Da più parti mi giunge indirettamente la sollecitazione ad esprimermi sulle cosiddette “Milonghe Popolari”. Evidentemente il mio parere al riguardo può far sentire le persone che a me si sentono legate come “autorizzate” a parteciparvi invece di parteciparvi con sensi di colpa nei miei confronti... In ogni caso mi sembra evidentemente più un problema delle persone e non mio. Tanto più che io non mi sono mai espresso a riguardo quindi non capisco su cosa si baserebbe il pensiero comune riguardo alla mia opinione !
In più non credo di dover controllare cosa fanno le persone del loro tempo, anzi questa cosa mi urta non poco. Questo lo fanno altre organizzazioni, non certo Meditango. Ho piacere solo che quando poi si organizza una cosa per la scuola gli allievi ci siano. Tutto qui.
Quando si parla di “Milonga Popolare” si sta usando una definizione in fondo ridondante. La Milonga, per sua natura, è popolare. Anche la più cara, che presenta un grande evento al suo interno costa al pubblico meno di altri eventi simili in settori differenti. Un concerto di Jazz in un Club, se aggiungi una birra, mediamente costa il doppio. Immagino poi che molte persone che non sono disposte a pagare per un ingresso in milonga magari poi spendano 100 euro per vedere Madonna allo stadio. Ma questo fa parte delle contraddizioni delle persone, ognuno ha le sue.
Non comprendo poi perchè io debba sostenere costi di gestione elevati, fare ricevute fiscali, pagare la Siae e altri soggetti invece no. Mio nonno era socialista, lavorava e pagava le tasse. Non era abbastanza popolare ?
Considero veramente popolare una milonga che abbia un prezzo commisurato alla proposta. In questo senso vedere Girotto con Milonga a 15 euro la trovo una proposta molto più popolare che andare in un centro occupato con le lampadine appese, senza spese di organizzazione e pagare tre euro. Tre euro per cosa ? E invece mi sembra prevalga l’idea che il “popolare” sia un criterio estetico. E’ popolare il posto non troppo curato, dove puoi bere la Moretti seduto su una panca. Fare del “popolare” una caratteristica estetica è un’operazione borghese. Spero si comprenda.
Sono dispiaciuto che si confonda la proposta di Meditango con quella, che ne so, del Barrio o simili. Molti gestori delle Milonghe di Roma provengono dalla destra “popolare”, che trovo sinceramente molto distante dalle mie origini e dalla mie convinzioni. Altri provengono da una destra nuova, forse peggiore, fatta di ipocrisia, favori e licenze facili. Mi colpisce che non si riesca spesso, da parte di alcuni, a cogliere la differenza tra Meditango e questo genere di organizzazioni. In giugno scorso, dopo una delle prove generali del Pad, moltissimi allievi hanno riempito Piazza Vittorio come milonga a cielo aperto e disertato un’altra in cui ero il dj. A parte la mancanza di rispetto - forse un piccolo “tributo” a chi aveva lavorato così tanto per gli allievi ci stava - l’organizzazione di Piazza Vittorio era di due neofascisti con i soldi di Alemanno. Questo evidentemente non ha inficiato il suo carattere “popolare”. Quindi popolare significa “gratis” ? Allora diamo il giusto nome alle cose. Non ho soldi e voglio seguire solo gli spettacoli, le proiezioni, le feste gratuite. Io sono d’accordo. Sono favorevole alle iniziative gratuite. Se ad Avignone il Comune promuove il concerto di Galliano gratis io sono in prima fila e ringrazio. Credo nella diffusione della cultura anche negli strati della popolazione che non hanno molte risorse. Ci mancherebbe. Ma che un’iniziativa sia gratuita non significa che non abbia dei costi. Che qualcuno ti offra un caffè non significa che non lo abbia pagato nessuno. Il Festival Meditango non è gratuito perchè io non voglio che a pagare le mie iniziative sia un sindaco, o un presidente di regione molto discutibili, con i quali non mi lega proprio nulla.
Amo la semplicità, aborro le milonghe incellophanate e piene di luccichini. Mi piacerebbe che la milonga fosse un posto dove la gente si incontra, che ha dei costi, d’altra parte se mangi una pizza o vai al cinema è gratis ? Un luogo dove incontrare l’amico o lo sconosciuto. Non credo, ecco, che la milonga debba assomigliare alla milonga di Buenos Aires. Anzi, non me ne frega proprio niente. Non ragiono con criteri di mercato. Cerco la qualità delle cose che faccio. E spero ingenuamente che questo sia l’unico criterio per cui la gente sceglie ciò che faccio. Alla qualità si risponde con la qualità. Se sei un bravo maestro dovresti essere preferito ad uno meno bravo, al di là dei criteri di opportunità.
Ma qui sta il punto: come può un gruppo, un’organizzazione catalizzare l’attenzione delle persone, catturare “clienti” se non sa fare proprio niente ? Un modo c’è: lo usano certi bambini, si diventa “amici” del bambino con più giocattoli. Poi, una volta intessute le relazioni, l’amico diventa inutile e lo si molla, con tutti i suoi giocattoli. Se non so fare niente e non ho niente per attirare le persone entro a casa altrui e propongo la stessa cosa solo che costa meno, mi faccio le mie relazioni su facebook, ballo con le principianti della scuola altrui e poi comincio a dire “beh, sì il maestro è bravo, solo che è un po’ stronzo”. E il gioco è fatto ! Connessione stabilita. Geniale. Già visto, ma geniale. Mi ricordo di uno dei ferventi luchador del tango stile libero, che ospitai a lezione per un periodo perchè non aveva soldi. Come vedete a volte sono stato popolare anch’io.
Il problema, mi sembra, non è quello che io penso delle Milonghe Popolari, ma quello che certi organizzatori delle Milonghe Popolari pensano di me ! Alle volte ho l’impressione che posso andare come maestro, che qualcuno mi dia il beneplacito. Insegna a ballare che poi dei tuoi allievi ce ne occupiamo ben bene noi... Tu dai il lavoro, noi il divertimento. A forza di dai e dai questa cosa funziona ! Le Milonghe Popolari sono amiche di Meditango, (dei suoi allievi soprattutto). Sono intelligenti e bravi, tendenzialmente di sinistra. Il tipo ideale. Le strategie non sono poi tanto diverse da altri ambiti o colori politici. I popolaristi quando sono in difficoltà poi ragionano esattamente come uomini di mercato, nè più nè meno. Pongono veti, stringono alleanze, spiano, diffondono voci. Se avessero tre reti televisive le userebbero per parlare di sè, esattamente come si fa... ultimamente. E cercano di rosicchiare consenso, di mettere in cattiva luce proprio coloro che gli sono più vicini, politicamente e culturalmente. Perchè le Brigate Rosse non uccisero Andreotti, ma Moro. Fecero fuori chi gli rubava la scena. E anche questo fu molto borghese.
Mi dispiace, io sono oltre. Sono avanti. Le beghe di cortile mi annoiano. Scopro le magagne prima di voi e stento ad abituarmici. Trovo strategie per contrastarle. Che poi è una sola: essere sempre al meglio di me stesso.
Abbiamo scritto, con Meditango, pagine importanti per questa città e questo Tango. Che è avanti, che si balla ovunque, per strada, sulle note di Capossela anche perchè proprio noi abbiamo aperto la strada a questo genere di emozioni e realizzazioni. E mi sa che chiedermi un parere sulle milonghe popolari non ha molto senso, che dite ? Forse non sono così eccessivo se chiedo un puro, semplice, umanissimo rispetto.