del governo di Romano Prodi, beccato mentre, dopo un ristorante con amici, parlotta con un viados.
Le foto ovviamente sono dell'agenzia dello zozzo Corona e il groviglio è grosso.
Lui dice di non volersi dimettere, in fondo, dice "non mi sembra di avere fatto nulla di grave".

Posso essere d'accordo. Parlotta, magari ubriaco, con un trans, poi va via.
Dal labiale potremmo forse riconoscere un "scusi, sa mica dov'è via del Viminale ?"
Una normale indicazione stradale !!

Scherzo, ma comunque il mondo è così, o magari forse ERA così. Fotografati in un locale due vips che si baciano, lo scatto fa sembrare che sia in bocca. Oppure due personaggi che si salutano, fotografati e scoppia il caso.
C'è una proposta, di incriminare chiunque usasse foto per denigrare qualcuno a livello "sessuale". Sircana (e Prodi) si dicono contrari a limitare in qualsiasi modo il diritto di stampa.
Ma il problema non è qui.

Se al portavoce del governo piace rimorchiare un trans vuol dire che rimorchiare un trans è una cosa bella. E quindi lecita. O meglio, perchè non renderla lecita ?
Se un parlamentare sniffa la coca poi DEVE votare una proposta di legge che dica che sniffare la coca è legale.

E invece. Il "Palazzo" è pieno di gente che sniffa e tuona contro chi sniffa, che va a puttane e poi condanna la prostituzione. Il politico ha una responsabilità in più.
La merda di Corona non ha confini, è "transversale".La figlia di Berlusconi beccata ubriaca, e che paga per non pubblicare le foto. Ma la figlia di Berlusconi non vota contro lo smercio di alcolici !

Credo, con tutta la pietà possibile, e considerando la prostituzione stradale un comportamento altamente immorale - la prostituzione VA regolata, siamo un paese retrogrado anche in questo, ed in strada nasce immancabilmente da uno sfruttamento - che il portavoce Sircana dovesse dimettersi. Non mi accanisco, se rimane al suo posto chissenefrega.

Ma allora va stabilito che chi va a puttane può comunque essere un buon politico !
E allora Clinton ha tratto giovamento e con lui la comunità internazionale da quella stagista sotto la scrivania !

Ah, dimenticavo !
In ultimo.
Come è possibile che vengano pubblicati atti di un processo ancora da iniziare ?
C'è davvero tanta differenza tra Corona e Repubblica ?

19 marzo, 2007

Gino.


Dona ad Emergency.

http://www.emergency.it/

Il blog si era aperto così.

Mafia, riaprire le indagini su Cuffaro
Richiesta al gip della procura di Palermo

PALERMO - Riaprire le indagini sul presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. La richiesta al gip, è stata avanzata dal procuratore della Repubblica di Palermo, Francesco Messineo.

Quest'accusa era stata archiviata in precedenza su richiesta della stessa procura, all'epoca guidata da Piero Grasso, che aveva chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio di Cuffaro per rivelazione di segreto e favoreggiamento aggravato di Cosa Nostra nell'ambito del processo per le 'talpe' alla Dda. Il procuratore Messineo non ha voluto fare commenti.

15 marzo, 2007

Solo per dirvi che sono chiuse le iscrizioni e siamo...100 !

Mi dispiace per chi non partecipa (una ventina di persone distribuite nei 5 corsi) e ora inseriremo, valutandole, alcune persone esterne ai corsi.

Quest'anno Tony Cuscino fuggirà da Parigi verso il Giappone, incrociando arabi scenari di guerra, Bollywood, monaci rasta (e clarisse), il Mekong e Nanchino, fino ad arrivare alla Yazuka. Troverà protezione o tradimento ? Sarà salvo (!) o irrimediabilmente travolto ?

Grazie alla collaborazione di qualche gentile partecipante il sito meditango.com ospiterà, oltre al plot e le foto delle prove, anche i mini video per il ripasso delle sequenze. Per far crescere ancora di più questo progetto ormai fisso, innovativo, intenso e altamente professionale oltre che divertente.
I biglietti per le repliche al teatro Politecnico saranno in vendita già a partire dal 31 marzo.

Buon lavoro.

14 marzo, 2007

I Paladini.

Premetto che sono scolnvolto per l'inchiesta sui ricatti fotografici, una cosa immorale prima che contro la legge.
E che ho contribuito a scatenare l'inchiesta non pagando sotto ricatto foto di Mass_man_rasta e Onofrio in atteggiamenti ambigui in un locale di Schicchi - anzi denunciando il fatto.

Premetto inoltre che questa è una piccola pausa di lavoro - alle prese con viaggi di Cuscino, musiche, coreografie, gruppi, nomi (!)

Ma sono stato colpito da questa lista che pubblico di seguito. Si tratta di parlamentari che si sono scagliati contro i Dico e, soprattutto, che pubblicamente hanno "difeso" la FAMIGLIA dagli attacchi della nuova proposta di legge.
Ovviamente negli scranni del centrodestra ci sono anche moltissimi gay, ma per privacy non è che si possa pubblicare la lista.
Intanto beccatevi questa. E' la riprova, a mio parere, che viviamo in un paese di ipocriti e di idioti che li continuano a votare.

I Dico saranno anche flebili, ma sono una proposta per garantire diritti. Non entrano nel merito se o meno è giusto, meglio, opportuno, fico, che un uomo e una donna non si sposino, o due uomini o due donne. E' una legge "formale", che esula dai contenuti. Siamo uno stato borghese, perchè non esserlo fino in fondo ? Lo stato borghese deve "garantire" dei diritti alla persona SINGOLA, non entrare nel merito di cosa è giusto o sbagliato (se non in relazione ad un'altra persona, è ovvio che non si può uccidere o rubare)

Insomma, beccatevi questa e ditemi un po'.
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I CONCUBINI E I BIGAMI IPOCRITI, REAZIONARI, BACIAPILE E FONDAMENTALISTI IN PARLAMENTO
(Ovvero i difensori della Famiglia)

1 - GIANNI ALEMANNO (AN)
Ex ministro dell'Agricoltura. Separato per un periodo dalla moglie, Isabella Rauti, da cui ha avuto un figlio, non ha mai divorziato ed è poi tornato a vivere con lei.
2 - DORINA BIANCHI (UDC)
convive more uxorio con un medico dopo separazione dal marito
3 - SILVIO BERLUSCONI (FI)
Dalla prima moglie Carla Dall'Oglio ha due figli, Marina e Piersilvio. Ha convissuto con Veronica Lario per 6 anni e l'ha sposata nel 1990 dopo la nascita di Barbara, Eleonora e Luigi. E l'ha sposata quando ancora non aveva avuto il divorzio. E' stato bigamo.
4 - PIERFERDINANDO CASINI (UDC)
Vive con la compagna Azzura Caltagirone, madre della sua terza figlia. Il presidente della camera attende l’annullamento della Sacra Rota del suo primo matrimonio con Roberta Lubitch.
5 - UMBERTO BOSSI (LEGA)
Divorziato da Gigliola Guidali (da cui era separato dal 1982), ha sposato in seconde nozze Manuela Marrone nel 1994, dopo dieci anni di convivenza.
6 - GABRIELLA CARLUCCI (FI)
Deputato. Ha divorziato dall'attore Gianfranco lannuzzo, sposato nel 1985, e ha sposato nel 1996 Marco Catelli. Dall'unione è nato Matteo, 9 anni.
7 - FRANCO FRATTINI (FI)
Vicepresidente della Commissione europea ed ex ministro degli Esteri. Separato, ha una figlia. Da quattro anni ha una nuova compagna, l’avvocato Simona Ingaglio.
8 - ELISABETTA GARDINI (FI)
portavoce di Forza Italia. Divorziata da Luca Fazzi, con cui ha avuto nel 1990 il figlio Pietro, convive dal 1995 con il regista Fernando Balestri.
9 - PAOLO GUZZANTI (FI)
Senatore ed ex presidente della commissione Mitrokin e giornalista. Dalla prima moglie Germana ha avuto tre figli: Sabina, Corrado e Caterina. Dalla seconda moglie, l'americana Gill Falcigno, ha avuto due figli Liv Liberty e lars Lincoln ed ormai deve aver avuto anche il terzo
10 - IGNAZIO LA RUSSA (AN)
Capogruppo di An alla Camera, Sposato in prime nozze con Marika Cattarelli, da cui ha avuto Geronimo. Dall'attuale compagna, Laura de Cicco, ha avuto Lorenzo e Leonardo.
11 - ENRICO LETTA (MARGHERITA)
Viceprimoministro della margherita. Divorziato, si è risposato con la giornalista Gianna Fregonara, da cui ha avuto un figlio, Giacomo.
12 - ALTERO MATTEOLI (AN)
Ex ministro per l'Ambiente. Divorziato, ha due figli dalla prima moglie. Ha sposato nel 2001 la sua ex assistente, Ginevra Giannetti, da cui ha avuto un figlio, Edoardo, 3 anni.
13 - ROBERTO CASTELLI (LEGA)
Ex ministro di Grazia e Giustizia. Divorziato. Dalla prima moglie Sara Galbiati ha avuto Gabriele. Risposato nel febbraio 2005 con Sara Fumagalli, con cui era legato dal 1997.
14 - PAOLO CIRINO POMICINO (NUOVA DC)
Ex ministro Dc e ora esponente della Nuova Dc. Separato dalla moglie Wanda, dalla quale ha avuto due figlie, Ilaria e Claudia. Ora ha una nuova compagna.
15 -GIANFRANCO FINI (AN)
Ex vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, si è.sposato nel 1988 con Daniela Di Sotto (divorziata). Da lei ha avuto, nel 1985, l'unica figlia, Giuliana.
16 - GIANFRANCO MICCICHÈ (FI)
Ex ministro per lo Sviluppo e la coesione territoriale. Divorziato, ha avuto una figlia da una prima compagna e due dalla moglie Elena Merra.
17 - GAETANO PECORELLA (FI)
Ex Presidente della Commissione Giustizia della Camera, avvocato. Divorziato dalla prima moglie, non si è mai risposato. Ma ha collezionato negli anni diverse convivenze.
18 - DANIELA SANTANCHE' (AN)
Deputata, responsabile del dipartimento Pari libertà di An.divorziata dal chirurgo plastico Paolo Santanchè, convive e ha avuto un figlio da Canio Mazzaro. (aggiungo: che l'ha appena mollata per Rita Rusic)
19 - VITTORIO SGARBI (GRUPPO MISTO)
ex deputato e critico d'arte, convive con l'attrice Sabrina Colle da otto anni. Ha un figlio, Carlo, avuto nel 1988 dal suo rapporto con Patrizia Brenner.
20 - ELIO VITO (FI)
Vicepresidente dei deputati di Forza Italia, già esponente della Lista Pannella. È separato, ma nel suo sito ha preferito non precisarlo. Ha un figlio, Andrea.
21 - ROBERTO ZACCARIA (MARGHERITA)
Parlamentare ed ex presidente Rai: Separato dalla moglie Barbara, sposata nel 1973, dalla quale ha due figli. Ha una nuova compagna, l'attrice Monica Guerritore.

07 marzo, 2007

Quanti Pinelli, ancora ?

RUSSIA: GIORNALISTA "SUICIDA" INDAGAVA SU ARMI A IRAN
Indagava su un traffico di armi dalla Russia verso la Siria e l'Iran l'esperto di armi del quotidiano 'Kommersant', precipitato dalla finestra del suo appartamento di Mosca venerdi' scorso. Secondo il giornale in cui lavorava, Ivan Safronov, 51enne ex colonnello delle forze armate russe, aveva messo le mani su una storia scottante: una triangolazione Russia-Bielorussia-Medio Oriente per vendere armi e aerei militari a Teheran e Damasco. All'inizio dell'anno aveva detto ai colleghi di aver saputo che Mosca stava mettendo a punto i dettagli della vendita in modo che il coinvolgimento della Russia non venisse a galla e poche settimane dopo aveva detto di aver avuto le conferme che gli servivano per scrivere un articolo. Il 27 febbraio, poco prima di essere ucciso, aveva detto anche di avere informazioni riguardo la vendita del missile tattico Iskander-E alla Siria. Nessuno dei due articoli e' stato mai pubblicato.
(da repubblica.it)

Quanti giornalisti devono ancora morire perchè la comunità internazionale capisca che Putin è un dittatore sanguinario ?

http://www.internazionale.it/politkovskaja/
Picciotti, solo per dirvi che le indiscrezioni su Il Padrino V le trovate sul sito meditango.com e non sul blog.

Secondo, abbiamo anticipato il termine di iscrizione al mercoledì 14 marzo alle ore 24, perchè abbiamo molto lavoro da fare e al momento abbiamo una percentuale d'iscrizione, rispetto ai corsi consueti, del 90%, più una quindicina di persone esterne da valutare se inserire o meno.

Grazie della collaborazione,

a.c.

06 marzo, 2007

(S)Porco.

Sono allucinato. E costretto, anche se con ritardo sul dovuto, a spegnere la tv, canale 5, Matrix, Mentana. Ero, almeno 15 anni fa, in stazione con una fidanzata. Si avvicina Mentana. Fa delle avances alla mia fidanzata che è di fronte alla cassa di un bar. Lei si gira verso di me, come dire "sono con lui". Ma lui è imperterrito. Fino a quando mi sono messo in mezzo e ho detto "dai, nomentana, prendi me !". Allora se ne va, con una faccia come a dire: tu, giornalista, col cazzo che ci diventi.
Non dico bugie. Sarà per quello, ma quando lo vedo in tv (nonostante la fidanzata sia bella e andata) provo un misto di schifo ed odio.
Stasera era imbarazzante. La puntata si chiama "Tutti contro Pippo" o più o meno. Non c'entra, ovviamente, Walt Disney. Neanche altre consonanze, che posso immaginare piacciano al mentana guardone.

C'entra il Pippo nazionale, che ha traghettato Sanremo verso i lidi dell'eliso televisivo. Massimi ascolti, uno spettacolo (ho visto una sola puntata, e l'ho apprezzata molto) credo bello.
Troppi ascolti.
Allora prende un Bonolis un po' troppo esterefatto per essere vero e cuce intorno alla figura di Baudo una solfa smisurata di polemiche. Interviene la Palombelli, anche lei invitata a criticare. Ma lei invece (da furbona) cita un episodio in cui elogia la professionalità senza limiti di Baudo. La faccia di mentanone è fantastica. Sembra dire "qui stiamo uscendo dalla trasmissione. Siamo tutti qui per criticare, idiota. Devi parlare male di Baudo, cretina, che così ci fa brutta figura la Rai e a me mi danno più soldi". Tutto in un'espressione.

Allora, allo schifo per mentana si aggiunge il pensiero che finchè esisterà una tv commerciale così potente non ci sarà democrazia.
Ma soprattutto: Verità.

03 marzo, 2007

Il vizietto della bonifica e Lady Asl.

Sembrava tranquillo, "epurator" Francesco Storace, ex presidente della Regione Lazio, un ex un po' in tutto, diciamo.
Dice al Tg2 che tutti si renderanno conto di "quale montatura sia" il processo ordinato dal Gip in relazione al cosiddetto "Laziogate" (lui...che è sfegatato tifoso romanista, sembra quasi un dispetto).
Si fa riferimento infatti all'ormai famoso "Watergate", nome che indica uno scandalo epocale nella storia e cultura politica americana e mondiale, che vide l'allora presidente americano Nixon costretto a dimettersi per uno scandalo di intercettazioni non legali con lo scopo di danneggiare la parte avversa politicamente e alcuni infliuenti uomini politici democratici.
Sembrava non dovessimo più assistere a robe del genere. E invece.
Tralascio il casino combinato da Storace alla Rai, dove per lui creare un servizio pubblico decente significava togliere tutti i dirigenti di sinistra e votare per il governo Berlusconi. Mah.
Tralascio anche il casino combinato da Storace in occasione della mistificazione delle firme quando cercò (ma è stato già condannato ?) di infangare l'allora "terza" incomoda candidata alla Regione Lazio Alessandra Mussolini. (Come dire "i voti della destra a noi !, anzi a me !")

Ma ora Francesco, ribattezzato Storhacker, deve presentarsi dal giudice. E' tranquillo. Anche Veltroni esprime solidarietà "per l'uomo" (per il politico ci vorrebbe un coraggio extra, direi). Si scoprirà la vera verità, dice. E inoltre "la tempistica" è strana, dice. Ma perchè mai ? Quando non si sa che dire si dice "come mai salta fuori proprio adesso ?" (Berlusca docet).

La storia politica di Franceschiello però ci dice, fra le righe, molte, molte cose.

Come governatore del Lazio, Storace si trova a dover affrontare, lui che al massimo nella sua vita aveva ingravidato una moglie che sembra uscita da un film di Pietro Germi degli anni '50, allo scopo di creare ultras della sua fede preferita, la magica Roma, problemi ed equilibri non indifferenti. La regione gestice fondi per milioni di euro, con programmi, bandi a non finire. E il capitolo sanità. La regione stabilisce i requisiti di correttezza e di fruibilità delle aziende private in campo sanitario, così come valuta o meno se un ambulatorio possa eseguire analisi, se ne ha la struttura. E si parla di cose grosse, perchè una convenzione di un ente importante, che so...Bankitalia, piuttosto che le Poste, per la quale i lavoratori possono accedere ai servizi analisi, check up ecc., queste convenzioni fruttano miliardi e sono in fondo stabilite "possibili" da un marchio della regione.

Ebbene, immaginatevi due soggetti: una è la famigerata "Lady Asl" al secolo (nome in fondo appropriato) Anna Iannuzzi, donna in carriera con partecipazioni in aziende sanitarie di ogni dove, ora a Rebibbia con il marito per uno scandalo di mazzette.
L'altra è Panigea, nome sotto il quale si celano i maggiori suoi azionisti, ovvero moglie e cognata di Gianfranco Fini (il di lui Francesco segretario politico).

Entrambe le "istituzioni" sono un pochino nei guai per una condotta non proprio limpida.
Il coinvolgimento di Gianfranco Fini non può essere provato, sono d'accordo. Se tua moglie è una speculatrice e se la fa con tua cognata, la moglie di tuo fratello ad intrallazzare e a far ratificare il bollino ad ambulatori che non hanno i requisiti sei solo un uomo sfortunato !
Il problema sono alcune telefonate che la Daniela Fini (moglie) fa alla cognata, nella quale dice che quello lì (Storace) gli ha dato l'ok in quattro giorni, firmando il via libera alla loro società di Anaalisi cliniche anche se lei si è dovuta "sbattere il culo" (testuali). Danielotta Fini non è certo donna della Crusca. Una volta, in tivvù, l'ho sentita dire che bisognava fare qualcosa perchè i ragazzi uscissero dallo "spiraglio" della droga.

Un favore ricevuto da Franceschiello, quindi.
Il quale però si trova il proprio capo di gabinetto, oltre che tre consiglieri della sua Giunta alla Regione, accusati dalla famigerata Lady Asl di avere preso per molte volte mazzette per ottenere vie libere dalla regione, allora presieduta dal Francescone nazionale.

Insomma, io due più due non lo so fare. Ma se...qualcuno avesse inguaiato Storhacker per, diciamo, vendetta ?
Come dire: noi ci sbattiamo appunto il culo per avere due soldi e intanto tu dai commesse e convenzioni a go-go alle amichette tue !
La Danielona Fini qualche giorno dopo lo scandalo vende la sua quota della Panigea per diecimila euro e ne esce fuori. Buffo, se si pensa che la società fatturava circa 2 milioni di euro l'anno.
Niente a che vedere però con il conto di Lady Asl, il cui ammontare si aggira, dicono, attorno ai 30 milioni di euro. Per qualche analisi delle urine. Un portento !

Storace è tranquillo, però. Fa bene. Se salta lui, torna a fare il presidente della Brigata Giallorossa. Ma se dovesse saltare il suo segretario politico si cambia un pochino la storia d'Italia. Con tutti questi casini, senza più leaders, chi si può votare a destra ? Casini ?

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(da repubblica.it)
Spionaggio elettorale. Gli spioni della "Ssi", Pasqua in particolare, vennero filmati dai carabinieri mentre montavano la guardia sotto il comitato elettorale di Marrazzo in via Lega Lombarda a Roma. Pasqua, a bordo della sua Y10 filmava tutte le persone che entravano e uscivano. Lo scopo? Verificare, spiegò l'investigatore, se Marrazzo e i suoi facevano uso di auto blu durante la campagna elettorale. Pasqua, però venne anche visto entrare, senza controlli, nel palazzo della Regione dove allora governava Storace.

Storace, oggi, ha negato di aver mai ordinato intercettazioni nei confronti dei suoi avversari alle regionali e si difende sostenendo che i contatti tra il suo staff e la "Ssi"' sono avvenuti solo per bonificare telefoni e sedi elettorali in cui si temeva ci fossero delle cimici: "Far bonificare gli ambienti - ha spiegato durante la conferenza stampa - è una elementare forma di prudenza in campagna elettorale. E' stata la Ssi a fare la bonifica perchè Pasqua era conosciuto, è un ragazzo di destra. Infatti mi ha meravigliato vederlo nelle liste della Lega e di Raffaele Lombardo". Insomma, Storace aveva paura di essere spiato e il suo portavoce Nicolò Accame (il suo ufficio, ieri è stato perquisito), si rivolse a "questa agenzia, che non lavorava per la Regione, perchè temeva che qualcuno ci spiasse. C'è un fattura per questo pagata dalla lista Storace e non dalla Regione".

Resta da chiarire, dunque che cosa facesse Pasqua sotto la sede di Marrazzo e chi avesse chiesto agli investigatori privati coinvolti di spiare Alessandra Mussolini che, oggi, inferocita ha ricominciato a martellare (come fece nei giorni di fuoco delle firme false) il suo collega-nemico, Storace che, allora, aveva soprannominato "Storhacker".

E l'operazione di spionaggio riguardava anche la moglie di Pietro Marrazzo, anche lei era spiata. E' scritto nell'ordinanza di custodia cautelare per le persone finite sotto inchiesta."Precedenti di polizia, disponibilità patrimoniali, negozi giuridici... redditi percepiti" queste le informazioni che gli investigatori privati dovevano recuperare su Pietro Marrazzo e la moglie Roberta Serdoz attraverso i pubblici ufficiali finiti in manette.

Secondo l'accusa gli arrestati pagavano i due marescialli della Finanza, in servizio a Novara e arrestati ieri, perché accedessero "abusivamente e in violazione dei doveri del proprio ufficio alla banca dati dell'anagrafe tributaria nonchè alla banca dati Sdi, archivi informatici la cui consultazione è riservata - scrive il gip nell'ordinanza - ai pubblici ufficiali delle forze di polizia".

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Stai tranquillo, Francesco, la verità salterà fuori. In Italia è sempre stato così, no ?

01 marzo, 2007

...y Milena

In una notte di rivelazioni non poteva mancare l'anticipazione dell'annuncio che la señora del Tango, direttrice e coreografa di Tangox2 prima e poi trascinatrice delle nuove tendenze tecniche, con un palmares di premi e onoreficenze inimmaginabile, il personaggio femminile più influente degli ultimi vent'anni di tango, Milena Plebs sarà ospite esclusiva del meditangofestival 07, con seminari, classi di tecnica e show.
E' veramente un grande privilegio.

Doppio evviva, quindi !