27 aprile, 2007

Mandato d'arresto per Shiva Guzzo

Bacio "scandalo", mandato d'arresto per Shiva
India: l'attore aveva baciato Shilpa Shetty, star di Bollywood, durante la presentazione di una campagna anti-Aids



Il bacio dello "scandalo" (Ap)

NUOVA DEHLI - Il bacio in pubblico, l'atto denunciato come "osceno" prima nelle piazza indiane dai nazionalisti e poi nei Tribunali da tre diversi avvocati, potrebbe costare le manette a Shiva Guzzo. La Procura di Jaipul, riferiscono infatti i media locali, ha emesso un mandato d'arresto. Duplice: nei confronti dell'attore e di Shilpa Shetty, la star di Bollywood che Guzzo ha deciso di baciare davanti a tutti nel corso della presentazione di una campagna anti-Aids dieci giorni fa.
LA VICENDA - Dopo il bacio, l'attrice è stata addirittura minacciata di morte. «Uccidiamo l'infedele che ha infangato la nostra cultura»: questo il senso di alcuni degli slogan urlati nella capitale indiana e in altre città dopo l'episodio. «Non è stata una cosa così grave — si era giustificata l'attrice —. Non capisco queste reazioni esasperate. È stato un gesto innocente». Le proteste non hanno risparmiato nemmeno Shiva: estremisti hindu hanno dato fuoco ai suoi ritratti gridando «abbasso Shiva Guzzo», mentre esponenti del Bjp (Bharatiya Janata Party), partito nazionalista all'opposizione, hanno chiesto in Parlamento «l'immediata espulsione dell'attore dal Paese». E adesso il mandato d'arresto deciso dalla magistratura.
(da repubblica.it)

16 aprile, 2007

Genova, aprile '07

Per chi vede Genova non dal mare, come suggerisce un suo saggio paroliere, la visione è, ovviamente, il mare. Complice una giornata senza ma, ci si presenta come un’immensa distesa punteggiata da qualche rara petroliera o nave da crociera. Barche da diporto poche, sono in rada ad attendere l’estate, quella vera, da calendario, non quest’accenno magari ingannevole. Genova non si fida del suo mare.
La città si apre nei grandi viali, nei palazzi bellissimi, ma tutti alti, anzi altissimi, perché si possa vendere, per alcuni, la possibilità di vedere il mare. E controllarlo come una volta contro i Pisani.
Le nostre attività sono a Nervi, o meglio a Sant’Ilario, paesino noto per la sua celebre immaginifica eroina. L’impressione è che qui a Sant’Ilario, divenuta ora collinetta storica con affaccio sul mare da brividi, successione dolce di ville e piccole piscine, di siepi di rosmarino e di piccoli alberi di limoni, le cose siano un po' diverse rispetto a un tempo. Lì abita Beppe Grillo, ci dicono, e i Mantovani, quelli della Samp. Il calcio rientra nel bar della milonga, dove un genoano due parole tre belìn ci ricorda con gioia che la Roma sta battendo la Sampdoria, la squadra dei ricchi. Ma questo Genoa di una volta, i marinai, le bettole, le puttane nelle strade strette che devi scansarti per passare, le focacce vendute per strada, tutto questo ho l’impressione che non ci sia più. Non ho occasione di andare a Via del Campo, mi dispiace moltissimo. Ma forse avrei visto solo una targa e una via.
Genova è una grande città moderna. Non poteva essere altrimenti. L’implosione è divenuta esplosione. Grazie anche ad una gestione politica ed urbanistica di quella stagione bella di rinascita delle grandi città italiane. E ora, la ricca Genova, solida e tranquilla vorrebbe affidare ad altri la sua gestione, altri che ne raccolgano, come si usa, i meriti. E’ piena di manifesti azzurri in cui candidati sereni dicono alla città “non ti turberemo”. Continuità e pigrizia. Anche il mare quando batte sulla riva è gentile. Si può quasi mangiare con i piedi sull’acqua. Tranquilla Genova. Fotografo i flutti, in riva e mi sembra di pettinare con le dita i riccioli di un Botticelli. Come se l’ansia del mare si riconoscesse e placasse sulle rive. Più su, le creuze non conducono più al malfamato, ma all’agriturismo da ricchi, dove il pesto sa di un basilico, questo sì, di altri tempi.
Genova del tango poi, si raffigura francese, o parigina o anche direttamente argentina. E’ una città che ha avuto tutto. Dimmi un grande personaggio del Tango e ti dirò “c’è stato”, mi dicono. In questo la provinciale Genova non sa nascondersi, neanche sotto l’aspetto cittadino di chi dichiara che ormai ha visto tutto. In milonga i genovesi sono cordiali e simpatici, però con una svogliatezza strana di chi ha già ballato il tango più bello. Attenti ma delusi, produttivi ma assonnati. Sembrano Savoia appena svegli.
Tanto poi c’è il mare. Quello che si vede dalla terrazza della milonga, in cui il gran Pavese di un dodici metri disegna strali di luce che vorresti seguire fino a perderti, di qua verso il monte di Portofino o di là, verso le luci della grande Repubblica. L’ultima milonga è pro forma, e quando hai caldo ti affacci a prendere l’aria del mare, da una piccola finestra della vetrata. Ti passa sul viso, come questi giorni, o forse poche ore di cui hai già rimpianto. Perché i giorni sono pochi, e quasi avresti voluto stufartene, di tanta bellezza.

10 aprile, 2007

TangoLab 9-15 luglio

TangoLab / Estate 2007
TangoLab Italia


9-15 luglio 2007

Monte Castello di Vibio
(Todi, Umbria)
Relais Il Castello

Il primo Master estivo di Tango esclusivamente italiano.
Le più rappresentative coppie di maestri italiani in un master per 50 partecipanti - con quote per città.
Uno scambio all'insegna della qualità in un ambiente incantato.

Il Relais (e l'annesso agriturismo) sormontano la valle del Tevere, a 8 km da Todi, in un borgo fortificato interamente ristrutturato. Dispone di sistemazioni doppie e triple, con piscina. Tutta la struttura è a completa disposizione dei partecipanti al Master.

Per Roma abbiamo concordato la possibilità di inserire 12 persone.

Maestri:

Alberto Colombo & Alessandra Rizzotti (Milano)
Alex Cantarelli & Mimma Mercurio (Roma)
Fabio Michelini (Trento)
Germano Scaperrotta & Anna Rivolta (Milano)
Maki Mori (Milano)
Michele Usoni & Mara Maranzana (Udine)
Sergio Chiaverini & Francesca Brandi (Genova)

Termine di pre-iscrizione: 30 aprile 2007

Costo per l'intera settimana (mezza pensione con tutte le lezioni, pratiche e serate)
465 euro (in doppia)
425 euro (in tripla)

Per conoscersi ed approfondire quel fiume in piena che è il Tango di questi ultimi anni.

Se vuoi conoscere meglio la proposta o iscriverti: tangolab2007@meditango.com

03 aprile, 2007

Volevo annunciarvi che la rivista PROVE APERTE, nel nuovo numero di Aprile, a pagina 63 contiene una pagina di presentazione di Meditango, con schede e foto, in una rubrica dedicata alle Giovani Compagnie Nazionali.
Siamo molto felici di una pubblicazione così autorevole e ringraziamo l'autore.

a.c.

02 aprile, 2007

Lunedì 2 Aprile. Tutto comincia.




Il Padrino parte V°

Performance Lab 2007

Allievi dei corsi di
Alex Cantarelli e Mimma Mercurio

prod. meditango


La performance narra la storia del viaggio di Tony Cuscino verso la vera o presunta salvezza, cercando protezione dopo essere stato scoperto a Parigi (dove era fuggito per “togliersi dal giro” e rifarsi una vita) in Giappone. Nel viaggio estenuante lungo la via della Seta, Cuscino ha esperienza del mondo arabo, indiano, cinese ed infine giapponese, in una sorta di “eastern” in cui il Tango fa da contrappunto costante. La scelta musicale privilegia sì il Tango tradizionale ed elettronico, ma anche quei risultati che ogni cultura ha tirato fuori confrontandosi con il Tango, quando non musiche tradizionali dell’est e dell’Asia. Ogni gruppo produrrà due brani (parti) che saranno inserite come scene d’insieme nel viaggio (da Parigi al Giappone), mentre i gruppi avanzati oltre a questo produrranno anche alcuni assoli che narreranno alcune scene ed illustreranno alcuni personaggi nello specifico. I partecipanti sono in tutto 100.
Il tono generale dello spettacolo è, come sempre, sopra le righe, sebbene intenso e romantico e non tralascia momenti di ironia e di critica. I costumi cercheranno di essere consoni alla longitudine, per contribuire a presentare quello che da qualche anno non vuole più essere un saggio “di scuola” quanto uno sforzo colossale di apprendimento e divertimento fruibile da un pubblico sempre più vasto. Un’esperienza per imparare ad emozionare.
Buon lavoro a tutti,
Alex & Mimma

01 aprile, 2007

Fra' Inteso.



Bagnasco: "No ai Dico come alla pedofilia"
Poi la precisazione: "E' stato frainteso"

Monsignor Angelo Bagnasco
GENOVA - "Perché dire no, oggi, a forme di convivenza stabile alternative alla famiglia, ma domani alla legalizzazione dell'incesto o della pedofilia tra persone consenzienti?". Una pesantissima riflessione, pronunciata dall'arcivescovo di Genova e presidente della Cei, monsignor Bagnasco (durante un incontro, avvenuto ieri sera, con gli animatori della comunicazione della diocesi), riapre la polemica sui Dico. Con le parole di Bagnasco che sembrano prefigurare una sorta di equiparazione tra Dico e pedofilia e incesto che, però, oggi, una nota dell'arcidiocesi di Genova cerca di minimizzare, parlando di "pensiero male riportato con titolazioni e sintesi sommarie che risultano parziali e fuorvianti".

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Non voglio commentare. Lascio agli autorevoli.

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"Massima solidarietà al presidente della Cei. I campioni dell'ipocrisia e del relativismo pretendono di censurare le parole del cardinal Bargnasco e stupisce che ad aggredirlo siano ministri del governo Prodi". Lo afferma il senatore di Alleanza nazionale Francesco Storace. "Oggi - ha poi concluso Storace - Bagnasco ha detto elementari verità".

"Bravo Bagnasco. Da qualche parte bisogna incominciare a dire dei no. Ormai si è costruita una mentalità per la quale tutto ciò che abbassa lo standard morale della società, deve essere approvato e si dice che questa è libertà. Non è vero. Non è vero che la libertà significhi dire sempre di sì a tutti". Il presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione, ritiene al contrario che "vi sono comportamenti i quali direttamente o indirettamente avvelenano l'ambiente sociale".

Molto colorita come la solito la reazione di Roberto Calderoli della Lega: "Se ancora non si è capito essere culattoni è un peccato capitale e, pertanto, chi riconosce per legge una cosa del genere è destinato alle fiamme dell'inferno... L'etica nel discorso di Bagnasco c'entra fino ad un certo punto: i Dico, l'omosessualità, non sono soltanto contro l'etica ma anche contro natura, e quindi destinati all'estinzione. Certo non è automatico il passaggio dai Dico alla pedofilia e all'incesto - chiosa Calderoli - ma è evidente che nelle società dove si è aperto ai Dico si è poi aperto sucessivamente anche alla pedofilia e all'incesto".

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Aiuto.