29 marzo, 2008

Pensieri e parole

E' notizia di oggi l'iscrizione nel registro degli indagati del ex-capo della Polizia Gianni de Gennaro. Ex perchè al momento del massacro di Bolzaneto lo era, capo, ma ad oggi si è dimesso, per ricoprire la carica di "capo" dell'emergenza rifiuti in Campania.
Pare che lì qualcosa sia migliorato. Forse perchè peggio non poteva andare.
Oltre lui sono inquisiti Enrico Colucci, ex capo della Polizia di Genova, ora PROMOSSO questore e Spartaco Mortola (un nome da "Noir"), funzionario che, intercettato, cercò di far passare per vera la famosa "questione delle false bombe molotov" messa in piedi per incastrare i poveri cristi che non avevano prprio fatto un bel niente.

Il problema, premetto, mi fa veramente schifo.

Perchè De Gennaro viene accusato di "avere indotto alla falsa testimonianza", un reato assolutamente prescrivibile in quattro e quattr'otto. Per Colucci il reato è falsa testimonianza.
Ma nell'Azienda Italia commettere reati significa fare carriera. Ne sa qualcosa il nostro prossimo Presidente del Consiglio, uscito più o meno indenne da decine di processi corrotti, spostati, annullati, prescritti.
Colucci deve andare in galera. Non: fare il prefetto.
De Gennaro deve sparire. Che vada in pensione: ha i capelli bianchi da quando sono piccolo. E onorare così la memoria di tutti i suoi predecessori, Masone, Coronas: eroi di uno Stato che in fondo era Stato, quando arrestava Brusca o istituiva il sindacato di Polizia.

Al telefono, se fossi capo della Polizia, mi MANGEREI il capo della Digos genovese; intercettato, De Gennaro invece lo incita a "passare oltre, a non fare casino".

Mi fa ribrezzo.


A Susanna: Veltroni ha chiesto di ISTITUIRE una commissione d'inchiesta su Bolzaneto. Semmai la responsabilità di non averla voluta va fatta cadere su Prodi. La SInistra Arcobaleno non è fatta di "peracottari", ma di gente che non ha, al momento, gli strumenti per comprendere le trasformazioni della nostra società. Ho simpatia per chi occupa, protesta, per le liste trans, gay, buddiste. Ma non sono trans, nè gay nè buddista. La Sinistra per prima dovrebbe farsi rappresentare da persone "rappresentanti". Non confondiamo la simpatia con l'efficacia politica.

A Jack: non votare è un atto di inciviltà. Scusami, ti prego, non volermene. Le tue digressioni sono toccanti, bellissima quella sulla morte e la società, sulle processioni funebri. Ma la nostra responsabilità individuale prende forma DENTRO un contesto politico, dentro un corpo di leggi e regole che solo la politica, ed il nostro voto possono modificare, integrare, stravolgere o supportare.

A tutti, buon inizio di Lab. A fra pochissimo. Sarà molto molto bello, ne sono sicuro.

a.

3 commenti:

Unknown ha detto...

W IL PAD#6

Si, evviva, come è bello quando gli eventi piacevoli e grandiosi ritornano, con quella sensazione confortante di deja-vu, ma anche di "non avete ancora visto nulla". Già mi immagino la febbre che incomincia a montare dentro tutti. Inutile dire che verrò ad assistere allo spettacolo.
Sapete che anche io sto facendo le prove di uno spettacolo ?
Siccome le lezioni di tango che seguo sono tenute all'interno di una scuola di danza classica, sono stato trascinato da Andrea Francescon, che è il maestro di Veneto Balletto, all'interno di un pezzo di tango-non tango, dove il tango è occhieggiato, un pò anche parodiato. Così il 10 aprile mi esibirò in questo spettacolo: la cosa mi diverte perchè c'è una specie di corteggiamento in scena, fatto di ammiccamenti ed inviti espliciti, con le rispettive partner, con sottofondo di cumparsita. Per fortuna non devo mettere la calzamaglia e non devo camminare sulle punte.
Detto questo, il tango continua a scorrere copioso nelle mie vene e questo è un bene.

Alex, cosa dire? Razionalmente io parlerei con le tue parole, non ho mai saltato un voto ... e un pò me ne vanto. La politica è stata ... è una passione grande. Però devo ammettere di essere in crisi, in questo momento. La mia appartenenza politica credo sia chiara ... sono uno dei pochi che non si vergognano del comunismo, non è stato un male, in quell'area di pensiero si trovano ancora ottimi spunti per il presente. Non c'è spazio qui per un dibattito sui regimi, dirò solo che ho speso le mie migliori ore di studio su Marx, su Mao, su Gramsci, sul Che. Soprattutto volevo capire. Fermo restando il rispetto per le minoranze ed il diritto per tutti di scegliersi la propria rappresentanza, con il passare del tempo mi sono convinto sempre più che la politica ha bisogno della concretezza, della volontà realistica di incidere sul corso delle cose ... del compromesso, o se vogliamo usare un termine più appealing, della mediazione. Meglio riuscire ad avanzare di un centimetro oggi che aspettare in un improbabile domani di poter compiere un balzo chilometrico per toccare i propri obiettivi.
La mia crisi politica è personale: ho riposto delle speranze nel precedente governo, mi sono illuso che forse, faticosamente, la barra del timone poteva essere raddrizzata. Ma più di una volta, quella che sarebbe dovuta essere la normale mediazione della pratica politica è degenerata in prostituzione (ho già usato il termine). Ascolto come un drogato, in crisi di astinenza, perchè non riesco a farne a meno, lo confesso, i dibattiti in televisione, ogni giorno. Quando compro il giornale vado alla ricerca avidamente degli aggiornamenti su questa campagna elettorale ... poi, dopo un pò, mi prende una sensazione quasi di vomito. Non riesco a trovare una vera forma di civiltà all'interno di questa campagna elettorale: il rito, triviale, è sempre lo stesso. Mi vedo con la bocca aperta ad ingoiare tonnellate di liquame, dopo un pò mi devo alzare dalla tavola. Non vorrei sembrare presuntuoso, ma a me sembra che nessuno di questi politici che ambiscono a governarci abbia capito un caxxo di cosa sta succedendo in Italia. Quando Veltroni ha esordito in questa campagna elettorale, ho subito pensato che ... ok, quelle erano le parole giuste, che sia la strategia che la tattica erano giuste. Un veltroniano della mente più che del cuore. Poi di fronte ai tatticismi spiccioli del giorno dopo giorno, del rintuzzare l'avversario, magari facendo il piacione anche verso il suo pubblico (più che elettorato), le certezze hanno incominciato a sfaldarsi. C'è tanto da fare per la politica in Italia, tanti temi in agenda: l'economia, l'energia, il lavoro, le questioni eticamente sensibili, il recupero della laicità dello stato, il recupero del senso pieno della Costituzione, bellissima. Troppo forse ... per una classe politica fatta di semidei, figurarsi per i nostri quaquaracquà. A me ne basta una sola di queste missioni: l'economia. Il paese è fermo, lo percepisco pure io che mi muovo, per lavoro, in un territorio tra i più industrializzati, più che ferma, la nave è incagliata. Inoltre ora la mancanza di un piano energetico nei cinquant'anni precedenti ci sta dando la mazzata finale. C'è una congiuntura economica generale non favorevole, certo, ma la sensazione è che si stia tutti ad aspettare che arrivi dal cielo qualcosa di positivo a salvarci. Ci sono scandali sociali intollerabili: come quello di un/una giovane che prende 800 euro al mese, senza avere la possibilità di pianificare il futuro. Bisogna essere chiari subito e dire a tutti quello che va fatto (e qui la lista è lunga e ce n'è per tutti, e la cura è dolorosa perchè la medicina è amara). Ma questo non lo sta facendo nessuno.
Qualche giorno fa ho ascoltato sul New York Times, quasi con le lacrime agli occhi, il discorso che ha fatto Obama sulla questione della razza. Ragazzi, quanto coraggio, quanta mancanza di opportunismo politico, quanta prospettiva, ci ho trovato. Inutile dire che quello che era diventato l'evento della politica in America, salutato dalla maggiorparte dei commentatori come la prolusione più importante ed ispirata dai tempi di M. L. King, qui da noi è stata completamente trascurata dai media. Obama invitava tutti, bianchi, neri, latinos, nativi, orientali, tutte le componenti della popolazione americana a recuperare il senso profondo dell'unità ed a compiere tutti insieme le scelte che andavano compiute. Lo ha fatto con un discorso, storicamente circostanziato, socialmente giusto, scevro del politicamente corretto, parlando di quanto ancora oggi possa essere doloroso essere nero in America. Qui nessuno ha il coraggio di dire quello che va fatto, soprattutto, anzichè mezze verità, a me sembra che si stiano dicendo mezze bugie.
Scusatemi se vi sto affossando, ma mi serviva questo eccesso di parole per descrivere lo stato di crisi che sto attraversando, per colpa della politica. E' come quando si passa attraverso ripetuti fallimenti amorosi: si arriva ad un punto in cui si ha bisogno di fermarsi a pensare.
Detto questo spero vivamente di sbagliarmi sul conto di quanto sta succedendo, spero che le mie siano solo manie da senescenza precoce. Ma non credo sia così.

Un abbraccio a tutti.

OL

susyfrog ha detto...

Veltroni tuona ora, in campagna elettorale, chiedendo la commissione.
Ma molte delle persone che al tempo del governo Prodi non hanno voluto la commissione fanno ora parte del PD.
Comunque, Alex, in tutta franchezza, ho ancora le idee molto ma molto confuse. Far parte del gruppo degli "indecisi" a due settimane dalle elezioni non mi era mai accaduto prima. Ho pensato che un onorevole compromesso potrebbe essere quello di votare PD al Senato...
Basta, che palle! Non vedo l'ora di entrare nel delirio del prove del PAD VI.
Che musiche! E che storia... Mi sembra la più bella del ciclo.
Buon inizio a tutti.
susy

Unknown ha detto...

IL PREPARENSE DI MARCUCCI FA RESUSCITARE I MORTI

Ci sono dei tanghi di una bellezza traboccante. Un paio di anni fa il maestro mi fece ascoltare un pezzo, un tango di Piazzolla, suonato dall'orchestra tipica di Alfredo Marcucci, il Prepàrense. Fu un'esperienza di potente suggestione musicale. Anche a distanza di tempo, quando mettevo su il cd, avevo la sensazione che le pareti della stanza si dilatassero ... un pò come se dall'interno di una scatolina si passasse in un auditorim gigantesco dall'acustica magmatica. Ogni volta che lo sento, vorrei avere un impianto acustico con delle casse da 3000 W per spiegare questo lenzuolo sonoro sulla città (o almeno sul vicinato). Era tanto tempo che non lo sentivo, ieri sono riuscito a beccare sullo store della Apple, il disco: trattasi del concerto live tenuto dall'orchestra Veritango di Marcucci alla Wuppertal Stadthalle nel 1998. Guest star: il cantante e chitarrista Ramon Regueira. Ebbene, il Prepàrense lo si può beccare in varie salse, ma l'esecuzione live di questa registrazione è quella incomparabilmente più bella. Forse il più bel tango che abbia mai ascoltato. Vorrei poter dire: la colonna sonora della mia vita :-)

Grazie Alex e Grande Marcucci !!!

OL