In queste sere da Gambero Rozzo, tra Perilli e i suoi camerieri che dispensano ossobuchi ricchi e pub claustrofobici, tra svedesi pesanti e grigliate dal conto un po' troppo allegro, mi sono riscoperto guru culinario, tutti qui, tutti là, muovo masse come Mosè l'acqua (e il vino ?). Ma domani: Salaria-piscina ! Ci facciamo mettere da parte il buffo buffet e poi....mercoledì è l'ultima. Proposte ? Io direi che si potrebbe fare una pre-festa, chi si offre ?
Poi giovedì santo ad Ostia e venerdì festa ufficiale nel tempio di Marina (Marina's Temple).
Abbiamo comunque contribuito all'economia del Flaminio - e dell'Egeria.
E' buffo. Colonizziamo i luoghi. Anche se all'Egeria servono prima altri...
Pazienza. Mi sono riscoperto "massa". Mi basti. E' niente male.
Sullo spettacolo non direi nulla. Se non che è strepitoso. Avete tutti una grande fortuna: di farlo molte volte. Anche in questo non è un saggio. E' educazione al teatro. E' riproporre la mia sensazione di quando entravo a teatro per la quinta, sesta replica. La sicurezza che avevo era magicamente tramutata in felicità. Mi fa piacere trasferirla a voi.
Lo spettacolo è bellissimo. I complimenti sono tantissimi e sentitissimi. Lo cogliete anche voi. Che bizzarro: tutto è talmente bello che quasi mi stufo a parlarne.
Il pubblico partecipa. Entusiasta. Qualche sparuto pensa a se stesso, al proprio non esserci: come chi guarda il dito che indica la luna. Ma anche per questo, non è che si può pretendere...
Evviva evviva. La sera in cui involtini ed ossobuchi sancissero il successo è arrivata.
Vi ringrazio tanto, veramente. Per la vostra professionalità immaginata e confermata. Per la tranquillità. Per il talento. Per visualizzare, anche a me stesso, i pensieri tristi e felici che si fermerebbero altrimenti su una pagina.
Questa sera sono felice. La luna è alta, molto alta. Ed Eugenia Parrilla, in un sogno avverato, indossa la maglia di "medidonna".
a.c.