Una donna prostrata ed immobile sulla tomba del beato Serafin, nella cripta della chiesa russa di Sant'Ivan è l'immagine di Sofia. Di giorno le chiese sono piene di pellegrini in fila per la benedizione di qualche Pope o per baciare qualche reliquia. In un paese ex-comunista la chiesa sembra l'unica forma di aggregazione. La società è assente. La gente cammina per strada come se avesse altro da fare, sempre. Le guardie hanno sempre moglie o amici di fianco in visita. Anche loro non guardano gli altri. Microsocietà che camminano, si sfiorano. Auto lussuose dai vetri oscurati sfrecciano nei boulevard stile parigino- il centro vero di Sofia è monumentale. Molto verde. In fondo tutto potrebbe essere piacevole. Le strade sembrano colpite da bombardamenti, fatta eccezione per Tsar Osbovoditel, ornata di pavé ocra. Sofia è gentile, nel museo della cripta di Aleksander Nevski una Madonna gentile, in icona, regge una rosa sempiterna, e accanto un Gesù bambino con la faccia da adulto. L'occhio di un angelo è quel che rimane di un affresco. Come fanno a dire che è un angelo ? Come guardano gli angeli ? Un guardiano intento al sudoku ci lascia fotografare meraviglie in oro e bronzo nelle sale del Museo Archeologico. Pratica aborrita dalla guardiana della metafisica Rotonda di San Giovanni, che ci grida e ci indica il cartello della multa (in euro...). Sofia è gentile in fondo, la polizia sembra innocua e verso sera in un boulevard stile champs elysees ci si ferma in un dehors liberty a prendere un the. Assieme a tutti i giovani della "Sofia bene". I giovani, cosa faranno per questa città ? E quante cose andrebbero fatte ? Ne avranno la forza o la loro aspirazione è comprare l'ultimo modello di Nike ?in fondo loro hanno sofferto il giusto, nè molto nè poco ora stanno bene anche se intorno tutto crolla. Da dove dovrebbero trarre la forza per reagire ? Salutiamo il mattino seguente la bella Sofia dall'alto delle sue colline residenziali che come uno scrigno quasi inaccessibile custodiscono il tesoro della minuscola Chiesa di Boyana. Gli affreschi sono commoventi, il bizantinismo sembra quasi superato ed è stupefacente vedere scene quasi giottesche in affreschi del 1200, e così ad oriente. E' il saluto di Sofia, il dentro quasi introvabile dei tesori più preziosi, fuori dal suo centro. Fuori, dentro, direttive che ti portano oltre il dato visibile. Ad immaginare altro, e perché no, un futuro. Per Sofia, e le sue strade, distrutte da una guerra mai scoppiata.
31 luglio, 2010
Sofia, II
Una donna prostrata ed immobile sulla tomba del beato Serafin, nella cripta della chiesa russa di Sant'Ivan è l'immagine di Sofia. Di giorno le chiese sono piene di pellegrini in fila per la benedizione di qualche Pope o per baciare qualche reliquia. In un paese ex-comunista la chiesa sembra l'unica forma di aggregazione. La società è assente. La gente cammina per strada come se avesse altro da fare, sempre. Le guardie hanno sempre moglie o amici di fianco in visita. Anche loro non guardano gli altri. Microsocietà che camminano, si sfiorano. Auto lussuose dai vetri oscurati sfrecciano nei boulevard stile parigino- il centro vero di Sofia è monumentale. Molto verde. In fondo tutto potrebbe essere piacevole. Le strade sembrano colpite da bombardamenti, fatta eccezione per Tsar Osbovoditel, ornata di pavé ocra. Sofia è gentile, nel museo della cripta di Aleksander Nevski una Madonna gentile, in icona, regge una rosa sempiterna, e accanto un Gesù bambino con la faccia da adulto. L'occhio di un angelo è quel che rimane di un affresco. Come fanno a dire che è un angelo ? Come guardano gli angeli ? Un guardiano intento al sudoku ci lascia fotografare meraviglie in oro e bronzo nelle sale del Museo Archeologico. Pratica aborrita dalla guardiana della metafisica Rotonda di San Giovanni, che ci grida e ci indica il cartello della multa (in euro...). Sofia è gentile in fondo, la polizia sembra innocua e verso sera in un boulevard stile champs elysees ci si ferma in un dehors liberty a prendere un the. Assieme a tutti i giovani della "Sofia bene". I giovani, cosa faranno per questa città ? E quante cose andrebbero fatte ? Ne avranno la forza o la loro aspirazione è comprare l'ultimo modello di Nike ?in fondo loro hanno sofferto il giusto, nè molto nè poco ora stanno bene anche se intorno tutto crolla. Da dove dovrebbero trarre la forza per reagire ? Salutiamo il mattino seguente la bella Sofia dall'alto delle sue colline residenziali che come uno scrigno quasi inaccessibile custodiscono il tesoro della minuscola Chiesa di Boyana. Gli affreschi sono commoventi, il bizantinismo sembra quasi superato ed è stupefacente vedere scene quasi giottesche in affreschi del 1200, e così ad oriente. E' il saluto di Sofia, il dentro quasi introvabile dei tesori più preziosi, fuori dal suo centro. Fuori, dentro, direttive che ti portano oltre il dato visibile. Ad immaginare altro, e perché no, un futuro. Per Sofia, e le sue strade, distrutte da una guerra mai scoppiata.
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