27 ottobre, 2009

B&B. Fenomenologia di Berlusconi e Bersani. 2° parte.

Quello che colpisce, all'ombra dell'ennesimo scandalo che ha come territorio preferenze e segreti sessuali, è la caratteristica roboante, esplosiva che ha la diffusione di queste notizie. Se si viene a sapere che questo o quel personaggio pubblico ha rubato in un supermercato la notizia è poco dirompente, altra cosa se lo sfondo è il sesso. In questo paghiamo uno scotto pesante, epocale, in quanto italiani. E' pur vero però che nella sessualità non esiste paradossalmente una salvaguardia privata. Per quale motivo infatti un Presidente che va a puttane (perchè di questo si tratta) o un altro che ha incontri segreti con transessuali dovrebbero essere cattivi Presidenti ? In che misura il comportamento privato delinea una personalità pubblica e la correttezza nell'esercizio del potere ? Paradossalmente se Marrazzo fosse appena uscito da uno scandalo di tangenti, la sua avventura maldestra gli gioverebbe, per affossare la precedente.
Così è successo per Berlusconi. I suoi vizi privati hanno fatto passare in secondo piano i suoi pubblici vizi. Il giudizio dell'opinione pubblica si è costruita attraverso la negazione della verità. Non della verità del contenuto - come a dire, non è vero che c'erano festini a Palazzo Grazioli, ma della verità del rapporto tra il privato ed il pubblico. Nella vicenda della ragazza napoletana "preferita" Noemi ecc. quello che è emerso era una verità sbandierata assieme alla sottolineatura del suo carattere privato, che non inficiava assolutamente il ruolo pubblico del Presidente. Poco conta che il padre della ragazza si ritrovasse, dopo pochi giorni, assolto da una trentina di accuse all'interno di uno scandalo edilizio nella periferia di Napoli. Nessuno cercherà mai un nesso tra le due vicende. I detrattori di Berlusconi sono pigri, o meglio sfiduciati, si infrange, la loro volontà di giustizia, contro un muro solido, che sa bene come costruire concetti forti e a prova di bomba.
Se un ruolo ha il pensiero è quello di intrufolarsi. Di mettersi al pari con i concetti altrui per sollevarne le incongruenze. Il fatto è: io presidente ho rapporti "speciali" con una ragazza di 18 anni, che ha molte velleità, non ultima quella "artistica". La sua famiglia è molto importante, ma solo nel sottobosco degli affari locali. Un pizzico di provincialismo è d'obbligo. La ragazza conosce il presidente, sa che ci sono "convegni" non di streghe ma di belle donne in quel di Roma...costruisce con lui un rapporto privilegiato. Il padre poi ci mette del suo: ha pendenze irrisolte che spera evaporino, con l'opera saggia di qualche avvocato scaltro, che peraltro non può personalmente pagare. La storia tiene. E' la verità ? Perchè, esiste la verità ? O meglio, ha un ruolo nel condizionare gli eventi ?
Le considerazioni generali poi volgono verso un punto, come dire, "esterno" alle vicende. In fondo interessa poco se un uomo politico si faccia quella o quell'altra avventura. Ma la ripercussione in termini morali è devastante. Un uomo politico è "eletto", scelto -ovvero, in una democrazia rappresentativa, è colui che ottiene consenso e lo esercita, senza vincolo, per un tempo concessogli dalla legge. Il suo ruolo di "punto di riferimento" è innegabile. Tutto quello che fa una personalità in vista è appunto "in vista", cioè fatto oggetto di analisi e perchè no, di emulazione. Quanti negli anni '50 avevano il ciuffo di Presley ? Che Elvis lo portasse implicava che fosse una cosa buona, che fosse un modo privilegiato di un uomo privilegiato per stare all'interno di una società. L'emulazione non procede sempre consapevolmente, proprio perchè il comportamento di una persona in vista agisce in modo inconsapevole su tutti. Il comportamento diviene un metro di giudizio. Possiamo non andare a pagare 5000 euro ad un trans di nome Natalie, pur tuttavia quel comportamento diventa giustificato, in qualche modo. Lo è anche nell'inconscio di chi si scandalizza. Non possiamo pensare che quando gli ultimi imperatori romani si davano alla pazza gioia smodata non ci fosse nessuno che si scandalizzasse. Che tali comportamenti divenissero "normali" era un processo che andava al di là della collera, del biasimo.
Berlusconi ha "legalizzato" un certo tipo di comportamento. Non a favore dei suoi pari grado o quasi, che cadono sotto il peso della coscienza. Ma a favore dell'inconscio collettivo che, perlomeno, non richiederà più garanzie a chi è eletto, ne chiederà sempre meno, portato come sarà a fare dei festini il metro di giudizio.
Solo in questi termini, io credo, si possa parlare, molto amaramente, di una rilevanza "morale" della questione.

1 commento:

kleineaple ha detto...

Il pezzo di Franco Battiato, "Inneres Auge" (Sguardo interiore), in proposito, è illuminante.

Come un branco di lupi che scende dagli altipiani ululando
o uno sciame di api accanite divoratrici di petali odoranti
precipitano roteando come massi da altissimi monti in rovina.
Uno dice che male c'è a organizzare feste private
con delle belle ragazze per allietare Primari e Servitori dello Stato?
Non ci siamo capiti
e perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti?
Che cosa possono le Leggi dove regna soltanto il denaro?
La Giustizia non è altro che una pubblica merce...
di cosa vivrebbero ciarlatani e truffatori
se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente.
La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Con le palpebre chiuse s'intravede un chiarore
che con il tempo e ci vuole pazienza,
si apre allo sguardo interiore: Inneres Auge, Das Innere Auge
La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Ma quando ritorno in me, sulla mia via,
a leggere e studiare, ascoltando i grandi del passato...
mi basta una sonata di Corelli, perchè mi meravigli del Creato!