Utrecht, mattina. C'è il sole che asciuga l'umido. Siamo sempre sotto il livello del mare, dopotutto. Ma tutto è pulito. Non si sente un rumore. Ora stiamo per andare alle prove e poi a lezione.
La notte è passata in un giro turistico, quanto bastava per ammirare una torre del Duomo alta 115 metri e le viuzze sottostanti, i canali, come una piccola Venezia e le miriadi di locali, bellissimi, dove ovviamente ho assaggiato la smisurata varietà delle birre locali. Nei cosiddetti Coffeshops, ovvero i locali dove fumare marjuana - leggendo un'insegna Mimma ha chiesto, ci prendiamo un caffè ? - ci sono mi sembra, solo disperati e turisti. Qualche olandese fuma a casa, ma molti neanche bevono. I ristoranti sono di tutti i tipi, cinese, greco, italiano, spagnolo. A segno di una mescolanza di razze cheva ben oltre la prima migrazione dalle Antille - il cameriere che mi porta un Calvados in un bellissimo caffè(non shop) è la fotocopia di Gullit.
Ma sono le case a colpire l'immaginazione. Intanto sono meravigliose, alcune commoventi. Hanno tutte larghissime vetrate senza tende e chiedo, ma nessuno guarda dentro ? No, mi dicono, noi non guardiamo mai. Molte hanno un marchio di una specie di cooperativa. Mi spiegano che si tratta di una agenzia che recupera immobili sfitti, che per legge non possono essere sfitti per più di due anni, e li consegna ad attività artistiche, studi, sale prove, sale incisioni, semplici locali per artisti, pittori, scultori. Li affitti per pochissimo e meno stai meno paghi, ovvero vogliono la mobilità. Sono rapito. Voglio vivere qui, penso.
Perchè l'Olanda di Utrecht è profondamente borghese. Sono stati i primi borghesi della storia, forse, lo sono da seicento anni. Borghesi nel senso anche di favorire il privato, il singolo, l'artista come l'imprenditore. L'uno è sopra tutto. Ma non tutto tutto. Perchè c'è un ordine felice, mosso. Tutti sorridono. Le puttane chiudono le tende rosse e tutti camminano in strada come nulla fosse, semplicemente perchè qui ognuno fa come vuole ed è felice di questo. Le case sono il simbolo dell'individualità. Sono TUTTE diverse. Lo stile è quello, ok, anche le particolarità che prima dicevo delle finestre aperte. Ma la loro diversità rappresenta appieno la parcellizzazione della società. Una costellazione di individui. Mentre noi costruivamo chiese e Cappelle Sistine loro aveva Brueghel o i coniugi Arnolfini di Jan van Eyck. Rappresentazioni del privato. Ecco, il privato, questa è la dimensione inviolabile. Qui, nella terra di chi beve ridendo, dei canali, dei mulini accanto a palazzi di società e banche, della gentilezza e delle case di legno.
E' mattino inoltrato. Come un navigante avevo preventivato il sole, ieri notte guardando la luna, come Leopardi faceva tanti anni fa. Come lui sono borghese, per qualche giorno, aspetto gli applausi e mi preparo alla kermesse. Viva il capitale. Per tutti però.
a.c.
3 commenti:
buongiorno a tutti, son tornato wow...
quand'è che si tanga un pò?
un abbraccio a tutti
mass_man_rasta
ragazzi ho letto solo adesso quanto scritto dall'invertebrato che si firmava anonimo. come si dice? la madre dei cretini è sempre incinta? beh questo o questa è sicuramente il primogenito.
che coraggio però eh? porsi come difensore degli allievi maltrattati.....meno male che ci sei tu, finalmente potrai liberarci dal tiranno.......esultiamo tutti!!!!
grazie anonimo per tanta saggezza infusa in questo blog, grazie di cuore. fai bene a sfogarti qui e nasconderti, se fossi capace di cotanto ardire nella vita quotidiana credo non dureresti tanto.codardo/a
massimiliano
meglio noto come
mass_man-ecc.......
Ci sieteeeee? Silenzio.
Alex, se è tornato da Utrecht, sarà sicuramente impegnato a lucidare il gatto a nove code per la lezione di domani.
Onofrio ha rotto il telecomando e non riesce ad uscire dalla bat-caverna
Mimma ha finalmente capito cosa si vende nei coffeshops e quindi.... non è più tornata da Utrecht
ma tutti gli altri?
Un abbraccio
Susy_particelladisodio-frog
Posta un commento