11 marzo, 2008

Bolzaneto, 2140

Non ho commenti particolari, perchè non credo nella detenzione, nè nella colpa, nè nella condanna. Non gioisco quando uno va in galera nè sbraito se esce prima dello stabilito. In questo non sono certo un cittadino modello.
Ma Bolzaneto è un caso a parte.
Quel giorno in cui ragazzi vennero percossi, denudati, umiliati da agenti del "nostro" Stato, una notte delle matite spezzate tutta nostrana, in un giorno cupo per Genova, la Polizia italiana e tutti noi, quel giorno si è consumato qualcosa che avrà, necessariamente, una ripercussione, come si dice, sul "lungo periodo".
Perchè è facile prendersela con un giovane. Ed è facile picchiare se si ha aria al posto del cervello.

Vi chiedo solo questo: fate questa operazione:

numero di anni di carcere chiesti per i manifestanti : numero di manifestanti accusati

e

numero di anni di carcere richiesti per i poliziotti : numero di poliziotti accusati

Chi compie un reato va punito, ma andrebbe punito il doppio se indossa una divisa, se rappresenta lo Stato, se ci dovrebbe difendere e non menare.
Solo così uno Stato può veramente recuperare la sua moralità, che è cosa degna, dovuta, pubblica.

03 marzo, 2008

A GGiulia'...er Foglio c'ha quattro paggine...

Grande, mega.

Laico.

Ieri ho visto Persepolis, al cinema.
E' un film strepitoso, uno dei migliori degli ultimi anni.
L'uso di una grafica semplicissima ed efficace, l'emozione della figura della nonna, ma sopra ogni altra cosa lo scandalo di uno strapotere religioso oppressivo e sanguinario che grida vendetta. Non violenta e laica. La vendetta della ragione contro i morti che corrono con una chiave in mano al fronte iraqueno ("la chiave è di plastica" dice la mamma nel film), la vendetta della razionalità e del ricordo per tutti i morti senza speranza, scomparsi in anni di regime, senza nome e, forse, senza alcuna possibilità, un giorno, di essere ricordati. Perchè l'Iran non da' proprio l'impressione di una realtà che muta. Ormai.
Persepolis, di Marjane Satrapi.

02 marzo, 2008

Sonscemi ?


Lo so che sarebbe meglio commentare Il Sofista di Platone, ma è Sanremo l'argomento, a caldo.
Appena concluso, con il commento ed il voto di Gino Castaldo in diretta su repubblica.it: ai vincitori un bel "0".
Pippo Baudo a me piacerà sempre. Quando non c'è la tivvù fa schifo. Chiambretti è intelligente, fa ridere, ma gli manca la serietà e magari potrebbe non ridere o far ridere in continuazione.
Le due vallette erano proprio belle e di classe, soprattutto la Osvart.
La canzone che ha vinto fa un po' schifo, pare un'aria da moderno musical, con la superprotezione ed il lancio di Zard, guarda caso...uno che è diventato miliardario con tutti noi coglioni a vedere robaccia tipo Notre Dame.
Cammariere schiera Bosso alla tromba, viaggia a livelli alti, e finisce dietro Meneguzzi.
Frankie HiNrg parla di rivoluzione, ma c'è Mughini in giuria, uno che buttava le molotov fino a quando non gli hanno passato un assegno per dire stronzate sul calcio nelle reti di Berlusconi, facendogli cambiare "ponderatamente" idea. De esto no se habla, di rivoluzione. Perchè la canzonetta deve parlare d'amore. Vacuo. Come la Tatangelo, con un'arietta sciocca infarcita della retorica del povero gay: ma quanta classe quando dice, in chiusura "Gigi, ti amo, è la prima volta che lo dico in pubblico". Chapeau.
Su su, fino a Tricarico. Il suo grido è futurista, stonato, poetico, rinogaetanico; sembra Tenco, un po' Vasco Rossi, un po' fatto, un po' De Gregori. Non becca una nota, ma la sua canzone è frutto di un evidente disagio esistenziale, non mascherato. Mette imbarazzo anche solo a sentirlo parlare. Sta male e canta. E' lui il mio vincitore senza neanche un dubbio.

ciao,

a.

P.S.
Mi ero ripromesso un commento a "Tango Vivo" di Est & Cla. Prometto, domani. Lo sto preparando.