E' cominciata la vera avventura !!!
Da ieri Alessandro, Armando, Barbara, Gianluca, Romina, Susanna condividono tutto, mangiano, dormono, sognano ed immaginano assieme ciò che potrà essere lo spettacolo, la prossima settimana ormai !
Alcuni di loro possono "evadere" dal teatro con la concessione del regista ed il consenso di tutti gli altri: Susanna ha le prove di Rosso ! Armando sabato sera fa il musicalizador, Gianluca non vuole perdersi le lezioni !
Poi di nuovo tutti assieme nel teatro.
E' un reality, ragazzi; da voi, solo da voi verrà fuori lo spettacolo.
Cosa accadrà ? Ci sarà sintonia o lotta ?
Ci sarà una gara. Allora ogni simpatia o legame cederà il passo all'ansia di vincere.
Nulla sarà stabilito, tutto lo spettacolo procederà a caso, costruito sulla gara che i ragazzi, ne siamo certi, vorranno tutti ardentemente vincere.
Cosa si vince ?
Un viaggio a Buenos Aires !!!
Attenzione, perchè anche il pubblico che assisterà allo show voterà; a tutti sarà consegnato un piccolo fogliettino sul quale segnare la propria preferenza: un consiglio....scrivetelo a matita ! Perchè nel corso dello spettacolo ne vedrete delle belle che magari cambieranno il vostro giudizio !
Insomma...pronti, partenza.....VIAAAAA !!!!
la redazione de I Milonghèris
28 novembre, 2006
27 novembre, 2006
ESTEBAN MORENO y CLAUDIA CODEGA !! TangOFFicina SABATO 2 DICEMBRE, meditangofestival

meditangofestival è lietissimo di presentare
sabato 2 dicembre dalle ore 22.30 in poi, milonga con eccezionale show di
ESTEBAN MORENO y CLAUDIA CODEGA
L'eleganza, lo stile, l'innovazione hanno un nome nel panorama del Tango Argentino mondiale: Esteban e Claudia.
Punto di riferimento per la nuova generazione di ballerini, con una tecnica incredibile, mettono in scena un'esibizione emozionante, ricca, complessa, dove la radice del Tango si accosta ad una ricerca costante di nuove forme estetiche. Ricerca che prosegue nell'intensa attività didattica svolta da anni in stages e festivals di tutto il mondo. (Sito ufficiale: www.estebanyclaudia.com)
PROGRAMMA:
ore 19.00 inaugurazione meditangofestival con buffet. Vernissage mostra fotografica Arkè nei locali di TangOFFicina, presenti Esteban e Claudia e i direttori e collaboratori del festival.
ore 20-21.30 primo stage principianti con i maestri (esaurito)
ore 22.30 inizio milonga, tj Alex Cantarelli
ore 24.15 grande esibizione dei maestri
Note:
1. Sono esauriti i posti per ogni stage ad ogni livello. Il numero di coppie di ogni stage è stato portato a 16 per favorire tutti senza perdere in qualità didattica.
2. La mostra è permanente per tutto il mese e gratuita, ha come tema il tango con foto d'autore e una lettura molto particolare del fenomeno tango. Ringrazio i curatori Cristina Loizzo e Massimo Scarinzi.
3. Non è possibile assistere alle lezioni, nè filmare lezioni o show.
4. Il numero di posti per la serata è fissato in 110 paganti, la sala sarà priva di tavoli per garantire più spazio, il biglietto può essere acquistato a partire dalle 21.30 per garantirsi l'ingresso (ingresso euro 12, euro 10 per chi frequenta gli stages dei maestri) Tutto a TangOFFicina, Via Cupa, 5
Vi aspettiamo, per il primo appuntamento di questa fantastica kermesse che vedrà Roma per un mese intero capitale assoluta del Tango !
(Programma del festival su www.meditango.com/festival)
I direttori,
Alex Cantarelli e Mimma Mercurio
www.meditango.com
349.2621186
meditango@meditango.com
26 novembre, 2006
Arrampicarsi sugli specchi.
(da Ilgiornale.it)
2° parte
«Mi scuso con il ministro - ha chiarito ieri mattina Belpietro -. È stato un errore, un errore grave, per cui porgo le scuse mie personali e del Giornale al ministro Livia Turco. Resta tuttavia il problema di una proposta di legge della maggioranza che intende introdurre non solo il testamento biologico, ma anche l'eutanasia».
Il centrosinistra, in effetti, aveva depositato alla Camera il 26 settembre una proposta di legge che voleva introdurre la possibilità per il malato di chiedere di morire per alleviare le sue sofferenze. I firmatari: Franco Grillini (Ds), Katia Bellillo (Pdci), Lanfranco Turci e Maurizio Turco, entrambi della Rosa nel pugno. Sul frontespizio della legge compaiono solo i cognomi dei proponenti, e l'equivoco è nato dall'omonimia dei cognomi tra Maurizio Turco e Livia Turco. L'errore è stato quello di ritenere che si trattasse di una proposta di legge presentata nella precedente legislatura, quando Livia Turco era deputato dei ds, e riproposta nelle ultime settimane con testo invariato.
____
Cioè, tento di ricostruire:
1. Una mattina il direttore de Il Giornale si sveglia e pensa: come minchia faccio oggi a rompere le palle ai comunisti ? Fammi un po' vedere le agenzie dell'ultimo periodo.... ecco: questa !
2. E ne trova una del 26 settembre (DUE MESI FA - tanto per dire come si fa l'informazione) che dirà ovviamente nomi e cognomi dei firmatari, forse poi reca il frontespizio, ma forse.
3. Se anche ci fosse stato solo il frontespizio il direttore avrebbe trovato scritto Turco (RnP) e non Turco (Ds).
4. Ma non fa niente ! Tanto comunque la sinistra vuole l'eutanasia ! Uno vale l'altro !
In ultimo. La Turco dice che il direttore dovrebbe dimettersi. Forse dovrebbe chiedersi come mai sia lì, ma non fa niente. In più il direttore stesso evoca la sacra indipendenza del giornalista dal potere politico, giustamente. Se non fosse che Il Giornale è, guarda caso, di proprietà del nostro amatissimo ex presidente del Consiglio.
a.c.
2° parte
«Mi scuso con il ministro - ha chiarito ieri mattina Belpietro -. È stato un errore, un errore grave, per cui porgo le scuse mie personali e del Giornale al ministro Livia Turco. Resta tuttavia il problema di una proposta di legge della maggioranza che intende introdurre non solo il testamento biologico, ma anche l'eutanasia».
Il centrosinistra, in effetti, aveva depositato alla Camera il 26 settembre una proposta di legge che voleva introdurre la possibilità per il malato di chiedere di morire per alleviare le sue sofferenze. I firmatari: Franco Grillini (Ds), Katia Bellillo (Pdci), Lanfranco Turci e Maurizio Turco, entrambi della Rosa nel pugno. Sul frontespizio della legge compaiono solo i cognomi dei proponenti, e l'equivoco è nato dall'omonimia dei cognomi tra Maurizio Turco e Livia Turco. L'errore è stato quello di ritenere che si trattasse di una proposta di legge presentata nella precedente legislatura, quando Livia Turco era deputato dei ds, e riproposta nelle ultime settimane con testo invariato.
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Cioè, tento di ricostruire:
1. Una mattina il direttore de Il Giornale si sveglia e pensa: come minchia faccio oggi a rompere le palle ai comunisti ? Fammi un po' vedere le agenzie dell'ultimo periodo.... ecco: questa !
2. E ne trova una del 26 settembre (DUE MESI FA - tanto per dire come si fa l'informazione) che dirà ovviamente nomi e cognomi dei firmatari, forse poi reca il frontespizio, ma forse.
3. Se anche ci fosse stato solo il frontespizio il direttore avrebbe trovato scritto Turco (RnP) e non Turco (Ds).
4. Ma non fa niente ! Tanto comunque la sinistra vuole l'eutanasia ! Uno vale l'altro !
In ultimo. La Turco dice che il direttore dovrebbe dimettersi. Forse dovrebbe chiedersi come mai sia lì, ma non fa niente. In più il direttore stesso evoca la sacra indipendenza del giornalista dal potere politico, giustamente. Se non fosse che Il Giornale è, guarda caso, di proprietà del nostro amatissimo ex presidente del Consiglio.
a.c.
25 novembre, 2006
La verità.
Questa sera mi sono trovato a discutere di verità.
Non vi dico dove e come.
Poi tornando a casa ho trovato questo. In fondo si trova ciò che si voleva trovare.
Mi viene in mente una frase , credo di Mazzarino, che diceva più o meno: "La verità sta sempre un poco oltre chi l'ha scoperta".
Insomma: qualcuno (questo qualcuno si chiama Enrico Deaglio, giornalista) pare abbia scoperto che le elesioni d'aprile scorso sono state truccate.
(da www.uccidetelademocrazia.it)
«Non importa chi vota, ma chi conta i voti».
Venerdì prossimo nelle edicole allegato a Diario ci sarà il nostro film Uccidete la democrazia! Memorandum sulle elezioni di aprile.
Il dvd esce con la ristampa del libro Il Broglio, un instant book di «fantapolitica» pubblicato all’indomani del voto di aprile e che per la prima volta inquadrò i retroscena delle elezioni più pazzesche della storia della Repubblica.
E' un thriller, con finale a sorpresa. Bisogna rivelarlo, dire subito il nome dell’assassino? Vecchio problema. I brasiliani, quando vogliono marcare la loro superiorità culturale sui portoghesi, li ridicolizzano perché il film Psycho a Lisbona lo intitolarono O homen que mató a sua mae.
Non è vero, è solo una storiella, ma introduce agli affari nostri, ovvero ai contenuti di un docu-thriller democratico.
Perché le schede bianche e nulle nelle elezioni di aprile crollarono per la prima volta dopo sessant’anni?
Perché il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu si allontanò furtivamente dal Viminale per andare a casa di Berlusconi nei momenti cruciali dello spoglio?
Perché i terminali della prefettura di Caserta si bloccarono per tre ore e ripresero a funzionare solo dopo che una nutrita «delegazione» dei Ds occupò l’ufficio del neonominato prefetto?
Quale «mano invisibile» o «disegno intelligente» ha fatto sì che le schede bianche in tutta Italia, dalle grandi città ai più piccoli paesi, si fermassero improvvisamente tutte tra l’uno e il due per cento?
Perché, a distanza di sette mesi, nessuna istituzione è in grado di comunicare il risultato definitivo delle elezioni, così come ogni Paese democratico usa fare? C’è forse un problema a mettere un nome, una firma, sotto un elenco di cifre che non sono onestamente presentabili?
Il film che sta per uscire ha già ricevuto udienza sui giornali e in televisione. «Preventivamente» Forza Italia ha fatto sapere, con una dichiarazione del portavoce di Silvio Berlusconi, che si tratta di un ammasso di calunnie e falsità e che l’intera équipe di avvocati del partito è pronta a chiedere le nostre ossa.
Molto meno battagliero, quasi un canchescappa, è invece l’ex ministro dell’Interno Pisanu (uno dei protagonisti assoluti del film) che ha già fatto sapere che non sporgerà querela preventiva: una simpatica prudenza. Quando, nel marzo scorso, Diario scrisse che in un appalto a trattativa privata per il conteggio elettronico del voto in quattro Regioni – 38 milioni di euro di commessa – era stata scelta una ditta americana (la Accenture, protagonista di scandali nel voto in Florida) di cui il figlio del ministro è uno dei partner, Pisanu annunciò ai giornali, vibrante di sdegno, una querela che non ci è mai arrivata. (Nel frattempo tutta la miliardaria organizzazione per il conteggio elettronico del voto, per cui sono stati assunti per tre giorni 18 mila neofiti, non ha dato più notizia di sé: volatilizzata nel nulla senza produrre un solo dato).
A questo punto vorremmo davvero che l’ex ministro facesse valere le sue ragioni contro di noi in un’aula di tribunale. Noi siamo ovviamente tremanti per il suo potere, ma pronti. E se ci sarà il confronto – quando saremo vecchissimi – ricorderemo la vittoria con la stessa commozione dei reduci della battaglia di San Crispino.
Il quadro delle reazioni «preventive» al film che troverete venerdì prossimo in edicola non può non segnalare infine la simpatica freddezza con cui i politici del centrosinistra, che pure sono testimoni cruciali della notte fatale, oggi lo osservano. In effetti, il precario quadro parlamentare del governo Prodi non si presta a grandi dichiarazioni di rottura. Comprendiamo e non comprendiamo, come si dice parlando in intimità: capisco e non capisco. Anche perché a tutti è chiaro che in questi sette mesi che sono trascorsi dalle elezioni, l’unico ad aver parlato di brogli, ad aver previsto brogli, ad aver evocato brogli, ad aver chiesto riconteggi è stato Silvio Berlusconi, che ha costantemente associato oscure minacce e apocalittiche rivelazioni alla proposta di un governo di unità nazionale. Ovvero, con una mano accusava quelli del centrosinistra di essere dei ladri, con l’altra chiedeva loro di fare un accordo per il bene del Paese. E possibilmente del suo.Noi deleghiamo un po’ troppo a chi conta i voti. Pensateci. Siamo nella situazione in cui tutti votiamo – finalmente uguali, poveri e ricchi, neri e bianchi, maschi e femmine – ma non siamo noi a dire chi ha vinto.
Qualcuno lo dice per noi. Lo ha detto in Italia. Lo ha detto in Messico e ha provocato proteste di mesi. Lo ha detto in Ucraina ed era falso. Lo ha detto in Canada e ha smentito tutte le previsioni.
Il film parla un po’ di tutte queste cose. Secondo noi, il risultato delle ultime elezioni politiche è stato falsato, a danno del centrosinistra. La storia delle notte elettorale e i dati finora nascosti che presentiamo lo provano. Falsare, come raccontiamo, è molto facile.
Dopo questo film arriveranno molte notizie . Già ce ne stanno arrivando. Tutto sommato, è bello vivere in un Paese in cui si possono fare domande. Se ne avete: www.uccidetelademocrazia.com. Se volete mettere una scritta su una maglietta bianca, consigliamo: «Abuse of power comes as no surprise», che si traduce in vari modi ma anche con «attenti al lupo».
Non vi dico dove e come.
Poi tornando a casa ho trovato questo. In fondo si trova ciò che si voleva trovare.
Mi viene in mente una frase , credo di Mazzarino, che diceva più o meno: "La verità sta sempre un poco oltre chi l'ha scoperta".
Insomma: qualcuno (questo qualcuno si chiama Enrico Deaglio, giornalista) pare abbia scoperto che le elesioni d'aprile scorso sono state truccate.
(da www.uccidetelademocrazia.it)
«Non importa chi vota, ma chi conta i voti».
Venerdì prossimo nelle edicole allegato a Diario ci sarà il nostro film Uccidete la democrazia! Memorandum sulle elezioni di aprile.
Il dvd esce con la ristampa del libro Il Broglio, un instant book di «fantapolitica» pubblicato all’indomani del voto di aprile e che per la prima volta inquadrò i retroscena delle elezioni più pazzesche della storia della Repubblica.
E' un thriller, con finale a sorpresa. Bisogna rivelarlo, dire subito il nome dell’assassino? Vecchio problema. I brasiliani, quando vogliono marcare la loro superiorità culturale sui portoghesi, li ridicolizzano perché il film Psycho a Lisbona lo intitolarono O homen que mató a sua mae.
Non è vero, è solo una storiella, ma introduce agli affari nostri, ovvero ai contenuti di un docu-thriller democratico.
Perché le schede bianche e nulle nelle elezioni di aprile crollarono per la prima volta dopo sessant’anni?
Perché il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu si allontanò furtivamente dal Viminale per andare a casa di Berlusconi nei momenti cruciali dello spoglio?
Perché i terminali della prefettura di Caserta si bloccarono per tre ore e ripresero a funzionare solo dopo che una nutrita «delegazione» dei Ds occupò l’ufficio del neonominato prefetto?
Quale «mano invisibile» o «disegno intelligente» ha fatto sì che le schede bianche in tutta Italia, dalle grandi città ai più piccoli paesi, si fermassero improvvisamente tutte tra l’uno e il due per cento?
Perché, a distanza di sette mesi, nessuna istituzione è in grado di comunicare il risultato definitivo delle elezioni, così come ogni Paese democratico usa fare? C’è forse un problema a mettere un nome, una firma, sotto un elenco di cifre che non sono onestamente presentabili?
Il film che sta per uscire ha già ricevuto udienza sui giornali e in televisione. «Preventivamente» Forza Italia ha fatto sapere, con una dichiarazione del portavoce di Silvio Berlusconi, che si tratta di un ammasso di calunnie e falsità e che l’intera équipe di avvocati del partito è pronta a chiedere le nostre ossa.
Molto meno battagliero, quasi un canchescappa, è invece l’ex ministro dell’Interno Pisanu (uno dei protagonisti assoluti del film) che ha già fatto sapere che non sporgerà querela preventiva: una simpatica prudenza. Quando, nel marzo scorso, Diario scrisse che in un appalto a trattativa privata per il conteggio elettronico del voto in quattro Regioni – 38 milioni di euro di commessa – era stata scelta una ditta americana (la Accenture, protagonista di scandali nel voto in Florida) di cui il figlio del ministro è uno dei partner, Pisanu annunciò ai giornali, vibrante di sdegno, una querela che non ci è mai arrivata. (Nel frattempo tutta la miliardaria organizzazione per il conteggio elettronico del voto, per cui sono stati assunti per tre giorni 18 mila neofiti, non ha dato più notizia di sé: volatilizzata nel nulla senza produrre un solo dato).
A questo punto vorremmo davvero che l’ex ministro facesse valere le sue ragioni contro di noi in un’aula di tribunale. Noi siamo ovviamente tremanti per il suo potere, ma pronti. E se ci sarà il confronto – quando saremo vecchissimi – ricorderemo la vittoria con la stessa commozione dei reduci della battaglia di San Crispino.
Il quadro delle reazioni «preventive» al film che troverete venerdì prossimo in edicola non può non segnalare infine la simpatica freddezza con cui i politici del centrosinistra, che pure sono testimoni cruciali della notte fatale, oggi lo osservano. In effetti, il precario quadro parlamentare del governo Prodi non si presta a grandi dichiarazioni di rottura. Comprendiamo e non comprendiamo, come si dice parlando in intimità: capisco e non capisco. Anche perché a tutti è chiaro che in questi sette mesi che sono trascorsi dalle elezioni, l’unico ad aver parlato di brogli, ad aver previsto brogli, ad aver evocato brogli, ad aver chiesto riconteggi è stato Silvio Berlusconi, che ha costantemente associato oscure minacce e apocalittiche rivelazioni alla proposta di un governo di unità nazionale. Ovvero, con una mano accusava quelli del centrosinistra di essere dei ladri, con l’altra chiedeva loro di fare un accordo per il bene del Paese. E possibilmente del suo.Noi deleghiamo un po’ troppo a chi conta i voti. Pensateci. Siamo nella situazione in cui tutti votiamo – finalmente uguali, poveri e ricchi, neri e bianchi, maschi e femmine – ma non siamo noi a dire chi ha vinto.
Qualcuno lo dice per noi. Lo ha detto in Italia. Lo ha detto in Messico e ha provocato proteste di mesi. Lo ha detto in Ucraina ed era falso. Lo ha detto in Canada e ha smentito tutte le previsioni.
Il film parla un po’ di tutte queste cose. Secondo noi, il risultato delle ultime elezioni politiche è stato falsato, a danno del centrosinistra. La storia delle notte elettorale e i dati finora nascosti che presentiamo lo provano. Falsare, come raccontiamo, è molto facile.
Dopo questo film arriveranno molte notizie . Già ce ne stanno arrivando. Tutto sommato, è bello vivere in un Paese in cui si possono fare domande. Se ne avete: www.uccidetelademocrazia.com. Se volete mettere una scritta su una maglietta bianca, consigliamo: «Abuse of power comes as no surprise», che si traduce in vari modi ma anche con «attenti al lupo».