Sarò duro, lo premetto.
Perchè quando si parla di Sicilia mi arrogo a torto o ragione il diritto di parlarne. Lì mi sono sposato, lì tanti amici mi accolgono, e lì torno spesso, con curiosità spesso disillusa.
Ieri si è votato, in Sicilia. In pochi comuni, ma comunque è stato un test importante.
Quello che non ho mai capito è il perchè della conservazione. Il siciliano ha un tipico carattere molto particolare. E' una specie di pentola a pressione. Una pentola in grado di bollire per duecento anni. Con lo stesso sindaco, la stessa malavita, la stessa vita. Poi un giorno esplode e non si sa che succede.
Ieri il capo dell'opposizione in Italia ha gridato che "il governo deve andare a casa". (La prossima volta che governa Berlusconi facciamo subito le amministrative in Toscana !)
Lo fa per sottolineare l'importanza della Sicilia nel panorama politico italiano ?
No, perchè lui in Sicilia manco ci è andato mai, preferisce la Sardegna, dove magari c'è una guardia del corpo all'inizio dell'agglomerato urbano di lusso e non il pericolo che qualcuno ti accoltelli nella Vucciria. Dove dal mare non si può arrivare che c'è la guardia costiera mentre in Sicilia ci sono gli scafisti.
E manco c'è andato per la campagna elettorale, troppa fatica. Tanto c'era Cuffaro, il picciotto di turno.
Perchè il fidato Miccichè s'è ormai bruciato (mi sa che è in galera ma mi sa pure che è uscito) e il fidato Bartolo Pellegrino l'hanno beccato al telefono che diceva "infami" della Polizia. Ah: ad un boss trapanese.
Allora il grande centro di Berlusca si è sfaldato. Niente di meglio per tutti.
Confusione. E nella confusione il siciliano sa trarre il suo massimo vantaggio.
Prendi l'Udc. Si è schierata in alcuni comuni con la destra, in altri con la sinistra. E ha vinto !
Perchè così si fa, in Sicilia. Il siciliano è tuttora convinto che quello che fa, in fondo, nessuno lo viene a sapere.
Ma torniamo ai risultati.
A Palermo si riconferma il centrodestra, con un sindaco belloccio e simil onesto, che si fa forza anche di qualche broglietto conclamato. Tanto ci sono riusciti anche al Viminale ad imbrogliarci, figurati nella sezione dello Zen.
A Trapani vince il centrodestra, che vince da 40 anni.
Ad Agrigento, complice l'Udc, si va al ballottaggio e già Forza Italia aveva stampato i manifesti con la vittoria, che spreco. E poi se sommi le componenti di sinistra fanno più del 50. Mah.
Poi ci sono i piccoli comuni. In venti si va al ballottaggio (su trenta).
La Sicilia "rosa" (rossa del sangue dei contadini sparati con il bianco del candore della messa) rimane "rosa" e il centrosinistra vince nel consueto agrigentino, con il dato eclatante del 65% ad un comunista a Gela, la città più disperante che io abbia mai visto. Eccola, la pentola a pressione che esplode.
Purtroppo però c'è anche da dire che ormai, a Gela, non c'è più niente da fare. Non ci sono affari, solo rovine e delinquenza. I grandi potentati economici, quelli che in Sicilia muovono i voti, perchè la Sicilia non ha voto d'opinione da almeno trent'anni, a Gela non ci perdono neanche il tempo. Massì, ma diamogliela al comunista, così magari qualche pazzo ce lo fa pure fuori come a John Lennon.
Negli ultimi anni la Sicilia industriale ha avuto molto. La grande piana di Misterbianco pullula di imprese, con contributi statali e regionali. Il centrodestra ha contribuito in modo determinante allo sviluppo. E' giusto che sia premiato. Certo, se parliamo di ambiente, qualità della vita, turismo, democrazia, questo proprio no, non c'è stato.
Ma in fondo tutte 'ste cose qua non ci sono mai state. Viva la Sicilia, la bellissima bambina eternamente morente.
Dimenticavo: il centrosinistra cresce in totale del 5% rispetto alle politiche scorse. Tutti a casa ?