
La lettera che cade e i tempi giusti, i micromovimenti del Naranjo, la serie di voleos dei Cosos de al Lao. Nella torbida notte assonnata il desiderio coreografico di raddrizzare il cerchio, di srotolare le linee curve di un giro nel volants della gamba che si avvolge in Che Bandoneon. E la gravità tolta della vocale lunga. Il Ventarron in fuori nella nuova veste a pennello. E poi l'aggressione dell'onomatopo Yum-ba, l'eleganza divertita dell'ennesima nuovissima Cumparsita, il battito del Recodo e la pigrizia risvegliata di Zitarrosa.
Tutte queste immagini, parole, metafore mentre la tv rimanda il suono di In the Mood for Love, dove l'impossibilità è arte. Dove lo scambio di ruoli, vita non vita, è poesia pericolosa. Dove la pietra raccoglie il segreto, come l'amuleto.
Volevo lasciarmi alle spalle il cinema, mi ha preso per il bavero e rigettato dentro.
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