30 maggio, 2007

Anzi che non ha detto "colpa dei comunisti !"

Fabrizio Corona lascia il carcere
Il fotografo lascia San Vittore, concesse misure cautelari meno coercitive
"Sono stato ostaggio dello Stato, vittima di quel talebano di Woodcock"
"Ora parlerò, saranno cavoli amari"
La moglie Nina Moric: "Ho paura, se ci penso mi viene il mal di pancia"

MILANO - "Ostaggio dello Stato", "vittima di quel talebano di Woodcock", ma "fra poco racconterò la verità, e saranno c... amari per tutti". E' un fiume in piena Fabrizio Corona, il fotografo arrestato lo scorso 12 marzo, nell'ambito dell'inchiesta sui presunti ricatti a personaggi famosi, e che oggi ha lasciato il carcere di San Vittore, dov'era detenuto. I gip di Milano, Potenza, Torino e Roma, che hanno filoni dell'inchiesta, gli hanno concesso misure cautelari meno coercitive: a quanto si apprende, il gip di Potenza gli ha concesso gli arresti domiciliari, quello di Torino ha convertito la misura cautelare in carcere in quella dell'obbligo di firma, mentre la scorsa settimana quello di Milano aveva deciso per l'obbligo di dimora. Ancora non è chiaro per quale misura abbia optato il gip di Roma, che dovrebbe pronunciarsi domani. Per niente contenta la moglie, Nina Moric: "Ho paura, paura, paura, se ci penso mi viene il mal di pancia", dice in un'intervista al settimanale Chi.

Il fotografo varca il portone della carraia di San Vittore, ed esplode: "Quello che ho subìto in questi 80 giorni da parte di tutti, ma in particolare della Procura di Potenza, è ancora più vergognoso... Ma tra poco sarò libero e allora dirò le mie verità, e saranno cavoli amari". Intemperanze? "No, piccole verità - risponde uno dei suoi avvocati, Manuela Marcassoli - dopo ottanta giorni di carcere, si può comprendere che uno abbia il dente avvelenato".

Ad attenderlo, una Bentley scura con i suoi avvocati, a bordo della quale ha raggiunto la sua abitazione in Largo la Foppa. Lì dovrà restare, agli arresti domiciliari, su ordine del gip di Potenza. In canottiera e coda di cavallo, occhiali scuri alla moda, Corona si è concesso a telecamere e fotografi. "Torno a casa da mio figlio - dice - che per ottanta giorni è stato ingiustamente privato del padre. Le uniche persone che mi sono state vicine sono Frank Di Maio (Il pm di Milano titolare dell'inchiesta su "Vallettopoli", ndr), che si è comportato correttamente, mia madre, e mio padre che mi ha protetto da lassù".

("ingiustamente", certo)

Per Nina Moric si preparano giorni difficili. "Guardandolo dovrò affrontare la realtà - dice al settimanale Chi la modella croata, che lo scorso 2 aprile aveva presentato richiesta di separazione dal marito - magari non sarà quella che avrei voluto. Lo amo ancora, ma è un legame malato. Ho cominciato un percorso di analisi che mi sta aiutando a capire chi sono. Non mi conoscevo, ora sto meglio. Ho lavorato per sedici anni - aggiunge - e mi sono ritrovata da un giorno all'altro senza il becco di un quattrino, con un affitto da pagare e un bambino da crescere. Sono stata giudicata per la mia scelta, condannata dalla gente, ma cosa ne sanno di quello che ho passato...".

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Te lo dico io chi sei, e spendi meno.

a.c.

27 maggio, 2007

Aaaaantoneeello !!!

Grande Venditti. Dopo una Notte prima degli esami da brivido comincia a parlare con Fazio.
"I figli devono uscire dalle famiglie !"
"A scuola ci stanno gli studenti e i professori, non le famiglie. Hai mai provato a mettere due famiglie insieme ? Litigano dopo due minuti. Vanno in piazza per difendere la famiglia, ma forse è perchè hanno bisogno di spazio pe' mmenasse..."

Poi sulla mamma di 95 anni e il padre ex anarchico che incontra sua madre e... diventa prefetto. E canta "Mio padre ha un buco in gola". Sua madre non è mai andato a trovarlo a casa sua perchè "una casa presuppone una donna..."

E Roma Capoccia, scritta a 14 anni "immaginando" Roma, cha ancora non aveva mai visto, perchè sua madre non voleva uscisse di casa. Allora racconta che il suo primo viaggio è stato al centro di Roma. Ma la canzone l'aveva già scritta !

Chissà perchè mi commuovi, in questa domenica in cui hanno tolto la diretta da Cannes, in cui il calcio occupa tutto, in cui fa caldo e ho male alla pancia.

a.c.

26 maggio, 2007

Genova.

«Bagnasco mi piace, apre un' era»
La sfida di Marta, ds «ribelle»
La Vincenzi, candidata sindaco a Genova, e il gelo con il suo partito «Qui la sinistra è allo stremo. Ero del correntone, ora tifo Pd»

GENOVA - Gli hanno messo di fronte la Marta. La più combattiva, che a lungo ha fatto dannare anche loro, D' Alema Veltroni Fassino Cofferati. Se i sondaggi sono giusti, anche monsignor Bagnasco se la vedrà con la Vincenzi. Che, per ora, si dice incantata dal suo contraltare: «Sono stata a trovarlo in arcivescovado, abbiamo parlato a lungo. Mi ha fatto una grossa impressione. Bagnasco aprirà un' altra era, diversa da quella di Ruini. Si adatta anche a lui il mio slogan elettorale: "Una nuova stagione". Sono ansiosa di poter dialogare, naturalmente dalle mie posizioni: laicità dello Stato, Dico, diritti della donna».

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Ora. Genova non ha bisogno di niente. E' una città moderna, ricca, strutturata. Se va la destra o la sinistra non cambia proprio una minchia.
E qui, spenderei due parole sulla natura delle elezioni locali.
La sinistra ha giocato la sua rivincita sulle elezioni comunali. I "sindaci" hanno dimostrato a tutti come le amministrazioni di sinistra funzionano. Mantova, FIrenze, Roma, Torino. Che si può dire ?
Allora Berlusconi ha capito tutto, da genio della comunicazione (premetto, per me Berlusconi è un completo idiota, ma questa formula "genio della comunicazione" mi salva da giudizi perentori...) e gioca tutto sulle elezioni locali: "se la sinistra perde tutti a casa !"

L'ultima parola è sul prode Bagnasco. E sulla idiozia di questa candidato sindaco di Genova. Se fossi genovese voterei per Rauti. (ma...se fossi genovese non scriverei su questo blog...e avrei più soldi, senz'altro...)
Dialoghiamo, fermo restando i Dico....dice il candidato sindaco.
Ma....perdoni: dialogare...di CHE ?

Te credo che hai fatto "dannare D' Alema Veltroni Fassino Cofferati"...sei un'idiota !

a.c.

22 maggio, 2007

Luigi.

"Questa non è una risposta è una deportazione", dice Luigi al celerino figlio di puttana, che esegue gli ordini solo perchè non ha cervello. Poco prima dal sindaco aveva avuto garanzia che la Pantanella non sarebbe stata sgomberata.
Luigi, Di Liegro, io me lo ricordo. Ero piccolo, ma la Pantanella me la ricordo. Era diventato il centro dell'inaffidabilità dell'Italia. L'Italia emigrante ma che poi gli emigrati li tratta come delle merde.
"Euge', dice, guardali: in cinquant'anni non è cambiato niente".

Ma più del rapporto con il sindaco, il mediocre Franco Carraro, sul quale non voglio spendere una parola in più, perchè tanto "brucia de le fiamme sue" (dopo la Pantanella, Carraro fu inquisito e il Comune commissariato, due anni e diventa deputato di Forza Italia e Presidente della Lega Calcio, poi lo scandalo), più di quello vale il rapporto con la Chiesa. Quella stessa Chiesa che lo sposta, lo dissuade, lo minaccia, lo allontana e poi non gli da' manco la Parrocchia in cui aveva fatto opera per trent'anni.

A loro, ai Bagnasco che dormono sull'ermellino, va la mia più lucida "stima"...

Luigi di Liegro è morto e con lui chissà quante cose, compresa la santità tutta terrena di chi vuole e sempre reclamerà giustizia.