
Un fruttivendolo a Montevideo, Uruguay.
Avevo 13 anni forse, mia cugina venne ad abitare da noi perchè frequentava l'Accademia d'Arte Drammatica, a Roma - lei di Mantova. Mi porta una cassetta (audio, una volta c'erano le cassette...) con il famoso concerto dei "Tre Tenori", che lei non ascoltava. Divenne mia. La ascoltavo tutto il giorno. Arie famose. Luciano Pavarotti.
Poi quando Big Luciano decise di sposare la "ragazzina", la stessa che piange ora con la bimba in braccio al funerale, lacrime sincerissime - diverse da quelle dei presunti innocenti di cronaca - la mia famiglia lo additò come un immorale, come se non fosse diritto di chi vive e muore, così presto, vivere e fare esperienza della felicità.
Infine i concerti con le rockstar, qualcuno diceva per accontentare la giovane moglie - ma lei mi sa che preferiva Schumann. Io li guardavo sempre. Erano kitsch ma anche sinceri, come sincero può essere un modenese, l'unico vicino di casa, a Mantova, che si guardi con simpatia e con traslucida affinità.
Ora non so perchè questa tristezza, perchè.
Nessun commento:
Posta un commento