Sono allucinato. E costretto, anche se con ritardo sul dovuto, a spegnere la tv, canale 5, Matrix, Mentana. Ero, almeno 15 anni fa, in stazione con una fidanzata. Si avvicina Mentana. Fa delle avances alla mia fidanzata che è di fronte alla cassa di un bar. Lei si gira verso di me, come dire "sono con lui". Ma lui è imperterrito. Fino a quando mi sono messo in mezzo e ho detto "dai, nomentana, prendi me !". Allora se ne va, con una faccia come a dire: tu, giornalista, col cazzo che ci diventi.
Non dico bugie. Sarà per quello, ma quando lo vedo in tv (nonostante la fidanzata sia bella e andata) provo un misto di schifo ed odio.
Stasera era imbarazzante. La puntata si chiama "Tutti contro Pippo" o più o meno. Non c'entra, ovviamente, Walt Disney. Neanche altre consonanze, che posso immaginare piacciano al mentana guardone.
C'entra il Pippo nazionale, che ha traghettato Sanremo verso i lidi dell'eliso televisivo. Massimi ascolti, uno spettacolo (ho visto una sola puntata, e l'ho apprezzata molto) credo bello.
Troppi ascolti.
Allora prende un Bonolis un po' troppo esterefatto per essere vero e cuce intorno alla figura di Baudo una solfa smisurata di polemiche. Interviene la Palombelli, anche lei invitata a criticare. Ma lei invece (da furbona) cita un episodio in cui elogia la professionalità senza limiti di Baudo. La faccia di mentanone è fantastica. Sembra dire "qui stiamo uscendo dalla trasmissione. Siamo tutti qui per criticare, idiota. Devi parlare male di Baudo, cretina, che così ci fa brutta figura la Rai e a me mi danno più soldi". Tutto in un'espressione.
Allora, allo schifo per mentana si aggiunge il pensiero che finchè esisterà una tv commerciale così potente non ci sarà democrazia.
Ma soprattutto: Verità.
2 commenti:
In realtà, fino a quando ci sono porci schifosi che riescono a far chiudere la bocca alle persone pensanti in virtù del loro presunto potere attraverso mezzucci come omissioni di gratifiche piuttosto che richieste esplicite, non ci sarà possibilità di verità, o per lo meno di dialogo.
Io stessa sono reduce da un'esperienza in cui per poter dire la mia nella mia tanto agognata professione avrei dovuto piegarmi a soddisfare richieste non proprio caste. Questa non è democrazia, nè bugia od occultamento della verità. Solo idiozia dilagante.
Oltre ad essere tristemente lo specchio di questo nostro Paese i cui cervelli fuggono all'estero per riuscire a dire e a fare qualcosa che appartenga loro e che non si conformi coattamente ad un diktat superiore. A maggior ragione nel campo dell'informazione, dove, in ogni caso e più che altrove, è il politico di turno e la fazione più potente del momento che regna sovrana. Basti pensare ai compensi di San Remo per i quali è stata addirittura sbloccata una norma vincolante dell'ultima finanziaria, piuttosto che a tutte le traversie ataviche dei vari vertici RAI o ad altri personaggi di ignota provenienza e cultura,liberi di dire in televisione o su mezzo stampa ciò che vogliono solo perchè supportati politicamente. O pensiamo a Biagi, cacciato dalla tivvù, o a Gianni Minoli che conduce uno dei pochi programmi interessanti e formativi, mandato però in onda a mezzanotte e alle 8 di mattina. L'esempio che la professionalità e la competenza, in un Paese fintamente democratico come il nostro, è esattamente il difetto maggiore che ci possa essere.
Infine pensiamo alla Palombelli, un ebete incapace di coniugare i congiuntivi nonostante la professione che tecnicamente fa, salita agli onori dei titoli e delle rubriche a suo nome probabilmente più per la parentela che ha con Mr. Durbans che per propri meriti. Stranamente stasera non ha elogiato in una trasmissione mediaset un personaggio vincente di questa rete "privata"..sarà per il colore pseudo politico del marito, per quello palesemente politico delle testate per cui lavora, per par condicio o perchè le sta antipatico Mentana e in noi donne lo spirito di contraddizione spesso ha la meglio?
In ogni caso, davvero, tra l'uno e l'altra, un pessimo esempio di quelli che vengono chiamati professionisti dell'informazione...ovviamente all'italiana.
AVVISO AI NAVIGANTI: COSA VEDERE IN TV
Io, di solito, guardo poco la TV (quasi nulla). Si tratta di una risoluzione ideologica snob-radicale ? No.
Fino a circa 25 anni ne vedevo non dico tanta, ma comunque in quantità tale da essere considerato un discreto tele-dipendente (più delle 4-5 ore al giorno che separano la persona quasi-normale dal tele-rincoglionito). Quando sono arrivato a Roma per il primo lavoro, sono andato in una casa dove non c'era il televisore: ho avuto crisi di astinenza ? No, assolutamente. Ho semplicemente scoperto che si può fare altro: per esempio ho triplicato o quadruplicato le mie letture.
Detto questo, non consiglio questo tipo di cura (la TV è una malattia ?). Ce ne sono di snob in giro che dicono: Io quella roba non la guardo. Spesso sono persone non interessanti (NON GENERALIZZO !!!)
La TV è semplicemente un contenitore, in quanto tale nè buono nè cattivo: dentro si mette quello che si pensa corrisponda ai gusti del pubblico, cioè della maggioranza delle persone. Io non ho mai pensato che essa plasmi la mente delle persone, ma io non sono nè un sociologo nè uno psicologo.
E' vero: i palinsesti sono orribili, ma la domanda vera è: quanta capacità di scelta abbiamo noi?
Il tema è appassionante. Faccio un esempio di cui ho avuto esperienza diretta: negli Stati Uniti c'è un'offerta di televisione incredibilmente vasta. Ci sono canali (la maggiorparte) con palinsesti che definire trash sarebbe un complimento; ma ci sono anche canali con un'offerta di documentari, talk show, sport, che ti fanno venire le lacrime agli occhi quando si fa il paragone con la situazione italiana. L'offerta è così vasta che c'è un canale, "Weather Channel", che trasmette previsioni del tempo H24.
Il problema dei problemi è che qui da noi si paga il canone, ma il SERVIZIO PUBBLICO è pressochè nullo perchè quei pochi programmi che fanno SERVIZIO PUBBLICO (educazione civica, informazione, cultura) sono relegati in orari da sfigati.
Ci sono 6 canali, ne occorrerebbero 66. Quello che manca è una vera offerta pluralistica, perchè 20 anni fa quel gran testa di cazzo di Berlusconi decise che doveva papparsi tutto e la classe dirigente anzichè regolamentare questa spinosa materia, va ancora dicendo che MEDIASET è una risorsa per il paese.
Io dico: VAFFANCULO !
Qualcuno mi può spiegare perchè io prima riuscivo a vedere in TV i tornei di tennis di Montecarlo, Roma, Roland Garros, Wimbledon ed ora non riesco a vedere più nulla ?
Possibile che il tennis non interessi più nessuno ?
Il problema vero è l'assenza patologica di pluralismo; fino a quando il mercato televisivo sarà bloccato dall'ingordigia accumulatrice di Berlusconi e dai rintuzzamenti di mamma RAI che ne copia lo stile, in TV ci saranno solo pacchi, tette e culi (meno male), Vespa, reality ...
Allora io, se dovessi riscoprire il bisogno incomprimibile di assumere TV in dosi massicce, cercherei di evitare di pagare il canone e di comprare i programmi che preferisco sul digitale. Ma il canone non si può evitare di pagare, perchè è una tassa sulla concessione del'uso del televisore, cioè un balzello medievale. Capite dove siamo arrivati con le limitazioni alla libertà ? Ma perchè non incominciamo a fare una battaglia culturale sull'abolizione del canone. Basterebbe un semplice atto di disobbedienza civile: milioni di persone che non lo pagassero !!! Dopo una seria campagna di informazione.
Utopia
OL
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