L’ultimo segno di civiltà lo dà il tassista, gentile, a tariffa bloccata, senza costi per bagagli, puntualissimo alla prenotazione. Per un viaggio che comincia alle quattro del mattino, orari impossibili di coincidenza. La Svezia è un paese libero, concorrenziale, ma anche civile: qui i gay camminano per mano, le famiglie che hanno un bambino hanno un anno di diritto di pausa dal lavoro, retribuita, sia padre che madre. Per ogni donna che vedi ce n’è almeno un’altra o incinta o con un passeggino. In Italia i tassisti sbraitano e poi ti fregano, e al governo mandiamo i finti liberali, quelli che si aggiustano i processi e che tuonano assieme alla chiesa. Verrebbe voglia di non tornare, se non fosse per il freddo; qui in inverno il mare ghiaccia e tutti vanno a pattinare. Perchè lo svedese si diverte. Beve, ma poi ride. Noi di corsa di notte per paura di qualche passante, poi ci giriamo ed è una ragazza di forse diciott’anni che torna a casa, sola. Nella strada che mi accompagna all’aeroporto gli abeti sono milioni, fra rocce e laghi. Non c’è anima viva, sembra un pianeta appena colonizzato, da scoprire. Da cui forse imparare, se solo ne avessimo l’umiltà. Le fattorie sono rade, qualche mucca, di contrasto all’urbanizzazione di Stoccolma, ordinata ma densa. Tanto che il mare appare fra i palazzi, fra quelli nobili ottocenteschi della City, come sbocco; o fra gli imponenti ed antichi palazzi di Gamla Stan, il centro antico, fronte a Skeppshölm o a Dürgarden, centri di cultura, fra musei e verde. Si mangia bene, le loro cose sono buone, è una cucina in fondo povera, fatta delle cose che si trovano qui. A volte elaborata, con influenza di qualche giovane che trasmigra e torna. Perchè qui si torna, si è non fieri ma contenti, di essere svedesi. In tanto ordine naturale la fierezza si dimostra inutile.
E quando il sole ritorna, dopo pochissime ore di buio, riapre i colori di una capitale in preda alla sua bellezza. Stoccolma, l'altra Europa.
5 commenti:
NORD
Bello il post, soprattutto perché mi hai fatto venire alla mente di quando sono stato in Danimarca, non più di 2 anni fa. Molto di quello che descrivi richiama ricordi di luoghi alteri, dalle proporzioni esatte, spazi pieni di spazio. Quando passeggiavo per le strade di Copenaghen la sensazione che ne ricevevo era di serenità, lo stress era quanto di più lontano ci potesse essere. Forse era un caso, forse dipendeva dal fatto che ero in vacanza, forse no. Anche i colori non avevano quelle tonalità calde ed impegnative delle nostre latitudini. Quando parli di civiltà, ti riferisci ad un attitudine al rispetto di ciò che sta al di fuori della sfera individuale (famiglia, lavoro, casa, ...) che noi forse antropologicamente non possediamo. Non voglio banalizzare e scadere nel qualunquismo, ma quando si passeggiava lì, forse l'unico fastidio proveniva dalla pioggia (almeno per un italiano come me, dato che loro sembravano non accorgersene). Quando voi uscite di casa, avete mai fatto la lista delle cose che vi urtano e di cui fareste volentieri a meno, pur armati di tutta la pazienza e la tolleranza possibile ?
OL
TRAGICA SCOPERTA
Stavo giringirando con la mia mente, senza nessun pensiero in particolare, quando mi sono accorto tragicamente che non ballo dal 29 giugno (c'è stato il trasloco in mezzo, però in effetti è un pò troppo): sono stato assalito dalle vertigini e mi stava prendendo un colpo!!!
Meno male che stasera c'è l'Amusement!
Meno male che domenica incomincia il TangoLab!
OL
LA VELINA
Di ritorno dal TangoLab, mentre fingo di predispormi a lavorare, zompettando svogliatamente su internet, all'improvviso vengo colto da un'idea: cerco su Google ... me stesso. E scopro di essere ... un calciatore!!! Ecco il link:
http://pacanese.splinder.com/archive/2007-01
Siccome mi crogiolo piacevolmente in questa situazione di inaspettato status da superstar, vi riporto l'articolo:
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PACANESE SU LAZZIZZERA!
In vista del prossimo test di ricognizione di venerdì 12 gennaio
la Pacanese si butta sul mercato,e precisamente punta a
rinforzare la difesa. Il nome che si è fatto è Lazzizzera,che ultimamente
abbiamo visto in campo a fianco dei gialloneri.
La società non smentisce la trattativa,che si è resa facile grazie
all'amicizia di Lazzizzera con Salvemini,un'altro ritorno importante.
Il forte difensore offensivo è quindi vicino alla firma, e nel prossimo
match dovrebbe essere già in campo...
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Cosa che, aggiungo io, avviene (controllate voi stessi al link sopra): come da pronostico, nel successivo incontro, tra i titolari in campo è presente ... Onofrio Lazzizzera. Con pesanti responsabilità circa la sua capacità risolutiva del match.
Ora ... lasciamo perdere il fatto che il nostro asso sia il fuoriclasse di una squadra che si chiama F.C. Pacanese (o Nuova Molfetta UTD), il fatto è che la cosa mi stuzzica. Incominciano a fermentare nella mia testa visioni di eventi celebrativi in mio onore (tutte al rallenty, come si conviene per le manifestazioni con le quali si sollevano i veri eroi all'olimpo della imperitura fama sportiva, con annesse colonne sonore in inglese). Ma vado oltre, mi figuro un dialogo tra me e la velina di turno, logico complemento di quelle incarnazioni di semidei che sono i calciatori (me compreso).
ME (la osservo, non propriamente sul viso): Ciao
(Dietro il bancone, si tratta di una barista, lava le tazzine e i cucchiaini, procace, soda, come vogliono i canoni delle riviste più vogue del momento. I due si conoscono, lei fa finta di essere infastidita, ma non lo è)
VELINA: Che vuoi ?
ME: Niente, passavo (si gira, le dà le spalle, si rigira, e questa volta il suo sguardo la sorvola, come se quello che sta per dire fosse eccessivo per lei). Domenica gioco io così forse vincete.
VELINA (non gliene frega niente): Speriamo. Allora, il signorino prende qualcosa ? (il tono è falsamente deferente).
ME: Sono in ritardo per l'allenamento ... un caffè. (Lei incomincia a preparare la macchina) Veloce!
VELINA: Giovanotto ... che io qui sto a lavorare (diploma di terza media con Cepu, non ha avuto tempo di approfondire le figure retoriche). Se ti va bene, aspetti, sennò te ne vai.
ME (si sforza di parlare in italiano, ma l'anima del discorso è sempre più in molfettese): Mè, mò non ti arrabbiare, chè io stavo a scherzare, Però vado di fretta lo stesso, chè fuori il Porsche l'ho lasciato acceso. Mò tu più ti stai ed io più benzina consumo. E' vero che la Pacanese mi ha pagato 800mila euro, però se incominciamo a sprecare i soldi così, quelli subito finiscono. Già mò devo pagare 300mila euro per l'attico. Mò mò me lo sono comprato.
VELINA (i suoi occhi brillano a tutti quegli zeri): Ah ... hai capito? Stai ricco, eh ?
ME: Che vuoi ... quello, quando uno è bravo ... come me ... sì capsciut ? (intercalare dialettale, significa: hai capito), i soldi vengono.
VELINA (tirandosi indietro la camicetta, per farla sembrare più attillata e far risaltare i capezzoli): Lo sai che io mò devo fare un concorso di bellezza ? (Fare sta per partecipare a)
ME (irriverente): E che tu bella sei ?
VELINA (tempestiva, piccata): Ha parlat Alen Delòn! (Non conosce il francese)
ME: Mè, che io stavo a scherzare. (Improvvisamente ammiccante): che fai stasera ?
VELINA (recisa): E a te che te ne frega ? Non sono cose tue !
ME: Mè, mò non fare la preziosa! (Insistente, quasi sottovoce) Allòr, ce fè stasèr ?
VELINA: Devo uscire con il mio ragazzo!
ME: Ma se mò mi avevano detto che vi siete lasciati?!
VELINA: Non ci siamo lasciati, siamo un pò sulle sue! (il significato è chiaro, anche se la forma è impropria)
ME: A me, così avevano detto. Lo sai che mi hanno invitato a fare la giuria ad un concorso di bellezza. Vuoi vedere che è lo stesso tuo ?
VELINA (incomincia a mangiare la foglia): Che ne sai tu?
ME: E' così, senti a me!
VELINA (cambio di strategia: sul suo viso si disegna un piccolo sorriso ammiccante): Ma! Sarà ?!
ME (va per le spicce): Vuoi venire a vedere un film a casa mia, stasera ? Tanto tu e lui state sulle sue! Che poi mi hanno detto, che ieri stava al Corso con la sorella di Susi.
VELINA (diventa rossa in viso): Seee! Sò chiacchier
ME (insistente, presagisce la vittoria): A che ora finisci qua ?
(Entra un omone)
OMONE: c'è una Panda da spostare qui fuori! Sta in doppia fila!
ME (ormai è fatta): Devo correre all'allenamento! (Non fa in tempo a bere il caffè) Chè stasera parliamo pure del concorso.
VELINA: Finisco alle 7 qui.
ME (un istante prima di uscire): Alle 7 e mezza sono a casa tua! Ciao
VELINA: Vabbè. Ciao
Sipario
OL
onofrio, sei un mito.
...sarano gli effetti di tre giorni con la Codega?
LA STANGATA
E' la catastrofe! Sono definitivamente rovinato! Per colpa dell'opinabile iniziativa del sindaco (leghista) di Verona, devo sborsare una cifra enorme alla PA. Il motivo? Ridicolo e tragico al tempo stesso: il capo di imputazione, ricorrente nelle numerose contravvenzioni che mi sono state recapitate (anzi che sono state recapitate ai miei in Puglia, dato che conservo lì la mia residenza - duplice tragedia), è di essermi intrattenuto con le passeggiatrici della sera nel ... merdosissimo ... comune di Verona!!!
Animato da alti propositi, avevo trovato diverse seguaci della teoria nitchiana del superuomo, disponibili a verificarla nella pratica (a ragione aggiungo io) con me. Ora diverse ed infamanti prove filmate sono state utilizzate, del tutto fuori contesto, per dimostrare che ho attentato alla pubblica decenza.
L'equazione sulla quale si attesta la demente posizione della giunta leghista è che praticare la filosofia di notte ... si pone alla stessa stregua degli atti di libidine!
E' la fine! E' la fine di tutti gli ideali in cui abbiamo fermamente creduto!
Sindaco Tosi, tu hai seriamente minato alle basi del mio quieto vivere, ma c'è un'effetto più deleterio che la tua condotta nichilista determina: stai erodendo il basamento sul quale poggia l'edificio sociale stesso: la cultura.
Che tu possa fermarti in tempo, prima che sia troppo tardi ed il relativismo disumanizzante (ah ... Ratzinger, quanto avevi ragione!!!) ci inghiotta tutti.
OL
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