22 maggio, 2007

Luigi.

"Questa non è una risposta è una deportazione", dice Luigi al celerino figlio di puttana, che esegue gli ordini solo perchè non ha cervello. Poco prima dal sindaco aveva avuto garanzia che la Pantanella non sarebbe stata sgomberata.
Luigi, Di Liegro, io me lo ricordo. Ero piccolo, ma la Pantanella me la ricordo. Era diventato il centro dell'inaffidabilità dell'Italia. L'Italia emigrante ma che poi gli emigrati li tratta come delle merde.
"Euge', dice, guardali: in cinquant'anni non è cambiato niente".

Ma più del rapporto con il sindaco, il mediocre Franco Carraro, sul quale non voglio spendere una parola in più, perchè tanto "brucia de le fiamme sue" (dopo la Pantanella, Carraro fu inquisito e il Comune commissariato, due anni e diventa deputato di Forza Italia e Presidente della Lega Calcio, poi lo scandalo), più di quello vale il rapporto con la Chiesa. Quella stessa Chiesa che lo sposta, lo dissuade, lo minaccia, lo allontana e poi non gli da' manco la Parrocchia in cui aveva fatto opera per trent'anni.

A loro, ai Bagnasco che dormono sull'ermellino, va la mia più lucida "stima"...

Luigi di Liegro è morto e con lui chissà quante cose, compresa la santità tutta terrena di chi vuole e sempre reclamerà giustizia.

11 commenti:

Anonimo ha detto...

"Santità tutta terrena". Bellissima, Alex, questa definizione. Perfetta per Di Liegro, uno dei pochi preti con le rughe sul viso. La maggior parte di quelli che tu chiami "pretini" non ha rughe, anche a 50, 60 anni. La vita non li consuma perché la loro vita consiste nel formulare prescrizioni su come deve essere la vita degli altri.
Luigi Di Liegro ha sempre condiviso con gli altri la fatica di vivere. Soprattutto con quelli per cui questa fatica era quasi insopportabile. Davvero un grande. Sono felice che tu abbia voluto ricordarlo sul blog.

Cristina Loizzo ha detto...

Marrone, bianco e azzurro.
Poi il grigio dell'asfalto e del fumo ed il rosso del sangue.
Era il 23 maggio 1992 e sull'autostrada Trapani Palermo quei tre colori viaggiavano da poco, portando dall'aereoporto di Punta Raisi a Palermo il giudice Giovanni Falcone, la moglie, Francesca Morvillo e sette persone della sua scorta.
All'altezza dello svincolo di Capaci quei tre colori si mischiano e si assemblano; 500 kg di tritolo in un tunnel appositamente scavato sotto l'autostrada per Palermo.
Il marrone non esiste più. Del bianco della Croma, resta solo la parte posteriore dell'auto. Dell'azzurro dell'ultima macchina qualcosa di più e tre agenti feriti. Sono stati sventrati dall'esplosione centinaia di metri di autostrada.
Muoiono Giovanni Falcone, 53 anni, Francesca Morvillo, la moglie quarantaseienne e tre dei suoi agenti di scorta: Vito Schifani, 27 anni, Rocco Di Cillo, 30 anni, ed Antonio Montinaro, anche lui trentenne.
Un radiocomando dalla campagna circostante ha azionato i 5 quintali di tritolo; la mano che l'ha premuto sembra essere quella di Giovanni Brusca, su ordine di Totò Riina.
Dopo 57 giorni, un'esplosione in Via D'Amelio,a Palermo, uccide il giudice Paolo Borsellino e i sei uomini della sua scorta.
Venti giorni prima di morire, Borsellino rilascia a Lamberto Sposini per il TG5 un'intervista, l'ultima. E' un uomo scosso, "impegnato a recuperare tutte le possibilità operative sulle quali il dolore ha inciso in modo enorme". Si rende perfettamente conto di essere un cadavere che cammina, come aveva affermato Ninni Cassarà.
Negli anni le indagini e i processi hanno portato a molte condanne, ritrattazioni, sconti di pena, mistificazioni della realtà.
Ancora oggi non si sa bene chi siano stati i reali mandanti della strage, come del resto ha ricordato anche questa mattina Maria Falcone, la sorella, sulla banchina del porto di Palermo, dove è approdata la "nave della Legalità", con a bordo 1300 tra studenti ed insegnanti, sbarcati per le commemorazioni della strage.
Sono passati 15 anni.
Giovanni Falcone una volta disse che "si muore generalmente perchè si è soli o perchè si è entrati in un gioco troppo grande", amando citare spesso un'altra vittima di un sistema corrotto, J.F. Kennedy, che diceva che "un uomo fa quello che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli e le pressioni." Questa, secondo loro, la base di tutta la moralità umana.
Ma la nostra moralità dov'è se ancora non siamo riusciti nemmeno a svelare chi tra le istituzioni voleva morto Falcone e Borsellino, aiutando i boss della mafia a compiere la strage?


A proposito di santità terrena..

Alex Cantarelli ha detto...

Già, è vero, è oggi, il 23 maggio.

"A questa città vorrei dire: gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali; continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini."

Giovanni Falcone

Cristina Loizzo ha detto...

...ma il sondaggio su chi vogliaom come maestri al Meditangofestival che fine ha fatto???

Alex Cantarelli ha detto...

E' concluso.
Stiamo tirando le fila per stilare il programma definitivo del prossimo Festival.
Grazie per le vostre preferenze. Tra poco nuovo sondaggio.

saluti,

a.c.

Cristina Loizzo ha detto...

La mia anima giallorossa si ribella al maestro per il nuovo sondaggio sul sito.

Anonimo ha detto...

maestrooo, ma che percaso sei milanista?????

cristina t

Anonimo ha detto...

progetti tangheri per stasera????
susy

David ha detto...

Noi stasera passiamo...alla prossima.
david

Anonimo ha detto...

no, ma se andate da qualche parte fatemi sapere!!!
cristina t

massimiliano ha detto...

io salaria sul tardi...........
mass