Vado oltre. Non mi interessa il personaggio Berlusconi, e quindi tantomeno le sue vicende private. Trovo molto pesante lèggere di divorzi o corna minori sulle testate e su tabloid. Ma di certo non posso non fare alcune considerazioni.
Veronica, attrice, Veronica che con la figlia va a vedere più volte Benigni (che ironizza sul marito), Veronica affascinata da Cacciari, Veronica che scrive su quotidiani di moderata sinistra. E' ovvio che avesse a suo tempo la speranza - condivisa da molti italiani gabbati - che il marito fosse una sorta di nuovo personaggio della politica, uno che sfrondasse le maglie della vetusta repubblica conducendo un paese nuovo, meno ideologizzato, più libero e moderno.
La visione politica di Berlusconi non solo non è moderna, ma non è neanche antica, magari lo fosse. E' semplicemente il Nulla. Le ideologie: chi si affanna a distruggerle ne monta per forza di nuove, solo più scadenti e vuote. Berlusconi non alleggerisce il mercato, non porta novità. Contratti, salari, pace sociale: parole bandite, preso com'è non certo dalle minorenni, ma dall'ansia di avere più potere - mediatico - dei suoi illustri alter ego, Bossi e Fini, che hanno molto più talento politico di lui. E per questo la sua politica è solo l'attenzione per il controllo del consenso. Non attraverso l'azione politica, ma attraverso la gestione del messaggio. Non c'è nulla che gli sfugga, nulla che possa deporre a suo sfavore.
Per questo anche questo divorzio, che lui abilmente saprà rivoltare come azione indegna di una moglie infedele e sfacciata, arriva proprio ora. In un momento di difficoltà politica evidentissima. Con la sparata sul referendum, con i dissapori con la Lega, con l'evidente sudditanza politica nei confronti di Fini, che lo sopravanza politicamente di gran lunga.
Il divorzio programmato. Berlusconi ne uscirà fuori più forte, e gli italiani dimenticheranno le sue difficoltà ed inadempienze.
Nessun commento:
Posta un commento