22 agosto, 2010

Samos


Ieri Ghibli non c'era porta che lo fermasse, lui soffiava e soffiava. La notte sembrava giorno. Oggi, alla pace di Limnionas, piccola baia chiamata anche das Ende der Welt, mi ritorna in mente il cameriere della Taverna Sophia, a Platanos, unico luogo a detta di alcuni al fresco in giornate anche torride. Si sale e scende per due strade differenti, entrambe segnate da vegetazione molto varia e da viti di uva di Samos, bassa, verde intensa, carica ora di uva da vendemmiare. Un tempo era l'uva più buona del mondo. Da Samos arrivava il vino per gli imperatori. Antonio e Cleopatra qui vennero in viaggio di nozze. E l'isola era e rimane gentile, non c'è un albero uguale all'altro, dicono qui. Perché Samos un tempo era terra unita all'Asia. Qui hanno ritrovato resti di tigri ed elefanti. Ora altre belve la invadono, anche se l'isola gentile in fondo non permette saccheggi, si mantiene ordinata e composta. Il cameriere, dicevo, parla uno stentato italiano. Ha gentilezza d'altri tempi. Cammina a stento. Il mangiare è buono, semplice ma saporito. All'ombra dei platani è fresco, ma oggi è una giornata clemente tutto sommato. Ieri la spiaggia di Limonakia era un forno alimentato da un vento bollente. La mattina ci eravamo svegliati immersi nella nebbia e la baia che introduce a Vathy era tutta una grande nuvola calda. Al Museo Archeologico, peraltro bellissimo, non c'è aria condizionata. Come in quei posti dove vai, muori di caldo e ti dicono "questo caldo è eccezionale". Il Kouros di Samos, statua imponente di 5 metri domina il tutto ed è segno della strapotenza samiota del tempo. I gioielli sono raffinatissimi. Così le iscrizioni, quasi miniature. Samos è isola fine, lo si vede dalle case. Non ha l'uniformità di altre isole ma ognuno sa farsi la casa con gusto. Il cameriere ci porta un caffè greco, le mie labbra hanno ancora ora della polvere di chi non ha la pazienza di attendere. Dicono che chi conosce l'italiano è perché  ha fatto la guerra. Non so se è così, ma a guardarlo bene questo signore dalle mani forti e dal sorriso sincero potrebbe in effetti avere novant'anni. Ci aspetta al varco del parcheggio per restituirci una guida dimenticata. Qui, all'ombra dei platani, al fresco, oggi è proprio un giorno fortunato.

1 commento:

Valerio Pellacci ha detto...

Bello ripercorrere Samos attraverso il tuo reportage.
E' come se ci fossi tornato, grazie..!