02 febbraio, 2007

Non imparare i nomi dei fiori.


A Spoleto lo chiamavano il Duca, il nuovo duca di questa storica cittadina, ma anche un capo dal potere assoluto.
Ma è facile replicare che il Festival ha ospitato nella sua storia le provocazioni di Allen Ginsberg e le fredde dilatazioni di Bob Wilson, gli esoterismi poveri di Grotowski come il fuoco flamenco di Antonio Gades, ha battezzato il mitico "Orlando furioso" di Luca Ronconi e l'ormai storica "Gatta Cenerentola" di Roberto De Simone: la lista di personaggi e titoli sarebbe ancora lunghissima e comunque importante per la cultura italiana.

"Faccio notizia perchè sono vecchio. Mi sono accorto che sto finalmente diventando famoso anche nel mio paese, ma purtroppo non per la mia musica e il lavoro di una vita, ma semplicemente perché compio 90 anni e tutti mi cercano, intervistano, mi chiedono il segreto per invecchiare a questo modo", esclamava ironico, ma con una punta di rammarico, il 7 luglio del 2001, giorno delle sue novanta candeline. Per l'occasione si disse disposto a rivelare tre segreti: "Primo, mai imparare date a memoria, specie quelle storiche, io non so quella della scoperta dell'America, ma conosco benissimo l'America, che è molto più importante; secondo, amare molto i fiori, i loro profumi e colori, ma non imparare mai i loro nomi: si invecchia immediatamente; terzo, mai chiamare il medico, se non in casi estremi di vera necessità".

Parlando della sua vita si definiva "metà credente e un po' peccatore e scettico", quasi in contrasto con la sua devozione, innanzitutto per Padre Pio, che invocava anche per salvare dalla pioggia qualche serata del Festival. C'è chi gli chiedeva, ricordando la longevità di tanti compositori e esecutori, se non fosse stata la felicità di fare musica a rendergli più leggera e lunga la vita. Lui sorrideva e non negava. Da qualche anno girava col bastone, spiegando con ironia che, al contrario di quand'era giovane, ormai gli funzionava bene la parte superiore del corpo e molto meno quella inferiore.

Del resto quello con Spoleto è sempre stato un amore-odio, una passione che lo conquistava ogni volta e assieme "quell'errore fondamentale della sua vita", come ripeteva a ogni inaugurazione, perchè, secondo lui, quella comunità non ha mai mostrato di apprezzare davvero il suo lavoro.

Non è riuscito a vedere l'edizione numero cinquanta di quel Festival di Spoleto al quale aveva dedicato una vita, che aveva ideato e curato per decenni: all'età di 95 è scomparso Giancarlo Menotti, celebre nel mondo per essere l'anima della manifestazione ma in realtà, e prima di tutto, grande compositore.

Ciao maestro Menotti, il tuo nome lo sentivo da piccolo, mi dispiace che non ci sei più, dovevi campare duecento anni almeno.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Ci mancavi...finalmente!
Grazie di essere tornato a scrivere.
Mimma

Unknown ha detto...

Non conoscevo Menotti! Stando a quello che scrivi, la considero una mia lacuna (quante mancanze in una sola persona!).
I tre segreti del maestro, dei quali parli, sono bellissimi! Li condivido. Vorrei tanto metterli in pratica ma:

1) la mia predilezione per la secchionaggine sgobbona mi porta spesso a ricordare date di cui non so che farmene!

2) vorrei conoscere i nomi di tutti i fiori e le piante e gli alberi, per rendere molto più colorati e profumati e miei discorsi, ma il tempo è una cosa che mi manca in continuazione, forse sarà la mia rovina ...

3) per il medico: questo è forse il fatto più grave perchè ultimamente sono stato un pò (esageratamente forse) ipocondriaco e sono andato in ambulatorio più spesso di quanto effettivamente mi servisse. Ma sto già migliorando in questo.

Sicuramente il maestro Menotti ha vissuto meglio di tanta gente (e per chi è in vita non è troppo tardi per correggersi ...)

OL

susyfrog ha detto...

Bello rileggere Alex, finalmente, ci mancavano proprio "pezzi" come questo. Peccato che l'occasione (una grande scomparsa) sia triste.
Delle tre regole del Grande Menotti... mi appartengono la prima (mio malgrado, però: vorrei tanto ricordare le date, ma grazie al vecchio zio Alzhy le dimentico tutte) e l'ultima, sui medici.
La seconda non la condivido: imparare il nome di un fiore mi gratifica tantissimo, me lo fa sentire uno di famiglia. Anche per gli alberi: l'Atlante degli alberi ha dato inizio a un vero delirio.

Qualcuno va a ballare questo fine settimana?

Un abbraccio
Susyfrog

francesca ha detto...

ciao!
he sì... il nostro alex ci fa penare prima di scrivere!! ;)))

non conoscevo Menotti, pur avendo sangue umbro nelle vene... forse a dimostrazione della poca considerazione dell'opinione pubblica per questo personaggio!

susy... noi pensavamo di andare sabato alle fonderie... chi c'è???

dai dai... si organizza?
baci

fra :)

Anonimo ha detto...

Sabato tutti alle Fonderieeee!!!!!
Dudu'

Cristina Loizzo ha detto...

quindi stasera si boicotta il Salaria?

Cristina Loizzo ha detto...

Per riferirmi, invece, a quanto scritto da Alex, diceva Heinrich Heine che dove le parole finiscono inizia la musica.
E chi ce l'ha così tanto dentro, come Menotti, avrà sempre qualcosa da dire, anche stando in silenzio. Anche non stando più su questa terra.
Perchè "senza la musica, la vita sarebbe un errore" (Nietzsche)

susyfrog ha detto...

per me andrebbe bene sabato alle fonderie. Ci sentiamo per sms.
Baci
susy

Anonimo ha detto...

Primula, margherita, tulipano, orchidea, garofano, girasole, rosa, firdaliso, ciclamino, campanula....
Buon profumo