17 giugno, 2008
13 giugno, 2008
Vi vedo e vedo me le mie immagini oniriche e reali sogni ad occhi semichiusi, still my guitar. Faccio un mestiere in cui l'impietoso dà felicità. Immediata. Oppure notte.
Che il corpo parlasse è per me scoperta tarda. Perchè non volevo credere.
Ad oggi più di cento anime vagano per un palco a muoversi, io che adolescente mi sedevo a guardare gesti nell'aria di coetanei che animavano le feste, memore degli insegnamenti di famiglia, che muoversi era peccato. Ora faccio muovere tanti. Ne sono così felice.
Mai come quest'anno il tono cupo ha generato tanta agitazione felice. Sì, è cupo. Ma tante cose mi sono accadute, perchè lasciarle nel nulla ? Perchè non ritrovarle in altri ? In altri movimenti, movenze, pensieri agiti ?
Sabato sarà una prova dura, che mi vedrà placido, come accade da poco, ma accade. Perchè il grande lavoro è alle spalle, il mio. Di immaginarvi me.
Che il corpo parlasse è per me scoperta tarda. Perchè non volevo credere.
Ad oggi più di cento anime vagano per un palco a muoversi, io che adolescente mi sedevo a guardare gesti nell'aria di coetanei che animavano le feste, memore degli insegnamenti di famiglia, che muoversi era peccato. Ora faccio muovere tanti. Ne sono così felice.
Mai come quest'anno il tono cupo ha generato tanta agitazione felice. Sì, è cupo. Ma tante cose mi sono accadute, perchè lasciarle nel nulla ? Perchè non ritrovarle in altri ? In altri movimenti, movenze, pensieri agiti ?
Sabato sarà una prova dura, che mi vedrà placido, come accade da poco, ma accade. Perchè il grande lavoro è alle spalle, il mio. Di immaginarvi me.
07 giugno, 2008
A leggere che oggi, all'età di 91 anni, se n'è andato Dino Risi la prima cosa che mi ha colpito era la sua età.
I suoi capolavori sono così vicini, in emozione, tempo, che sembrano di qualche anno fa e al massimo gliene avrei dati 70.
Addio maestro, mi ricordo il grande miracolo del "Sorpasso" e pochi film mi sembrano migliori nel nostro dopoguerra, nella nostra Italia, forse nessuno; mi ritornano in mente i "Mostri", a pensare quanto era profetico e quanti di loro ci circondano oggi, ripuliti, apparentemente innocui.
Finirà questa ecatombe ? Finirà questa storia che gli artisti più grandi spariscono nel nulla ? Non è un'ingiustizia atroce ? Perchè non inventano che quando un artista è veramente grande continua ad invecchiare per sempre ?
Ciao.
01 giugno, 2008
E domani basta 740 ! E poi birra per tutti. E poi viva la figa !
Cresce il fronte della protesta degli enti locali di Calabria e Sicilia
"Una tangente pagata alla Lega che penalizza soprattutto noi"
Amministratori del sud all'attacco
"Il taglio dell'Ici è una rapina"
di GIUSEPPE BALDESSARRO
COSENZA - Va bene il taglio dell'Ici, ma che a pagarlo debbano essere soprattutto Calabria e Sicilia, non piace agli enti locali delle due regioni. Parlano di "banditismo", di "rapina", di "tangente pagata alla Lega di Bossi". Monta la protesta sulle due sponde dello Stretto di Messina. E se i siciliani per il momento affidano le loro "preoccupazioni" a interrogazioni parlamentari e richieste "di chiarimento", le province e i comuni calabresi si sono incontrati oggi a Sibari, per una manifestazione regionale dal titolo emblematico: "Fondi statale 106 dirottati: uno scippo intollerabile". Una riunione convocata dai presidenti delle province di Cosenza e Crotone, Mario Oliverio e Sergio Iritale. Voluta, si dice, "per organizzare forme di opposizione civile, ma determinata". A preoccupare sono i numeri di una decisione che "nei fatti, affonda le mani nelle tasche di territori già in ritardo di sviluppo".
Secondo le previsioni serviranno complessivamente 2,6 miliardi di euro per rimborsare i comuni dei mancati introiti dovuti all'abolizione dell'Ici. Una cifra che comprende anche lo sgravio già introdotto da Romano Prodi. Per la copertura il governo Berlusconi ha dato una "sforbiciata" a una settantina di norme e micronorme dell'ultima Finanziaria e del decreto mille-proroghe. Ma le somme più consistenti arriveranno dai fondi che erano destinati alle infrastrutture e alla difesa del suolo (ex risorse Ponte Stretto) in Sicilia e in Calabria (1.363,5 milioni di euro).
Dati che hanno reso furioso Oliverio: "E' grave che il governo carichi all'80% sulle spalle di Calabria e Sicilia la copertura finanziaria del taglio dell'Ici che interessa l'intero Paese". Solo per dare qualche numero ricorda che "un colpo di spugna ha cancellato un miliardo di euro per il 2008 e il 2009 impedendo alle Province di realizzare i programmi approvati e la loro conseguente progettazione". Da qui la proposta di una serie di iniziative trasversali agli schieramenti politici. In Calabria nei prossimi giorni si riuniranno contemporaneamente il Consiglio regionale e tutti i Consigli comunali e provinciali. Anche i sindacati confederali e gli industriali calabresi vanno verso una "iniziativa condivisa". E già da stasera si lavorerà per fare blocco con gli enti locali siciliani.
Contemporaneamente nascerà un fronte di senatori e deputati delle due regioni che tenteranno di bloccare la decisione del governo sul piano parlamentare.
A dimostrazione di quanto il problema sia sentito in Calabria, a Sibari c'erano praticamente tutti, con la sola esclusione dei parlamentari del Pdl evidentemente "imbarazzati". Amministratori, politici, sindacati e industriali sono intervenuti per "chiedere indietro il maltolto".
Sono preoccupati per il taglio netto ai finanziamenti alla viabilità "minore", ma non solo. I dati più importanti del "furto" sono contenuti in una nota dell'assessore regionale ai Lavori Pubblici Luigi Incarnato: "Un anno fa era stato siglato un Accordo di programma con il ministero delle Infrastrutture riguardante quattro importantissime opere pubbliche sparite dall'agenda del governo". Invece si sono "volatilizzati" l'intero sistema degli attracchi al porto di Villa San Giovanni (84 milioni di euro) e il megalotto 3 della statale 106 Jonica-Sibari-Roseto (265 milioni di euro). Spariti anche i soldi previsti per la progettazione del megalotto 9-Crotone-Cariati (25 milioni di euro), del megalotto 12 e della tangenziale di Reggio Calabria (15 milioni ciascuno).
Complessivamente 389 milioni di euro, cui vanno aggiunti altri 43 milioni già destinati a interventi per la valorizzazione e la tutela del territorio e del mare.
Il centrodestra tace imbarazzato o tende a minimizzare. Nei giorni scorsi Raffele Lombardo è corso a Roma per incontrare Silvio Berlusconi: "Ho chiesto conferma se i fondi saranno reintegrati e il presidente ha garantito che le opere programmate in Sicilia e in Calabria, da realizzare con i fondi Fintecna, si realizzeranno". Quando? "Appena ci saranno le condizioni, che non dipendono dal governo ma dagli enti che le devono realizzare". Una spiegazione che non ha convinto evidentemente neppure lo stesso movimento del governatore siciliano.
Il Movimento per l'Autonomia ha infatti attaccato frontalmente l'esecutivo Berlusconi, annunciando una pioggia di emendamenti. Per voce dei capigruppo al Senato e alla Camera, Giovanni Pistorio e Carmelo Lo Monte ha ribadito: "E' grave per i cittadini di Sicilia e Calabria che il dl che elimina l'Ici per la prima casa sottragga risorse già destinate a infrastrutture fondamentali". Aggiungendo: "Sarebbe un arretramento che viola gravemente il programma di governo sottoscritto con gli elettori e con il Mpa un patto che tra le priorità mette proprio il rilancio del Sud per colmare un divario con il resto del Paese".
(repubblica.it 31 maggio 2008)
"Una tangente pagata alla Lega che penalizza soprattutto noi"
Amministratori del sud all'attacco
"Il taglio dell'Ici è una rapina"
di GIUSEPPE BALDESSARRO
COSENZA - Va bene il taglio dell'Ici, ma che a pagarlo debbano essere soprattutto Calabria e Sicilia, non piace agli enti locali delle due regioni. Parlano di "banditismo", di "rapina", di "tangente pagata alla Lega di Bossi". Monta la protesta sulle due sponde dello Stretto di Messina. E se i siciliani per il momento affidano le loro "preoccupazioni" a interrogazioni parlamentari e richieste "di chiarimento", le province e i comuni calabresi si sono incontrati oggi a Sibari, per una manifestazione regionale dal titolo emblematico: "Fondi statale 106 dirottati: uno scippo intollerabile". Una riunione convocata dai presidenti delle province di Cosenza e Crotone, Mario Oliverio e Sergio Iritale. Voluta, si dice, "per organizzare forme di opposizione civile, ma determinata". A preoccupare sono i numeri di una decisione che "nei fatti, affonda le mani nelle tasche di territori già in ritardo di sviluppo".
Secondo le previsioni serviranno complessivamente 2,6 miliardi di euro per rimborsare i comuni dei mancati introiti dovuti all'abolizione dell'Ici. Una cifra che comprende anche lo sgravio già introdotto da Romano Prodi. Per la copertura il governo Berlusconi ha dato una "sforbiciata" a una settantina di norme e micronorme dell'ultima Finanziaria e del decreto mille-proroghe. Ma le somme più consistenti arriveranno dai fondi che erano destinati alle infrastrutture e alla difesa del suolo (ex risorse Ponte Stretto) in Sicilia e in Calabria (1.363,5 milioni di euro).
Dati che hanno reso furioso Oliverio: "E' grave che il governo carichi all'80% sulle spalle di Calabria e Sicilia la copertura finanziaria del taglio dell'Ici che interessa l'intero Paese". Solo per dare qualche numero ricorda che "un colpo di spugna ha cancellato un miliardo di euro per il 2008 e il 2009 impedendo alle Province di realizzare i programmi approvati e la loro conseguente progettazione". Da qui la proposta di una serie di iniziative trasversali agli schieramenti politici. In Calabria nei prossimi giorni si riuniranno contemporaneamente il Consiglio regionale e tutti i Consigli comunali e provinciali. Anche i sindacati confederali e gli industriali calabresi vanno verso una "iniziativa condivisa". E già da stasera si lavorerà per fare blocco con gli enti locali siciliani.
Contemporaneamente nascerà un fronte di senatori e deputati delle due regioni che tenteranno di bloccare la decisione del governo sul piano parlamentare.
A dimostrazione di quanto il problema sia sentito in Calabria, a Sibari c'erano praticamente tutti, con la sola esclusione dei parlamentari del Pdl evidentemente "imbarazzati". Amministratori, politici, sindacati e industriali sono intervenuti per "chiedere indietro il maltolto".
Sono preoccupati per il taglio netto ai finanziamenti alla viabilità "minore", ma non solo. I dati più importanti del "furto" sono contenuti in una nota dell'assessore regionale ai Lavori Pubblici Luigi Incarnato: "Un anno fa era stato siglato un Accordo di programma con il ministero delle Infrastrutture riguardante quattro importantissime opere pubbliche sparite dall'agenda del governo". Invece si sono "volatilizzati" l'intero sistema degli attracchi al porto di Villa San Giovanni (84 milioni di euro) e il megalotto 3 della statale 106 Jonica-Sibari-Roseto (265 milioni di euro). Spariti anche i soldi previsti per la progettazione del megalotto 9-Crotone-Cariati (25 milioni di euro), del megalotto 12 e della tangenziale di Reggio Calabria (15 milioni ciascuno).
Complessivamente 389 milioni di euro, cui vanno aggiunti altri 43 milioni già destinati a interventi per la valorizzazione e la tutela del territorio e del mare.
Il centrodestra tace imbarazzato o tende a minimizzare. Nei giorni scorsi Raffele Lombardo è corso a Roma per incontrare Silvio Berlusconi: "Ho chiesto conferma se i fondi saranno reintegrati e il presidente ha garantito che le opere programmate in Sicilia e in Calabria, da realizzare con i fondi Fintecna, si realizzeranno". Quando? "Appena ci saranno le condizioni, che non dipendono dal governo ma dagli enti che le devono realizzare". Una spiegazione che non ha convinto evidentemente neppure lo stesso movimento del governatore siciliano.
Il Movimento per l'Autonomia ha infatti attaccato frontalmente l'esecutivo Berlusconi, annunciando una pioggia di emendamenti. Per voce dei capigruppo al Senato e alla Camera, Giovanni Pistorio e Carmelo Lo Monte ha ribadito: "E' grave per i cittadini di Sicilia e Calabria che il dl che elimina l'Ici per la prima casa sottragga risorse già destinate a infrastrutture fondamentali". Aggiungendo: "Sarebbe un arretramento che viola gravemente il programma di governo sottoscritto con gli elettori e con il Mpa un patto che tra le priorità mette proprio il rilancio del Sud per colmare un divario con il resto del Paese".
(repubblica.it 31 maggio 2008)