13 giugno, 2008

Vi vedo e vedo me le mie immagini oniriche e reali sogni ad occhi semichiusi, still my guitar. Faccio un mestiere in cui l'impietoso dà felicità. Immediata. Oppure notte.
Che il corpo parlasse è per me scoperta tarda. Perchè non volevo credere.
Ad oggi più di cento anime vagano per un palco a muoversi, io che adolescente mi sedevo a guardare gesti nell'aria di coetanei che animavano le feste, memore degli insegnamenti di famiglia, che muoversi era peccato. Ora faccio muovere tanti. Ne sono così felice.
Mai come quest'anno il tono cupo ha generato tanta agitazione felice. Sì, è cupo. Ma tante cose mi sono accadute, perchè lasciarle nel nulla ? Perchè non ritrovarle in altri ? In altri movimenti, movenze, pensieri agiti ?
Sabato sarà una prova dura, che mi vedrà placido, come accade da poco, ma accade. Perchè il grande lavoro è alle spalle, il mio. Di immaginarvi me.

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