06 novembre, 2009

Il comunismo di Prada. Fenomenologia della paghetta.

Non riesco a sopprimere in me un fortissimo disappunto per quanto letto ieri sul sito di un'organizzazione che propone eventi gratuiti non solo per il puro piacere di farli, ma anche con un forte accento contro "la logica di mercato" degli altri concorrenti.
Mi colpisce il termine "logica". Ovvero, da bravi comunisti, azzerano il termine fino a farlo diventare non un "ragionamento cosciente", quanto una legge insopprimibile di cui tutti sono, saremmo schiavi. Ragioniamo da capitalisti, senza volerlo; solo loro sono scaltri e capiscono che il mondo deve cambiare e rifiutare questa logica.
Mi chiedo se annunciare programmaticamente la lotta dura contro il capitalismo tanghero non sia un criterio di mercato: in fondo più gente partecipa ad un'iniziativa meglio è. Mi viene in mente una Onlus di amici che fa eventi in sottoscrizione e poi invia a tutti i partecipanti il dettaglio delle spese, cosa c'hanno fatto di quei soldi, come li hanno spesi. Qui no. L'assenza di spese a monte giustifica non solo la gratuità, ma anche la lotta dura contro tutti quelli che, lavorando ed assumendosi spese, percepiscono un incasso.
L'appeal del gratuito colpisce tutti, anche persone insospettabili; forse colpisce più i ricchi, gli studenti fuori sede (ovvero i figli dei ricchi), che con la gratuità mescolata al pauperismo e alla lotta dura riescono a mondarsi delle colpe di un "capitalismo loro malgrado", lo stesso che faceva crescere i loro capelli e i loro piercing solo perchè il paparino non dava loro la paghetta. Il fascino del gratuito, già: non solo non pago, ma partecipo alla lotta. Solo che non posso pensare che la coppia con stivaletti di Prada che entra in milonga sia, o debba per forza essere convinta del comunismo trionfante. Anzi, quella arriva dopo una cena costosa, magari, perchè il lusso non lo si può certo proibire al di fuori della serra della milonga comunista. Il mondo non è cambiato nella direzione che loro auspicavano. Nè posso dire loro di togliersi le scarpette firmate: la milonga senza paura non ha uno stile deciso e definito. Se vai all'Hilton devi avere la cravatta. Loro, i capitalisti, sanno definire le regole. I criminali comunisti no, accettano tutto, purchè faccia presenza, purchè si possa dire, in un criterio molto profondamente capitalista, che la loro iniziativa "funziona", ha successo.
Mi chiedo, ma sono domande ovvie, perdonatele: se quello fosse il loro lavoro, se lo spazio avesse un costo, se la Siae tanto intenta a bersagliare i capitalisti si accanisse con loro, se non avessero tanti soldi da potersi permettere di perderne. Che accadrebbe ?
Circolava tempo fa una barzelletta che diceva: "qual è la differenza tra un terrorista che ammazza Marco Biagi e un ministro fascista che dice che era un rompicoglioni ? Fine della barzelletta". Mi ha sempre fatto ridere e la dedico ai nuovi compagni di merende, o di milonghe. Ma, vi prego, non vi impiccate al centro della sala con un sottofondo di Pugliese. Oppure fatelo pure: la differenza tra un suicidio ed un martirio sta solo in un buon ufficio stampa. Capitalista.

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