28 dicembre, 2008

CAMPAGNA: "ESCI UNA TELEFONATA DEL CAVALIERE"

ADERISCI ANCHE TU !!!
INVIACI UNA TELEFONATA DEL CAVALIERE E LUI SE NE VA !!!

INTERCETTAZIONI. C'E' L'ACCORDO CON LA LEGA. «SE NE ESCE UNA MIA LASCIO IL PAESE» - Berlusconi ha poi affrontato altri temi in serata, durante un incontro con la stampa a Palazzo Grazioli. Tra questi quello delle intercettazioni: «Le sfumature all'interno della maggioranza stanno scomparendo perché lo stesso Maroni, dopo che ho parlato con Bossi, mi ha detto che è giusto escludere le intercettazioni nel caso di reati contro la pubblica amministrazione». «Se ne esce una mia - ha poi aggiunto il Cavaliere - cambio paese.

1 commento:

Unknown ha detto...

COME LIBERARSI DELL'OSPITE INDESIDERATO

Prima di tutto ringrazio Alex per l'uso alla barese del verbo uscire: noi infatti lo usiamo popolarmente in forma transitiva (esci il cane, esci la cosa, ecc.).
Cito alla lettera un messaggio di auguri di un filosofo molfettese, che da anni mi onora della sua amicizia:
"Augurazzi di buon anno di tango, sesso e cazzi in culo a berlusconi!"
Dal testo si desume che l'amico mi vuol bene, augurandomi di sollazzare in particolare quella parte del corpo dal torace in giù, con il ballo e la fornicazione (in entrambe serve la dissociazione), ma vorrei rimarcare un'altra cosa ancora più importante. La sua antipatia viscerale per berlusconi (anche io uso la b minuscola, in segno di disprezzo).
Mi chiedo: berlusconi è amato dal popolo (come dice lui, io preferisco usare il termine cittadini)? E se non è amato, cosa possiamo fare per defecarlo?
Io, da svogliato e disilluso osservatore della realtà sociale, penso che ci sia in giro un diffuso mood di accettazione, se non approvazione, del fenomeno. Del resto, non è che il marcio stia tutto lì (giusto per essere un pò qualunquista). Però ce ne sta tanto lì, di marcio. E non si tratta di marcio eroico, per cui si potrebbe citare Shakespeare, dicendo amleticamente "C'è del marcio in Danimarca!". E' proprio un marcio che olezza.
Allora, indipendentemente dal fatto di appartenere ad una minoranza o maggioranza, in quanto antiberlusconiani (freghiamocene), incominciamo con il mettere in atto delle tecniche di guerriglia intellettuale per sbarazzarci di questo fastidioso convitato. Protagonista di una situazione tutta asimmetrica: la maggioranza del paese lo ha prescelto sulla scheda-cartaigienica elettorale e lui se ne approfitta con quella pratica sodomita che invece il mio amico filosofo augura-spera possa ritorcersigli contro.
Vediamo una bella lista di suggerimenti per sgretolare il berlusconismo dalle fondamenta. Invito chiunque ad aggiungerne altri o rettificare quelli già presenti:

1. Usiamo la televisione intelligentemente: niente telegiornali faziosi, niente quiz e pacchi, niente reality, niente fiction. Ergo non usiamo la televisione.

2. Usiamo quello strumento meraviglioso che è la rete per cercare le notizie: da qualunque fonte esse provengano, non addormentiamo la nostra capacità critica. Se il cervello si spegne, si spegne anche la sensibilità del didietro, cosicchè berlusconi, calzoni calati, ne approfitta.

3. Rileggiamo la Costituzione: essa rimane ancora un meraviglioso esempio di equilibri socio-politici. Non facciamoci infinocchiare da chi dice che è vecchia; una costituzione non invecchia, per il fatto che essa prescrive più rappresentanti di quanti ce ne sia effettivamente bisogno. Forse il suo corpo ha bisogno di essere tonificato, le sue giunture sgranchite, ma l'anima ed il cuore sono saldi e ancora puri. Insomma riscopriamo il valore fondamentale dell'educazione civica.

4. Siamo onesti: l'onestà è fondamentale per avere un tessuto sociale sano. Incominciamo ad essere veramente schifati di fronte al malcostume ed alla corruttela. E riscopriamolo, un pò di sano moralismo. Se si vive, tentando di metterlo nel didietro del prossimo, prima o poi si trova il pesce più grosso che ti si fa, con tutti i calzoni (e vai con il qualunquismo, ma un pò di sano buon senso ogni tanto non guasta).

5. La cultura è importante. Lo spirito di una civiltà è tutto lì. Non facciamoci rincoglionire dalla mercificazione di tutte le pratiche umane. Leggere, leggere, leggere non solo i contemporanei (Baricco, Giordano, ecc. mi fanno un baffo). I classici non stanno là, per essere slucidati solo da qualche professore arteriosclerotico. Omero è molto più moderno e trasgressivo di qualche coglionazzo di contemporaneo, che si fa bello nei salotti televisivi e non. Abbiamo un novecento fatto di giganti: Pasolini, Calvino, Gadda, Testori, Flaiano, Arpino, ecc. ecc.

6. Riscopriamo il valore della presenza nei rapporti umani. Della presenza e della selezione. Se mando 500 sms di auguri, non ho selezionato nulla, non c'è stato uno scambio vero. Il messaggio che dice "Tanti auguri a te e famiglia. Coso", con risposta immediata "Grazie. Tanti auguri anche a te e famiglia. Controcoso" è come un dialogo tra petomani, scorreggia e controscorreggia. In ultimo, ma siamo sicuri che Facebook sia il meglio che ci possiamo aspettare dal web 2.0?

Lascio ad altri di integrare con contributi questo accenno di elenco.

L'obiettivo è importante: farla finita con berlusconi.

OL