28 agosto, 2007

Qui.

Santo Stefano arriva per ultimo, nel lento salire verso la montagna brulla. Prima la luna, piena stasera, a salutarci, che compare gialloscura sul filo del primo monte, poi la Rocca di Calascio che di tanta luce di luna sembra fare illuminazione. Santo Stefano è una magia costante, quest’anno è ancora più bello, o sono io un po’ meno sciocco. Comunque sia si apre nel silenzio, tanto che il fischio di un abitante che dice è pronta a pasta suona come una campana enorme al mattino presto. I pochi passanti si voltano e cercano con lo stupore di riallacciarsi al mondo incantato del borgo. Qui hanno aperto da poco una “tisaneria”, un luogo che sembra di entrare nel 1100, tutto di pietra e legno, dove ti coccolano a suon di dolci e genziane. La piazza è deserta, ma stasera è tempo di Perdonanza, a L’Aquila, e i vecchi se la seguono in tivù, i meno vecchio scendono a valle a redimersi e mangiare dolciastri. Qui è freddo, anzi quasi freddo, anche se dicono che sia caldo, e posso credergli, perché mi ricordo di maglioni e sciarpe sul limitare di agosto.
E qui, a molti, moltissimi metri sopra il cielo, dentro le pietre della cittadina ci si sente come sdraiati su un prato, l’uomo e la natura si fondono. E’ un incanto, è veramente il più bel posto del mondo; sono così felice di averlo scoperto.

26 agosto, 2007

La notizia, finalmente.

Salve a tutti.
Per chi non l'avesse ancora letta.

Clicca qui: La Repubblica, 26 Agosto 2007.

We hope your rules and wisdom choke you.


Per non parlare di questo capolavoro.
E' stato Andrea Di Paolo a farmela ascoltare, e l'ho inclusa in generatio#3.
Ogni volta che ci incappo non so sfuggire alla tentazione di farne un'esperienza totalizzante. Smetto quello che sto facendo e mi cullo in questo crescendo. The saddest song.
Radiohead, Exit Music (for a film).

Ciao, Bruno.


Hai vissuto la Resistenza, in cui hai perso tuo padre. A vent'anni ti sei laureato, con relatore Norberto Bobbio. Poi Harvard. Poi il Partito Comunista, poi la dirigenza CGIL.
Sei caduto di bicicletta, altri sono morti di vergogna, dopo quarant'anni di politica.
Tu no. Sei stato un esempio e lo sarai. Non so per chi, ormai, ma va bene.
Ciao, Bruno.

Non posso resistere....le lezioni con assenza "giustificata " !!!!!!

Scusate, ma stasera non ho anticorpi per il ridicolo !!!!
Nella prima pagina del suo sito, il camerata Berti (quello insomma che ha fatto tutto quel casino per un festival due anni fa e poi s'è ritirato) dice:

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Il Libro dei Sogni di Milongueando (Luglio 2002)

Ovvero ciò che io desideravo che diventasse Milongueando

Se io vi chiedessi ora come sognate la vostra Scuola di Tango ideale, voi come la immaginereste?
Consentitemi di raccontarvi come l’ho sognata io :

· una Scuola di Tango che organizzi lei stessa la cena di fine anno (come qualsiasi altra occasione di divertimento)
· una Scuola di Tango che sappia fare autocritica, riconoscere ciò che non va e porvi rimedio, subito, come ad esempio capire il perché della disaffezione degli allievi (una Scuola di Tango è pur sempre un’impresa commerciale, che se ha dei conti in rosso non può continuare a lungo la propria attività)
· una Scuola di Tango in cui i propri allievi siano frequentati come amici (abbiamo tutti una passione che ci unisce, ma resta e deve restare pur sempre una passione)
· una Scuola di Tango in cui la puntualità sugli orari venga considerata la prima forma di rispetto nei confronti degli allievi
· mi piacerebbe vedere una Scuola di Tango, in cui si paga per ogni singola serata di lezione (ad esempio 8 euro), come si fa in altre scuole, senza né dover anticipare nulla, né posticiparlo, così chiunque è più libero di decidere quando presentarsi, senza dover fare calcoli di convenienza; cosicché molte persone con problemi di tempo, lavoro, famiglia, sarebbero più invogliate a seguire le attività della Scuola

ecc.....

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Ora: nella SECONDA PAGINA:


Il Costo delle Lezioni di Tango

Le Lezioni si possono frequentare mediante l’acquisto di Pacchetti di Lezioni (non vincolate al mese solare).

I paccchetti da 4, 8 e 12 Lezioni danno la possibilità di essere rispettivamente consumati in 5, 10 oppure 15 settimane, questo per venire incontro a chi per esigenze personali deve saltare delle lezioni, ed esattamente può perdere 1 lezione col pacchetto da 4, 2 con quello da 8, e 3 lezioni col pacchetto da 12 senza per questo vedere intaccato il valore economico del pacchetto di Lezioni acquistato.

Milongueando con questo modello cerca di "costringere" il più possibile a seguire in maniera costante e assidua i Corsi di Tango Argentino (ed ottenere presto risultati gratificanti), cercando comunque di venire incontro alle piccole esigenze personali che si possono creare.


N° lezioni da 1 e 15' ora Pacchetto Costo unitario

1 11 €
4 (in 5 settimane) 40 € - 10 € ( con 1 assenza "giustificata" )
8 (in 10 settimane) 76 € - 9.5 € ( con 2 assenze "giustificate" )
12 (in 15 settimane) 108 - € 9 € ( con 3 assenze "giustificate" )

Berti Gianluca ********** - Federica Bolengo *********


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Viva la libertààààààààà !!!!!!!!

Heil.

Muri di gomma.

Mi imbatto in una discussione, commenti ad un video su YouTube di due bravissimi ballerini.
Giusto per farvi capire in che mondo siamo e chi ci tocca combattere...

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tangosoul (1 month ago)
To be clear, this is not in anyone's defense or ofense but strictly to demonstrate that the music should never be ignored especially for the people learning or watching. Here's some examples to search:
Andres Laza Moreno y Samantha Dispari,
Noelia Hurtado - Pablo Rodríguez
tangovideoproject-JorgeDispari-walking demonstration
Tete

lavatop (1 month ago)
Thanks for the examples. I think these illustrate very well what you are talking about.

tangosoul (1 month ago)
(Reply)
It is the steps with the lack of understanding of the the orquestration and musicality. People see this now a days and think that its ok to dance tango like this. This is not how you should interpret such an important orquestra that represents us as argentinos. Thanks for your reply.

lavatop (1 month ago)
(Reply)
In Adrian and Alejandra's defense, and for anyone else reading this, I will just say again that this is a class demo...you can see they are performing the exact same boleo again and again for instructional purposes; this should not be taken as their artistic interpretation of the music. I should have made that more clear in my description. If you search for them on the web, I'm sure you can find some beautiful examples of their dancing.

lavatop (1 month ago)
(Reply)
Also, please point me to some links of some tango that illustrates what you are describing, that would be interesting.

tangosoul (1 month ago)
(Reply)
This Music is part of our folk and should be respected as tango and not danced like this. This is an insult to us Argentinos!

lavatop (1 month ago)
(Reply)
This is a class and the couple are demonstrating some steps, so it's not necessarily how they would dance at a milonga. But I'm interested to hear more about why this particular piece offends you. Is it the steps, or the lack of passion displayed, or something else?

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In ultimo: il nick di "tangosoul" (wow) non nasconde....uno dei ballerini consigliati all'inizio ??? Oppure...?
Mi ha colpito molto il "orquestration" con la "q"...
Dietro ogni nick...(o anonimo) c'è sempre una traccia evidente....!

22 agosto, 2007

I Campionati Mondiali di TangoBidet


Sono stranamente interessati al Tango i media, per il clamore che suscita il Campeonato che si svolge a Bs.As. in questi giorni. Quello insomma con tanto di numeretti e voce che dice "coppi quindiziii, ellliminatta". Un gran baillame di soldi che girano, fra concessioni governative in nome dello Spirito di una nazione e con premi simbolici ma la possibilità intrinseca di veder il proprio nome campeggiare su di una testata internazionale e di pubblicizzarsi come grandi maestri per il solo fatto di essersi classificati in qualche modo.
Merda.
Questo è arcaismo puro, un tornare indietro, ma neanche alla radice folklorica positiva del Tango, quella della poesia Urbana, per intenderci, ma alla radice commerciale e burina, con tanto di puttane che mostrano le terga al turista giapponese di turno.
Il Tango volgare, quello spacciato per radice culturale, quello dei tremila partecipanti al Campeonato, che poi sono tremila biglietti Aerolinas, e tremila soggiorni, e la possibilità di alzare un po' i prezzi delle cene.
L'alienazione che mi prende la controllo a stento. Mi chiedo cosa sto facendo. Solo una proposta diversa ? No. Siamo tanti a pensarla così, solo che se le cosceinze rattrappiscono rischiamo di scomparire, come i Panda.
Il Tango è una danza, una poesia, una forma artistica, un mezzo di espressione, una disciplina.
Poi ti bussa alla porta qualcuno che vuole lavorare perchè è arrivato terzo alla categoria B1 19/30 anni.

21 agosto, 2007

Jolene, The White Stripes



Non deve essere semplice cantare un classico country (nell'originale di Dolly Parton è una ballata con tanto di stivaloni e capelli cotonati stile tv locale del Dakota) con una intensità di questo spessore.
Salgono sul palco e cerchi, guardi intorno se a suonare siano in tanti, e dove si siano nascosti gli altri. E invece no, sono in due. Stanno rivoluzionando il rock, magari sottovoce, come quando suonano all'improvviso su un autobus di linea o davanti ad una fermata della metropolitana.
Ma rivoluzione è anche ritornare a guardare, entrare di nuovo in tutto quello che è stato e staccarne un petalo, per appenderlo al proprio vestito nuovo di zecca. Qui c'è Zappa, Hendrix, U2, Led Zeppelin, Johnny Rotten e Jim Morrison. L'arpeggio country diventa così una sorta di ballad stile The End in un vertice di poesia nera.
Trovo tutto questo un apice geniale, un classico. Ecco, io sono classico così, non ho bisogno di parlare di Bach.

19 agosto, 2007

La vita dolce.


Camminare in centro a Roma per vedere una donna ricurva sulla panchina con una grande busta di plastica al suo fianco non evoca certo i fasti della Dolce Vita. Quando uscì, questo capolavoro assoluto del cinema, la Civiltà Cattolica lo definì "scabroso e falso". Si intende il perchè dal trattamento pungente che Fellini riserva ai temi religiosi, dal Cristo che vola in elicottero della sequenza iniziale, alla spiritualità malata della festa di nobili, alla bambina che grida "eccola là, la Madonna !" mentre tutti corrono sotto la pioggia. Fellini colpì poi la censura, rappresentata dall'allora senatore Scalfaro che inveisce contro una donna particolarmente scollata, con "Le tentazioni del dottor Antonio".
Ma quello che colpì il moralista fu altro, e meno squisitamente religioso: il senso di morte di una generazione proprio mentre se ne celebrava la vita. Il personaggio centrale del film è forse Steiner, l'amico intellettuale di Marcello, che compie una parabola vertiginosa nel film, fino a morire quasi all'impiedi. E' il tramite per Marcello alla vita superiore, rappresentata da una classe intellettuale in difficoltà ma già orientata alla protesta degli anni settanta. Così come Maddalena, la bellissima puttana Anouk Aimée, è il suo tramite per il mondo inferiore, quello nobile del girone infernale di Caprarola, con tanto di festa scialba e perversa. Due Virgilio per un Dante che riassume in sè tutte le caratteristiche umane di Fellini ma anche le nostre comuni paure e scialberie. Che Marcello nota e dischiude, come fa dell'acqua della Fontana, passando, richiamato da Sylvia, in una sequenza che ancor oggi, nonostante il clamore, rimane un vertice poetico direi quasi inarrivabile. "Stiamo sbagliando tutto, Sylvia" e il bacio si interrompe sul nascere dalla chiusura della fontana, in un mattino arrivato all'improvviso, come quando ci si sveglia dall'amore.
Il film è un film ad episodi senza episodi. Si chiude un evento e se ne apre un altro. Su su fino alla festa finale, quella interrotta da Riccardo Garrone che irrompe nell' - allora contestatissimo - striptease della ex moglie. Di lì Marcello fugge con gli altri in spiaggia, e alza le mani come chi non vuole impegnarsi a capire quello che la giovanissima Valeria Ciangottini gli dice, nel frastuono del mare. Lei, la piccola donna, il futuro, inascoltato.
So che non è inserito nel sondaggio del sito, ma la Dolce Vita rimane un capolavoro che riecheggia e che rimando a rivedere. Per intuire come siamo ogni volta che ci sembra di essere perfetti, inseriti, collocati e quando non vediamo il marcio che ogni società o gruppo sociale porta con sè, nascosto dai facili fasti.

10 agosto, 2007

10 agosto

Esattamente quindici anni fa, a dire il vero verso mattina, moriva mio padre.
Era la notte di San Lorenzo e non stelle ma un corpo rivestito cui facevano visita i primi parenti attirava l'attenzione di quella notte di angoscia e sollievo. Sollievo perchè mio padre era stato molto malato, senza speranza, costringendo se stesso e gli altri a cure attentissime e pesanti, ma senza speranza. La natura aveva deciso che era finita, ma lo ha fatto con un lungo degradare, come a beffa.

Mio padre era insegnante elementare, una persona senza superbia. Ancora oggi tutti lo ricordano. Nel mio quartiere di provenienza mi chiamano "il figlio del maestro". Aveva studiato in seminario, ma ne era uscito perchè voleva sposarsi. Aveva imparato greco e latino alla perfezione e ha fatto lezioni private quasi fino alla fine. Ma solo per baratto: ai figli del salsamentiere di fiducia, ad esempio, che lo ricompensava con mille doni. Fu un fatto importante il primo cosiddetto "campo scuola" in Italia: una classe di bambini per una settimana in gita senza genitori. Lavarsi i calzini, fare da mangiare. Tutti entusiasti. Perchè lui sapeva attrarre il consenso in modo discreto ma infallibile. Era un padre premuroso, anche se di poche parole. E un cuoco appassionato. La cucina era la sua grande passione. Quando gli chiedevano perchè non aprisse un ristorante lui rispondeva che non voleva cucinare per persone cui non voleva bene. Quando ero piccolo la mia casa era sempre piena di gente che quasi si autoinvitava. Ma mai ho avuto la sensazione che a mio padre pesasse. Così è anche per me, per fortuna, e lo ringrazio.

Avevo 21 anni. Mi ricordo il suo balzo del torso, come Farinata di Dante, come le torri di Monteriggioni. A esalare l'ultimo respiro, mozzo. Per molto tempo ho avuto in conseguenza problemi di apnea, di ansia legata al respiro, alle salite, all'acqua. Ora per fortuna sono quasi del tutto passate. La morte del padre scarnifica anche il tuo super io, il tuo senso del dovere un po' si svuota. Ero a metà dell'università. Mi ricordo che stavo preparando Filosofia Teoretica I, con una tesina sul senso della morte in Hegel nell'interpretazione di Kojève. La portai comunque a discussione, ma la modificai, rendendo insufficiente la lettura della morte solo come fatto logico, incorporale; no, il suo senso profondo era la fine della corporalità, il professore non era d'accordo, ma mi mise trenta lo stesso. Fu allora che capii che non era finita anche per me.

E oggi, a così tanta distanza, mi chiedo come sarebbe stata la mia vita se questo fatto per me epocale non fosse accaduto o fosse accaduto in un altro momento. Accadde infatti in un momento in cui io e mio padre eravamo diventati molto legati, complici. La morte ha strappato anche questa coincidenza.
Ora mio padre sarebbe molto anziano. Non credo avrebbe mai acconsentito alle mie scelte. Avrebbe forse glissato, però, che per me avrebbe significato un'approvazione con riserva. Poi, il fatto di averlo ancora con me avrebbe fatto il resto.

Così è stato; il 10 agosto, la notte di San Lorenzo di tanti anni fa.
Lo so che un blog è un'esposizione. Che forse dovrei tenere per me tutto questo. Ma ormai l'ho scritto, pazienza.

05 agosto, 2007

Nostos, IV

L`ultima Santorini è la vista a ritroso, come a chiudersi, divertito viaggiando sul retro di un'Ape 125 del marito dell`affittacamere. Io, le valigie, Mimma nell`abitacolo assieme al vecchio, a folle lungo le viuzze del borgo marinaro di Karterados, giu` fino al mare, che appare d`incanto: la stradina lo costeggia quasi ad immergersi, poi si risale motore acceso verso l`aeroporto. Era questo il transfer promesso all`atto di sottoscrizione di una camera per una notte, la notte d`addio a Kalliste`, la bellissima, come a strappare un fiore solitario.
Il pomeriggio turistico in passeggiata via mare, su di un veliero stile caraibi verso il vulcano, con tanto di passeggiata e ritorno di corsa perche` la nave sbuffava e noi si era in ritardo.
Poi le Hot Springs, sorgenti ferrose, da bagno termale, la nave si ferma prima e ci indica di buttarci a mare. Ancora adesso, mentre l`aereo saluta Santorini tengo con me l`acre odore ferroso nella pelle, l`ultimo saluto, il portami con te almeno per un po', due amanti che si salutano.

02 agosto, 2007

Nostos, III



Si rarefanno, i racconti, complice il predominio della natura. Qui a Folegandros c`e` solo una strada, solo un computer, molte taverne, molta gente, ma non troppa. Il tramonto si staglia e dipinge di viola tutta l`isola, di per se` bianca. Bianche le spiagge, da raggiungere con perizia e coraggio - o con un caicco simpatico. Il nocchiero ti sfila le scarpe per farti scendere sulla riva senza bagnarti.
L`isola respira. Se ti adegui al suo ritmo vai tranquillo.Ti alzi (da una casa baronale uscita da un film di Elio Petri in Sicilia) un tuffo in piscina (qui le piscine sono per tutti, e` scritto fuori - anche quella del 5 stelle, tanto che la nostra ho chiesto se si poteva usare e la tipa mi fa "is for everybody") e poi via verso la spiaggia o piu` di una, secondo il sole ed il vento.
Il terrore che fosse una morettiana Alicudi si dissipa subito. E` un`isola organizzata. Io la definirei "la vacanza". Livadaki e` una spiaggia affollata ma le tamerici ti offrono riparo ombra e silenzio, qualche metro piu` su. Aghios Nicolaos ci dicono sia per nudisti, ne troviamo un paio, tutti gli altri con il costume. Per fare media io me lo sgambo un pochino. Poi a largo, lo agito come una bandiera corsara. E sono tutt`uno con il mare. Perche` qui il mare si sente, si odora in ogni angolo. E` un`isola stretta e lunga. Se stai in cima vedi mare tutt`attorno. E` una sensazione stringente. A Folegandros ci sono 100 chiese, ma ci si chiede dove le hanno messe. Se alzi la testa vedi che buona parte delle case nella Chora, delle taverne sono ex chiese. E sale una preghiera laica che collega le bianche pietre il mare turchese chiaro, le rocce a piombo e il vecchio sull`asino che ti saluta, ma se ripassi non ti risaluta. Perche` ti vuole salutare e non ingraziarsi il turista.
Domani si torna a Santorini, la kalliste`, la bellissima. Folegandros non ha la sua imponente bellezza, ma ne conserva la grazia. E l`arricchisce, anzi, di una pace che ti riconcilia con il vento.