
Pablo Veron non è qualcosa di specifico. E’ tutto.
Se abbassa gli occhiali, che sono fintamente trasparenti, lascia intravedere i suoi occhi color azzurro chiarissimo. Ma è un privilegio, anzi potresti dire che se lo fa vuol dire proprio che vuole entrare in relazione con te.
Non che questa relazione non riesca con altri, anzi.
E’ il suo corpo che parla in modo diretto, evidente, spontaneo ma allo stesso tempo cosciente, anche sicuro di sé e della sua efficacia. Felice, perché sa che tutto funziona. Ogni suo movimento, anche accennato – e questa è una sua caratteristica esaltante ed assolutamente propria – è mosso con tutto il corpo. Anche le dita si muovono, i capelli, il viso, ma tutto compiendo il movimento che deve compiere il tutto. Niente è fuori posto. Pablo è come quelle regie nelle quali tutto funziona, l’attore entra al momento giusto e con la luce giusta, è bravo, tutto si muove attorno a lui, nessun oggetto in scena è di troppo, dura quanto deve durare, si capisce la storia, si piange o ride. Insomma, tutto perfetto.
Se provi a vedere la sua danza a fotogrammi, immaginandoti di fotografarlo in ogni istante di una dinamica o una sequenza puoi ben affermare che non troveresti un istante in cui una parte del corpo abbia una posizione non corretta. Dalla testa ai piedi è la perfezione che si muove e rimane identica a se stessa.
La sua posizione è sempre naturale, ma non è esperienza, o almeno non solo, ma una attitudine naturale per l’armonia del movimento. Tutto sarà anche stato pensato ma ora, guardandolo, quello che traspare è questa sua naturalezza estrema. Che lui cerca di comunicare. Il Tango non va pensato troppo, dice, ma è un’affermazione che tradisce in realtà le sue intenzioni. Lui l’ha GIA’ pensato, diciamo. Ora è in un momento in cui vuole che prevalga l’animalità del gesto, sempre corretta, sempre elegante, fluida. Questo vuole trasmettere e questo trasmette. La gente esce diversa, al termine della lezione.
Pablo in questi giorni è stato bene, ha lavorato moltissimo. Ha visto Roma di notte, ha ballato, riso, mangiato. Si è sentito bene e ha risposto a questo clima con una generosità tranquilla ed indomabile. Bastava un caffè doppio e tutta la sua giornata riprendeva con simpatia immediata e concentrazione. Durante la lezione Pablo spiega una dinamica, una sequenza fatta di elementi di base e dice “questo è il tango, gli elementi di base; se non si conoscono questi come si fa a ballare con stile nuevo o simili ?” Tira il tempo lungo all’inizio della lezione. Dà l’impressione di non guardare, si siede, chiede un tango, poi inizia, entra nello spazio della classe in sordina, ma basta un passo, una postura che tutti tacciono immediatamente. E tutti entrano in un’altra dimensione, tanto che a lezione terminata c’è come un risveglio generale dopo un viaggio in un altro mondo, colorato. Tira il tempo, mostra una dinamica, sembra semplice, sembra, perché a vederla sembra semplicissima: ma il vero insegnamento, la sfumatura, nessuno la esegue, ha bisogno di tornarci su. Tutti sembrano capire, mancano venti minuti alla fine della lezione. E lui inanella una serie di variazioni divertite e razionali, alla fine è l’apoteosi.
A tutti dice che la sicurezza non sta nelle braccia, ma nel proprio corpo, verso la terra, e che la pista ha le sue dinamiche, fatte di rispetto; si arriva ad una sensazione di pienezza quando racconta le leggenda di Petroleo o parla di Todaro. Pablo è un ragazzo, così è, al di là della sua età anagrafica, e lo vedi dal suo giocare, dal ridere, dai gesti delle mani, dal suo ballare ininterrottamente fino alle sei di mattina per poi scatenarsi in una salsa o ballando hip hop. Un ragazzo però che sa di antico. E questa si chiama pienezza dell’esperienza.
Tutti escono felici, gli tributano applausi lunghissimi, lui sorride e indica la bravissima Mimma che lo ha accompagnato nelle lezioni. Tutti ringraziano l’organizzazione e sembra proprio che sia accaduto qualcosa nella vita di tutti. L’incontro con qualcosa di più di un insegnante o un ballerino. Una persona costantemente dedicata a tutti, che guarda, scruta, ha pazienza, sorride, gentile, al di là del suo immenso talento, straordinario, fuori dal comune, quasi introvabile ormai; e che merita profondo e commosso rispetto.
(scritto di getto, appena terminata l'ultima lezione, l'ultimo barlume di un festival entusiasmante.)
(a.c.)
17 commenti:
SONO COMPLETAMENTE D'ACCORDO E' STATO DAVVERO UN MOMENTO SOSPESO UNICO!!!!
DEVO DIRE CHE IL PRIMO IMPATTO HO PENSATO CHE FOSSE IL FRATELLO MA DIECI ANNI...SONO TANTI. APPENA HA PARLATO SI E' MOSSO E' STATO FANTASTICO AFFASCINANTE AGGRAZIATO....
POI HO ANCHE CAPITO CHE SI INTENDE DI TANGO QUANDO SI E' AVVICINATO MENTRE REALIZZAVO UNA SUA SEQUENZA ED HA ESCLAMATO " MUI BIEN"
E' STATO BELLO E COMNE TUTTE LE COSE BELLE....
GRAZIE DAVVERO
buongiorno a tutti.
non ci sono parole per descrivere le tre lezioni con Veron. All'inizio h pensato "ma guarda un pò si riparte col boleo....." dei movimenti semplici ma ad ogni ripetizione veniva fuori una dinamica morbida un movimento fluido e felpato da gatto. Poi aggiungi qua aggiungi la sono venute fuori saccade dietro,avanti ganci, fiocchi, tutto con una naturalezza incredibile. Devo essere sincero ieri ho preso appunti sulle sequenze, non posso rischiare di dimenticarle, anche se come credo abbia detto lui (credo perchè non sempre lo spagnolo era comprensibile), alla fine non sarà più necessario pensare al movimento ma verrà da se. Mah speriamo!!!devo anche aggiungere che da vero professionista ha osservato singolarmente tutte le coppie, intervenendo sempre per correggere chi ne avesse bisogno , ad un certo punto non vedendolo in sala mi giravo e vedevo che stava osservando me e la mia partner eh vaiiiiiii.....pensavo.Bravissimo, bravissimo, bravissimo. Un plauso a quel tripudio di sinuosità di Mimma, sembrava un foulard di seta mosso dal vento e che dire dei tanghi che hanno ballato insieme sabato sera, due gatti che danzavano.
Grazie Alex & Mimma.
mass_man_rasta
VERON !!!
Non riesco ad aggiungere nulla a quello che è stato già detto. Il post di Alex è davvero esaustivo.
Dico questo: gli stage con Pablo hanno rappresentato per me una grande opportunità ed una grande occasione. Il personaggio è davvero unico ed assoluto: a me viene in mente il MARADONA che incantava le folle degli stadi! Ogni suo passo è frutto di una genialità istintiva ed irripetibile. Questo evento rimarrà nei miei ricordi e quando mi capiterà di vederlo attraverso la lente deformante dello schermo potrò ripetermi: io l'ho visto dal vero !!!
OL
ed ora tocca a me...innanzitutto mi scuso subito se sarò prolissa, ma non posso non dire la mia su questi giorni.
Oltre a quanto da altri già detto, vorrei raccontarvi il mio Pablo.
La foto che vedete in cima al post è stata scattata alle 5 del mattino, giovedì notte, davanti alla fontana di Trevi.
L'antefatto è questo: dall'aereoporto all'hotel grandi sorrisi e subito molte parole.
Poi la cena e la milonga.
A cena mi racconta dell'incanto della Cina e del Giappone, che ha visto in mesi di tournèe.
Parliamo di viaggi e di Buenos Aires.
Mi chiede di me, della mia famiglia, dei miei studi e del mio lavoro.
Mi chiede se sono nordafricana piuttosto che sudamericana..
Mi parla della sua vita a Parigi e del suo desiderio di trasferirsi a Praga o a Roma. Parliamo di oroscopo cinese, delle leggende del Golem e di vino.
Non so chi è riuscito tra i due a mettere a proprio agio l'altro. Fatto sta che quando ci raggiungono Alex e Mimma ci trovano a ridere e scherzare come se ci conoscessimo da tempo e lui non fosse il lupo cattivo tanto erroneamente descritto.
Chiede di andare a ballare. Arriviamo in milonga e chiede di non essere annunciato in sala. Lì incontra degli amici svizzeri, scherza, sorride e saluta chiunque gli vada lì per fare i complimenti, piuttosto che incuriosito dalla sua presenza o per farsi una foto insieme e stringergli la mano.
Usciti dalla milonga esprime il desiderio di vedere Roma di notte.
Sembra un bambino..ogni cosa che attira la sua attenzione viene segnalata con un "WOW", "Que maravilla" o un "Dios...es un incanto...".
Getta due volte, Pablo, la monetina nella fontana; una appena arrivati e l'altra perchè, ripassando, vuole dare più "forza" al desiderio che aveva poco prima espresso..vuole far sì che la "sua acqua" sia in perfetta connessione con l'acqua della fontana, "facendo sedimentare i pensieri e le emozioni che stava vivendo bene nel suo cuore" e godendosi il rumore rilassante dell'acqua.
E' restato in contemplazione della fontana per cinque minuti...lunghissimi e bellissimi.
La mattina dopo, la prima cosa che mi chiede sotto il suo albergo, è di poter restare un giorno in più a Roma. Gli dispiace dover andar via subito dopo la lezione della domenica..
Sabato. Ore 6:10 del mattino. La domenica Pablo ha lezione a mezzogiorno, ma vuole ancora ballare dopo la grandiosa serata in suo onore a TangOFFicina; vuole restare proprio fino alla fine.
In attesa che Alex spenga tutte le luci di TangOFFicina, si mette a ballare tip tap.
Con gli stivaloni da trekking che ha indosso. Senza musica. Non al centro della pista come un divo, però. Di lato, vicino all'uscita, non visto inizialmente da nessuno.
Per sfogare tutta la musica che ha dentro.
La stessa che mette quando spiegando i passi dice che il tango è "suave" e che bisogna "essere in grado di sentire l'anima dell'altra persona mentre sta parlando con la propria".
Restiamo tutti in estremo silenzio ed affascinati da quei piedi e quelle gambe che seguono un ritmo che ha in testa, ma che immediatamente si materializza anche nelle nostre teste.
Finalmente andiamo via; dopo 4 ore è di nuovo a lavoro.
Finiti gli stage vuole andare un pò a dormire prima di venire a cena.
Prima di scendere dalla macchina riportandolo in albergo, però, mi chiede di tradurgli una poesia che ha scritto per lui una signora. E' in italiano, e, quindi, qualche cosa gli è sfuggita.
Lo faccio e mentre gliela sto traducendo sorride, emozionato.
Mi dice che le persone che ha incontrato sono state tutte meravigliose con lui, regalandogli libri, foto, cd, poesie.
Lo saluto e gli do appuntamento dopo un paio d'ore per andare a cena.
Parcheggiata la macchina vicino al ristorante, io e lui incrociamo Alex che era andato a parcheggiare; Alex avvicinandosi ci guarda un pò perplesso..Pablo ha nella tasca sinistra del pantalone il cellulare-lettore mp3 che manda i jamiroquai a tutto volume..
Da quando lo sono andata a prendere in hotel, l'ha acceso per continuare a ballare, in macchina, cantando felice e sorridendomi. Terminata la cena, fuori dal ristorante -e perchè la musica ed il bisogno di esprimersi scorrono nelle sue vene forse più del sangue-, mira ad un tombino e balla nuovamente lì sopra un pò di tip tap per qualche minuto, prima di entrare in macchina diretti nuovamente in milonga.
Finita la serata, stanotte, usciamo dall'Alpheus. Piove.
Ma Pablo ha qualcosa in testa. Si mette a ballare con Cesira creando nuove combinazioni e provando e riprovando con lei fino a quando non ne è abbastanza soddisfatto.
Balla per, credo, almeno una mezzora.
Sotto la pioggia.
Con la musica del cd di una macchina.
Ma continua a ballare.
E sorride. Contento di essere riuscito a realizzare l'idea che aveva in testa. E' un passo che ha del tango..della salsa...di Pablo.
Mentre ordino al bar il suo cappuccino della colazione, poi, mi giro e lo vedo nuovamente ballare per strada, davanti all'ingresso del bar, noncurante delle persone che lo guardano incuriosite e del fatto che piove.
Ma sta provando una variante a quanto creato poco prima.
E sorride di nuovo, anche poco dopo mentre si beve soddisfatto il suo cappuccino delle 5.30 del mattino.
In macchina verso l'hotel, al ritorno, parla di un corso di danza che seguirà a Parigi per le prossime settimane. Per tenersi "in movimento" e fondere tutti gli stili e le metodologie di studio del corpo nella maniera migliore possibile.
Ci saluta affettuosamente. Raggiungo la macchina per andare via e mi chiama: "Cristina, quieres un cigarillo negro?...para recordarte de mì".
Mi aveva fatto assaggiare queste sigarette argentine dopo un pranzo a Trastevere e in quell'occasione gli avevo detto che erano molto buone..Se n'è ricordato..
Mi sorride, mi abbraccia e saluta quello che ha ribattezzato il suo "angel del cafè". Rigorosamente doppio e forte. Come il suo abbraccio.
Mi dice che è stato molto felice di aver conosciuto Alex e Mimma, orgoglioso di aver partecipato ad un festival fuori dal comune e di aver ricevuto in cambio così tanto affetto.
Continua a piovere. Si allontana ballando e canticchiando. Si gira e mi sorride, salutandomi con un sorriso e con la mano.
Il resto, è tutto nella memoria di chi ha avuto modo di viversi questi giorni..
Grazie ad Alex e Mimma per quello che sono riusciti a trasmettere con questo evento a chi vi ha partecipato. Innanzitutto la bellezza del dialogo tra anime, come direbbe Pablo.
cristina, non ci sono molte parole da aggiungere al tuo racconto. grazie a te e alex per i vostri bellissimi racconti pieni di emozioni.
grazie ad alex e mimma per il bellissimo festival che ci hanno regalato anche se non ho potuto essere sempre presente. grazie ancora per avermi fatto amare il tango e farmelo amare ogni giorno di più.
david
Cri hai descritto così benissimo,quei giorni passati con Pablo.che sembra di vederli.
Posso aggiungere una piccola cosa.......quando alla milonga dei Serpenti giovedì ,ti ho vista ballare con lui, avevi una aria così felice e bella, che è stato un piacere vederti......tanti tanghi!!!!!!!!!!!!!!!
Pablo, mi è piaciuto tantissimo,lo stage anche se ho potuto fare solo un giorno, mi è piaciuto tantissimo,quando ci spiegava i passi, si divertiva, scherzava.....c'era una atmosfera
veramente serena......
Mimmozza quanto eri carina mentre provavi con lui, avevi una espressione del viso indescrivibile.....
Che dire della serata di venerdì, con la bella musica di Alex,sono stata così bene che non volevo andarmene, erano le tre e mezza e per me era già tardi,mi dispiace non aver potuto partecipato alla serata del sabato, ma non ce l'ho fatta.
Grazie ad Alex e Mimma per Pablo e per il festival.
Un amica che si chiama Lusiana, e che ancora beve birra calda rossa.
Un bacio a tutti.
che dire? Pablo: ovvero, l'apoteosi di un festival indimenticabile!
Grazie Mimma e Alex per l'impegno straordinario e per quello che ci vete regalato!
Un abbraccio
susy
grazie grazie grazie!
è stato un festival bellissimo!!
lo stage di veron è stato divertentissimo, peccato che l'influenza mi ha rovinato il primo giorno... ma ho cercato di godermelo più che potevo!!!
ma vi pare a voi che la notte prima dello stage mentre svomitazzavo per casa pensavo "oddio, come faccio? domani c'è lo stage!!" e mi sono fatta fare una puntura... io, nota cagasotto!!! :O
non posso aggiungere altro... mimma bellissima ed eccezionale come sempre, anzi di più!
adesso... anticipazioni sulla prossima edizione??
alex lo sappiamo che ci stai già lavorando!! e chi ti ferma a te??? e menomale!!! :))) noi tifiamo sempre per te, per voi! :)
baci a tutti!
fra :)
... a proposito: Cri, ora che sei stata immortalata da canale 5 mentre ballavi con Pablo, ci rivolgerai ancora il saluto? dobbiamo darti del lei?
ossequiosamente
Susy
cara Susy, assolutamente si.. Solo che adesso, per voi amici, c'è anche la possibilità di chiamarmi Pablita..
domandina....ma qualcuno ha avuto modo di registrare il servizio di canale 5?
grazie....
sì: ho fatto avere la cassetta ad Alex e Mimma.
Ci sei anche tu, mass: siete tutti bellissimi!!!
a presto
susy
ahhhh grazie chiederò a loro.
a stasera
mass........
I RELIQUIARI
Anno 2507 (tra 500 anni). In un mondo postmoderno abitato da figure dimesse e macilente, scevre da ogni parvenza di eleganza, quasi larvali, si aggirano strani personaggi: avvolti in camicioni quasi monacali e sorretti da bastoni nodosi, dispensano ricordi e reliquie. Alcuni di questi in particolare sono devoti del santo Veron, una figura (sembra) vissuta nel XXI secolo, che incantava le folle di allora muovendosi. In questi tempi in cui non si sa bene che cosa sia il movimento del corpo, dato che tutti avanzano come spettri, non si ha idea di cosa facesse.
Ho trovato uno di questi eremiti: diceva di venire da Molfetta e parlava con uno strano accento, quasi caricaturale. Aveva il capo circondato da una fascia di capelli e la calvizie nel mezzo. Mi ha mostrato il suo campionario (era un devoto del santo Veron):
- occhio imbalsamato di Veron
- ciocca di capelli di Veron
- cilicio di Veron
- tacco della scarpa destra
- vetro scuro (diceva che apparteneva agli occhiali, ma cosa sono gli occhiali poi ???)
- osso del polso della mano destra
- bastocino da fumo (si chiamava sigaretta)
Voleva che barattassi qualcuna di queste reliquie con il mio pezzo di arte. L'arte era una sostanza che ciascuno custodiva in un'ampolla e che faceva sì che ogni uomo ed ogni donna non fossero solo dei pezzi di carne viva con qualche anno di autonomia, ma avessero un'anima, cioè avessero il movimento nelle loro teste. Dunque voleva che io facessi uscire il mio movimento dalla testa per acquistarlo nelle mie membra, grazie alla reliquia.
- Il santo Veron farà il miracolo, - diceva. - E tu sarai più vivo dei vivi. - Ma io non mi fidavo di quel chiacchierone postulante e dicevo - Non ci può essere vita nelle membra, sono una creatura del mio tempo, ovvero di questo tempo di poca luce e molte tenebre. - Il questuante, allora fece un rapidissimo movimento di gambe e roteò su se stesso. Si allontanò e con il suo accento caricaturale disse - Sei un misero essere, ora avrai capito che io posso muovermi dentro e fuori molto meglio di qualunque tuo simile larvale.
OL
mi vengono in mente molte parole ma mi vien da sintetizzarle con queste due:
IO C'ERO!
grazie per l'ospitalità.
Sei ore di auto non sono volate leggere per partecipare ad un evento tale. Sento di aver portato a casa molto.
Raffaele e Melita
Preganziol - Treviso.
"Cara Mimma, non ci sono parole adatte per esprimervi tutta la mia gratitudine... è stata un'esperienza magnifica e Pablo Veron un'emozione "pura"...
una sorpresa grande la sua disponibilità e la delicata attenzione con cui si è rivolto a tutti noi, oltre a quello che già sapevamo di lui.. trovarci di fronte ad un artista incredibile ed un vero professionista.
Ha ragione Alex nel dire che siamo usciti dalla lezione tutti un pò diversi.. l'atmosfera che si respirava era quasi surreale per quanta attenzione e cura c'è stata da parte di tutti noi ma soprattutto da parte vostra e del grande Pablo Veron.
Spero che la bella "esperienza romana" lo porti a tornare presto per permetterci di rivivere momenti emozionanti come non era mai successo prima! E sono sicura di non essere la sola ad avere questa speranza!!!
Un enorme e sentito "grazie". A presto, anna"
Che bello scoprire, leggendo i commenti degli altri, che così in tanti abbiamo condiviso con la stessa intensità quei momenti di "grazia assoluta" oltre che di ammirazione per un talento così raro!! Abbiamo finalmente respirato tutti insieme un'atmosfera serena, delicata e raffinata grazie a voi, artefici di tutto questo! Grazie ancora, Anna
voglio vedere la cassetta!!!!!!!!!per favore
Luciana
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