27 maggio, 2008


E' morto, all'età di 73 anni il grande regista americano Sydney Pollack.
Capolavori come Tootsie, La mia Africa, I tre giorni del Condor, Non si uccidono così anche i cavalli, ne segnano mirabilmente il percorso artistico. Il suo ultimo film documentario su Frank Gehry è un assoluto capolavoro. Malato da tempo, si è spento serenamente, nella sua casa in riva al mare di California, lasciandoci enormemente tristi.

25 maggio, 2008

RAID CONTRO TRE NEGOZI NEL QUARTIERE ROMANO DEL PIGNETO
Pestaggio neonazista contro
un extracomunitario del Bangladesh
L'uomo, che gestisce un bar, aggredito e picchiato da giovani a volto coperto. Alemanno: gravità inaudita

ROMA - Erano incappucciati e gridavano «Sporchi stranieri» e «Bastardi» i circa 20 componenti della squadra che sabato pomeriggio, intorno alle 17:30, hanno assalito e devastato a Roma, nel quartiere Pigneto, tre negozi gestiti da stranieri. In uno degli assalti è stato pestato anche un extracomunitario del Bangladesh che gestisce un bar: i giovani, con il volto coperto da foulard con il segno della svastica, sono arrivati improvvisamente correndo con in mano delle assi di legno e si sono scagliati contro l'extracomunitario colpendolo con violenza e urlando.

IL PIGNETO
Sotto choc il quartiere trendy e di sinistra
Volti e storie

ROMA — Pier Giorgio Bellocchio, 34 anni, figlio di Marco, da sei anni dirige al Pigneto la scuola di cinema Digital Desk. «Mai vista violenza vera. C'è una caserma dei carabinieri lì vicino ma le loro macchine non inseguono mai nessuno. Piccoli scippi, forse. Mai avvistato un picchiatore in circolazione. Parliamo di una zona apertamente di sinistra: se camminassero qui, troverebbero pane per i loro denti con i tanti senegalesi alti due metri in giro... ». Una pausa: «Non ho altre parole per dirlo. Questo è un vero, orrendo crimine ».

Per capire l'atmosfera del Pigneto, popolarissimo quartiere costruito tra fine '800 e il 1930 tra la Casilina e la Prenestina, basta scorrere l'elenco degli abitanti famosi che hanno trasformato un riuscito esempio di vecchia integrazione razziale (dall'India, dal Bangladesh, dal Senegal) in una sorta di trendissimo Village de Noantri pieno di attori, pittori, musicisti, politici. Wladimir Luxuria, per esempio, forse il simbolo più eloquente del nuovo corso del quartiere. Poi Silvia Baraldini, dopo il suo ritorno dagli Stati Uniti. L'artista Alfredo Pirri (Biennale di Venezia 1988). E una bella flotta di volti noti, roba da autografi. Gli occhi seri di Lisa Natoli e lo sguardo da cerbiatta di Alessia Barela di «Distretto di polizia». Nino Castelnuovo e Sergio Ammirata, però qui siamo a quella vecchia generazione che arrivò in avanscoperta vent'anni fa. Lo straordinario percussionista Karl Potter (complice di Charles Mingus, Dizzy Gillespie, Lucio Dalla, Pino Daniele). Il giornalista Luca Telese con la sua libreria «Il corsaro».

E i due giovani registi Luca Ragazzi e Gustav Hofer, da nove anni compagni di vita e di lavoro, autori del dibattuto documentario autobiografico «Improvvisamente, l'inverno scorso» dedicato ai Dico, in concorso al 58˚ Festival del cinema di Berlino nella sezione «Panorama». Dice Luca: «Speriamo non sia l'inizio di un cambiamento molto triste in questo quartiere. Chi saranno? Magari coatti scemi di qui intorno. Il fatto è che certa gente ora si sente più legittimata a uscire allo scoperto dall'ondata xenofoba e anche dal nuovo sindaco di Roma, Alemanno, che li fa sentire più potenti». Aggiunge Gustav: «Giorni fa un venditore ambulante è stato aggredito, un ragazzotto gli ha preso a calci la borsa che stava vendendo. Nessuno ha reagito. Il clima qui forse sta cambiando. E penso che qualcuno abbia interesse a frantumare questo straordinario equilibrio, a diffondere la paura, a creare instabilità, a dividere chi ha sempre convissuto in pace e vera allegria».

La convivenza pacifica, qui al Pigneto, dove Roberto Rossellini ambientò «Roma città aperta» e Luchino Visconti girò «Bellissima », la tocchi con mano (le sete indiane vendute all'aperto accanto alle scope di saggina intrecciate alla romana). La annusi (odori di soffritti romaneschi dalle finestre, e gli altri più grevi di chissà dove). La registri con gli occhi. Bambini con la pelle di ogni tinta che si rincorrono nell'isola pedonale di via del Pigneto, una sorta di Fifth Avenue locale. La lunga tunica azzurra di un senegalese seduto al bar. I piercing e le treccione di qualche punkabbestia con cane al laccio di corda. Le vecchie affacciate alla finestra, magari si ricordano i pini («Il Pigneto») che, dicono, proprio qui incantarono il compositore Ottorino Respighi («I pini di Roma») e ora sono spariti distrutti dalla speculazione. La romanità incarnata dal proprietario seduto all'ingresso di «Ugo Civitenga, carni dal 1895», o da quel bar Necci dove Pasolini si fermava durante le pause di «Accattone » (dalle memorie del proprietario Pietro: «Alla prima di Pasolini mi chiese "ma tu non ridi?". E io gli dissi "Che c'è da ride, 'a Pierpà, 'ste cose le vedo tutti i giorni" »). Monumenti di una tradizione fusi, senza perdere un grammo di autentica identità, con l'«Infernotto», vineria con uso di cucina, consapevolmente al passo con gli anni Duemila e oltre. Oppure con «Primo al pigneto», cucina con fornelli e cuochi glamour a vista dalla vetrina su strada, come si usa a Berlino o Londra, e ben esposta al pubblico l'affettatrice rossa Berkel, una specie di costosissima Ferrari nel suo genere.

Il mixer è continuo. Proprio di fronte al negozio di alimentari semidistrutto dai teppisti in via Macerata, numero civico 28, c'è una boutique per cani e gatti (civico 47) dove si vendono «trapunte con cuscini » per i vostri piccoli amici, roba buona per i Parioli, Prati o magari quella Trastevere meno rimasta Trastevere. «Fuori i fascisti dal Pigneto», ordina una scritta in spray nero in via Macerata. Però va benone anche «Avorio erotic movie », sala solo per adulti. Non manca niente, al Pigneto. «'A Gino!». Ti giri. In strada c'è solo un uomo dalla pelle scura. Ha gridato lui. Dal negozio di alimentari esce un romano: «'A Alì!» Ecco, questo è il Pigneto. Rovinato ieri da quattro cretini.

Paolo Conti (da corriere.it 25/5/2008)

19 maggio, 2008

La legge.

Non voglio dilungarmi.
Mi chiedo solo come sia possibile una retata di viados a Roma, o la cacciata di un Rom senza che esistano LEGGI approvate al riguardo. Prostituirsi è reato ? Bene, allora arrestiamo le prostitute. Essere Rom equivale a non avere diritti di cittadinanza in Italia ? Allora espelliamoli.
E mi chiedo. Come vive un viados ? Come campa ? Quanti nel coro di quelli che gli gridavano addosso hanno foraggiato la sua attività ?
E quanti imprenditori hanno spinto a chè la Romania entrasse in Europa per pagare meno dazi ed investire a basso costo ?
Siamo entrati in un governo della Polizia, senza averla votata.
Sono saltati i meccanismi democratici di base. In fondo però, se il bambino romeno non ci frega più il portafoglio siamo tutti più felici. In barba alla legge ed alla democrazia.

Mah.

12 maggio, 2008

Se fosse.

In un paese civile e maturo, Marco Travaglio non farebbe il giornalista.
Sarebbe Presidente del Consiglio.
E Schifani sarebbe a marcire in qualche gattabuia, oppure, nel caso non avesse rilievi penali, almeno farebbe il gelataio alla Zisa.
E l'opposizione farebbe l'opposizione.

Sono non solo arrabbiato, ma anche Schifa-to, dal fatto che se un giornalista va in tv a dire quello che pensa debba essere vilipeso. Gasparri ha detto anche che saranno presi "provvedimenti forti". Ma perchè, Gasparri è ministro ?
No, è solo un fascista, e loro sono abituati a prendere provvedimenti contro chi scoperchia le loro magagne.

Schifani, ma anche Alfano, Rotondi, son lì per ricambiare un piacere, dopo tanti e tanti voti mafiosi.
Provate a mandarmi via...dal mio blog !

a.c.

10 maggio, 2008

Parzialmente munte.

08 maggio, 2008

A Peppino.

Sono fra quelli che credono che il ricambio democratico sia giusto e sacrosanto, attivo.
E sempre fra quelli che credono che la sinistra avesse sbagliato troppo strategia per poter vincere.

Ma questo Berlusconi IV è veramente un governo di merda.
Al di là dei soliti noti, già ministri, che in fondo sono quel che sono (che si può dire a Tremonti o Maroni se non "non la penso così" ?) l'aspetto preoccupante sta nella nube dei ministri per così dire di secondo piano.
Con l'eccezione di un certo Alfano, avvocato agrigentino. Sconosciuto, 37 anni, ministro della Giustizia. Un avvocato appunto, regalo alla Sicilia che lui ha difeso in tutti questi anni. Fate voi.
Scajola: ministro dello sviluppo economico, lo stesso ministro dell'Interno che governava i poliziotti del g8 di Genova, lo stesso per cui Marco Biagi era un "rompicoglioni" (gli tolse la scorta) e che si dimette per questo e poi...torna ministro. («Non fatemi parlare. Figura centrale Biagi? Fatevi dire da Maroni se era una figura centrale: era un rompicoglioni che voleva il rinnovo del contratto di consulenza. »).
Ah, la sua carriera politica comincia nel 1980 come sindaco di Imperia; costretto a dimettersi dopo pochi mesi per un'inchiesta di concussione, avendo favorito un appalto in cambio di favori. Un grande, insomma. Uno che in Svezia perderebbe anche i diritti politici da noi fa il ministro.
Che dire poi di Sandro Bondi: quello che inviò alle famiglie italiane (a nostre spese) il messale illustrato di Berlusconi, di cui è portavoce. Un portavoce del primo ministro come ministro dei Beni Culturali. Come nel Fascismo, la cultura è la "propaganda" ovvero l'"acculturazione". Non che ci sia più bisogno di convincere nessuno che Fini è buono, che Berlusconi è onesto o che Bossi è un santo. Di questo siamo già convinti tutti, dopo anni e anni di menzogne.
L'avvocato Gelmini, altra segretaria di Berlusconi è ministro dell'Istruzione. Come dire, l'Istruzione: che ?
Ministro della "semplificazione" è il caro Calderoli, uno che ci ha solo sempre immancabilmente COMPLICATO la vita, quando per poco non ci fa invadere dai libici, che ogni volta che apre bocca, nel suo italiano precoce, diciamo, sta per combinare qualche guaio. Semplificherà. Libici terroristi, romene prostitute, a cagare tutti, finito, ciao.
Ministro del welfare ? Un amico di Berlusconi, senza alcun incarico precedente. Ex PSI.
Non proseguiamo. Ho letto alcuni nomi di viceministri. Fra questi quel Guido Possa che vendeva scope porta a porta con il giovane Silvio, almeno 50 anni fa. Perchè Berlusconi non dimentica mai un suo amico, solo non gli chiede molte referenze per diventarlo. Datevi un'occhiata alla voce su di lui su wikipedia. C'è da rabbrividire.

Lo scandalo è nella sinistra. Incapace di rinnovarsi, immobile.
Ma chiunque abbia votato per questo governo si devo solo vergognare.
Lo scandalo vero è a destra. Una destra illiberale, contraddizione in termini, repressiva, ignorante.
Tutto questo mentre la tv trasmette (rai tre) un documentario sulla vita e la morte di Peppino Impastato, assassinato 30 anni fa, e sembra ieri, morto per nulla.

02 maggio, 2008

La cognizione del dolore.


Baustelle, che classe.
E' significativo che questo post 1 Maggio, per me svegliante all'alba per operai in casa, risuoni nelle note acide di un gruppo non sfacciatamente politico. E quindi più politico. Certo Ascanio Celestini ha contribuito con la consueta arguzia. Ma tutto quello ska contro Berlusconi che li ha preceduti a me sembrava vagasse nel vento.

"...siamo scrittori in crisi a Beverly Hills
e siamo John Cassavetes
siamo i dentisti di Los Angeles
ed adoriamo il potere come te
prepariamo le aragoste per chi viene a colazione
prepariamo piani misteriosi
appena ne cogliamo l’occasione
la logica spietata del profitto
o chissà cosa, ci fa figli
dell’Impero Culturale Occidentale
- meno male che qualcuno
o che qualcosa ci punisce
arriva un investigatore
ci deduce l’anima
la nostra cognizione del dolore illumina."

(Baustelle - "Colombo")