17 novembre, 2006

Happiness is a warm gun.

Barcellona non si spegne con l'arrivo della sera ma appassisce quieta, le persone in strada sono sempre nello stesso numero. Tutto è ordinato, anche quella piccola tassa sul conto, l'acqua che non hai preso o il caffè che non hai bevuto. E' strana, perchè una cosa strana a Barcellona è normale, e viceversa. Immagino un palazzo come una moschea e magari invece è un condominio. Ci passo davanti, e pochi metri più in là si aprono le luci dell'Auditori. Loro sono già dentro, magari Jarrett si sta strofinando le mani. E' caldo, la corsa, l'emozione mi fanno sudare un pochino. Approccio buono, terza fila, lato sinistro. Buono, penso. Dal lato del pianista. Ma purtroppo lui esce, saluta con un breve inchino, si siede e mi dà le spalle. Sembra suonare per qualcun altro. Il pubblico non esiste per lui. Questo si capisce subito.

Si siede e fa un cenno a Peacock, gli dice qualcosa come "scusa, ci ho ripensato, lasciami fare", l'altro annuisce, un po' teso: ci sono 2300 persone a vederli.
E comincia.



Da premettere che io piango sempre, per qualsiasi cosa e se non lo faccio è solo perchè non mi vedete. Mi fanno piangere gli applausi, i film tragici, le premiazioni, la politica e...anche queste note che vengono da dio.
Già, perchè non sono scritte da nessuna parte; sono sempre diverse ogni sera (Autumn Leaves include un assolo di Jack de Johnette, impressionante, che calca un pochino ad un certo punto su un tempo quasi cubano - e Jarrett allunga le sue battute nella ripresa: d'un tratto sembra di sentire i Buena Vista suonare, solo che qui sono in tre) e, le note, sono così belle che non possono che provenire da qualche altra parte, che Jarrett pare ascoltare, tra danze inchini e camminatine, quando gira la testa verso l'altro o quando esplode in un grido per una terzina ben trascinata.
Mi sembra di riconoscere anche Dancing cheek to cheek, mascherata a dovere, perchè qui si riscrive tutto, si rifà da capo, in una sera, si riscrive la storia per poi dimenticarsela.
Quindi Jarrett come prova dell'esistenza di dio ? Forse. A me convince più Jarrett, a chi crede ci crede e basta, in fondo è un argomento che lascia il tempo che trova. Ma poi.
Poi parte un blues, non lo riconosco. E' blues colto, martellante, Jarrett insegue scale ad una velocità non umana, assoli su assoli si arriva alla coda e quando il brano sembra chiudersi lui va avanti, lo fa, a lui è concesso. E parte qualcosa di strano, sembra Beethoven, ha un tono epico tipico della variazione ma anche una carica romantica e ritmica, lasciata, trascinata fluida e forte allo stesso tempo. Sembra non finire più. Ma finisce. Io sono letteralmente morto, Peacock si muove verso di lui a stringergli la mano, il pubblico applaude credo per almeno 2 minuti. E' l'effetto di Veloso che canta da solo, per la prima volta, un samba di Carmen Miranda. Stessa qualità di applauso, quello che ritorna dal cuore colpito ed affondato, l'applauso per chi, in quel momento, magari senza volere, a scritto una pagina non della storia, ma della vita, che è più importante.

Il concerto potrebbe finire qui, ma finisce solo il primo tempo. L'intervallo è abbastanza lungo per farsi fregare da una tipa che vende magliette sovrapprezzo, per un Cava assieme ad un pubblico devo dire non poi così borghese. Tempo di tornare e al'apertura della porta riappaiono, sommersi da macchinette fotografiche. Compresa la mia, sai il ricordo, scattiamo ora che se lo fai mentre suona questo qui è capace di alzarsi ed andarsene. Macchè.
Lui si alza dal pianoforte guarda verso me, sono sicuro prende un microfono e dice che chi scatta foto è un bambino idiota, che farebbe meglio ad andarsene ecc. Insomma...ho pensato che avrei potuto interrompere un concerto ! Qui Jarrett si mostra per quello che è. Un genio totale che vorrebbe vivere su di un eremo. A lui il pubblico dà veramente fastidio, è di spalle, alla fine farà un inchino e se ne andrà, dopo un secondo tempo bellissimo, ma non all'altezza del primo, più tecnico, con meno sprazzi di assolo, in quel silenzio quando gli altri due tacevano e che sembrava configurare un paradiso.

E' finito, due ore nette. Barcellona si riapre, come non fosse successo nulla nel frattempo.
Scrivo il giorno dopo ma è come se fosse una "pistola ancora calda". Perchè ieri è successo qualcosa con una pretesa, per quanto buffa, scanzonata come le grandi mani nere di De Johnette, di eterna bellezza.

a.c.

4 commenti:

susyfrog ha detto...

Grazie Alex!
Questo pezzo è di una bellezza rara.
Susy

Anonimo ha detto...

ringraziamenti alle donne con cui ho avuto il piacere di ballare ieri sera:
Samantha, Sonia, Tiziana, CriJennifer, DanyDù (tutte fantastiche).
ciao
mass_man_happy_rasta

Alex Cantarelli ha detto...

Grazie mille Susy.
Sarà piaciuto anche a Mass_man ?...

a.c.

Vi ricordo la pratica, stasera ore 20. ciao.

Alex Cantarelli ha detto...

Per tutti:

questo il messaggio inviato alle liste dopo che per un fraintendimento era stata pubblicata la notizia che stasera, venerdì ci saremmo esibiti al salon tanghèra di roma. Stasera prove fino a tardi come consuetudine.

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Salve !
con la presente volevamo avvertire della nostra assenza alla serata di venerdì al salon Tanghèra dedicata ai maestri romani.
Ci scusiamo con tutti, sarà per un'altra volta - e ringraziamo Eduardo dell'invito ripetutamente inoltratoci.
La realtà è che siamo immersi ogni giorno nelle prove fino a notte fonda: e le prove sono per noi in questo momento veramente irrinunciabili.
Abbiamo per questo sospeso ogni esibizione rimandando l'anteprima del nostro nuovo materiale direttamente agli spettacoli in programmazione nel meditango festival di dicembre.

In bocca al lupo a tutti, quindi, e alla prossima.

Alex Cantarelli e Mimma Mercurio

MeditangoFESTIVAL ecc....