Lindos appare dietro una rupe, l'Acropoli a dominarla e in basso una corte di case bianche ordinate che presidiano una baia piacevole colma di ombrelloni in fila. Un turismo perfetto, fra le viuzze commerciali. Nessun serbatoio a rovinare i tetti ed una baia che soprattutto quando si è praticamente soli, verso le otto di sera rivela tutto il suo fascino, tra il cielo che va dall'azzurro al lilla e le rocce che si fanno color argento poi piombo prima di cadere nel buio. Lindos è località alla moda. Molti inglesi. Pubs, ristoranti. Sempre un po' troppo per chi crede che la pace abbia fascino. Ma tutto sommato piacevole.
Poi arriva lui. Il grande caldo. Quello che non ti dà tregua. Che ti attanaglia. Sopra i quaranta gradi. A Lindos dicono che è così. La sera, nelle belle terrazze in cui i ristoranti ti accolgono, ci sono trenta gradi. Ti accontenti. Ma è lo stomaco a bloccarsi. Anche la bellissima Acropoli che sovrasta la città diventa inaccessibile per il calore. La visiteremo in chiusura, gratuitamente - anche questo è la Grecia - e ci rivelerà il fascino della sua grandezza e della sua posizione.
Il grande caldo. Il Generale Estate. Il giorno successivo decidiamo di andare per montagne. Rodi ha vette medie e qualche strada segnalata promette fresco. La strada per Profitis Elias è molto bella, si apre a piccole chiese antiche con affreschi e il sito di Nympheas con i suoi sentieri è un luogo nascosto quanto affascinante. Poi il paesotto di Embonas e di lì giù al mare. Tra Mandriko e Kamiros non ci sono spiagge, ovvero sfruttamento. Non che il mare non si apra ai viandanti, lo fa e lo fa magicamente. Un sottile lembo di sassi bianchi. Pochi alberi lo introducono. Fermarsi a vedere il colore del mare, la minuscola barca a vela i pochi bagnanti poveri, forse del paese vicino. La meraviglia, semplice, era lì, dove non la si aspetta. Non so perchè ma il suono delle mie lacrime si unisce a quello del mare, alto, stizzito dal vento ma non troppo, tanto da permettere di entrarvi. Un mare di nessuno, lo stesso che Ulisse navigava. Una piccola barca veleggia, una signora bianca - Nausicaa adulta, o Penelope ? - legge l'Odissea vicino a me. Sono passati migliaia di anni e l'uomo é molto peggiorato se desidera i grattacieli di Afandou o le trappole per turisti di Lindos città dei nuovi Proci. Questo mare di Nessuno, a cui fanno da spalla le bianche rocce, fresco di vento, vorrei fosse mio.
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