14 dicembre, 2006

Ho visto cose che voi umani...

La Prima di ROSSO è andata, io credo, straordinariamente bene. Mi congratulo con tutti i ragazzi.
Una sensazione è prevalsa nel mio cuore, fra le tante e tutte belllissime: che si trattasse del primo capitolo di un'avventura che può finalmente iniziare.
L'idea, la magia delle luci, il favore del pubblico entusiasta fanno il resto, ma questi sono dettagli.

Bravi, bravi, bravi.

Non posso qui riportare tutti i commenti che mi sono stati fatti direttamente o indirettamente riportati. La costante era il riconoscimento dell'impegno esaltato dall'eleganza della linea guida e della messa in scena. Sono veramente felice.

Ai prossimi giorni, quindi. Chi non ha ancora acquistato il biglietto non arrivi tardi perchè il teatro si riempie.

Saluti !

Alex

11 dicembre, 2006

ROSSO, dal 13 al 17 dicembre.



meditangofestival
presenta

dal 13 al 17 dicembre
Teatro Politecnico


ROSSO

Tres colores. 3.Rosso, Fraternité
II° parte. From Piazzolla to Prince. The black way to Tango


con Alex Cantarelli, Mimma Mercurio, Susanna De Renzi, Isabella Li Gotti, Lara Puz, Salvo Gibilisco, Franco Guzzo, Stefano Testa


Oltre ogni barriera, Tango in viaggio fra le musiche di tutto il mondo, nel segno del colore del sangue, a tutti comune.


e con

Gigi Barulli, Yves Bourguet, Anna Cancanelli
Silvia Correggia, Arianna Farabollini, Paola Fogarizzu
Fabio Leone, Margherita Marchetti, Simone Zamatei


Programma

Mezzanine (Massive Attack)
My Life (Nusrat Fateh Ali Kahn)
Yesterday (The Beatles)
Dråo (Caetano Veloso)
Paris concert, I (Keith Jarrett)
La Rayuela (Orquesta Típica Fernández Fierro)

Escualo (Astor Piazzolla)
One Nite Alone (Prince)
Fracanapa (Astor Piazzolla)
She Loves Me 4 Me (Prince)
Sexy M.F. (Prince)

Durata spettacolo: 1h e 5'

Luci Alex Cantarelli, Maurizio Scozzi


Coreografie
Alex Cantarelli e Mimma Mercurio

Regia
Alex Cantarelli


prod. MDTCMeditango
per meditangofestival 2006

Rosso, Tres Colores, Fraternitè si presenta come un laboratorio aperto di sperimentazione coreografica e come tale, sulla carta, infinito. Come la prima parte proposta in anteprima nello scorso Meditango Festival tenta di esplorare le radici comuni della musica popolare e colta di tutto il mondo, in un viaggio ideale nel segno del colore del sangue, Rosso, a tutti comune. La sua seconda parte si sofferma sull'opera di due grandi autori. Innanzitutto Astor Piazzolla, compositore classico, simbolo della koinè culturale alla radice di ogni musica, mezzo italiano, mezzo francese, mezzo americano e, sì, anche mezzo argentino - e la cui musica viene danzata classicamente, oppure come fosse un apice della tradizione e richiedesse voli e drammatizzazioni.

Ho disfatto questa idea, cercando di riportare la sua grande musica alle radici che Piazzolla non poteva né voleva dimenticare, radici che sono nere, in modo che potesse essere danzata nella chiave del Tango, in quella scia, movenze, particolarità proprie del Tango danzato, senza altri apporti che non fossero quelli della storia che il Tango irrimediabilmente abbraccia e da cui si fa mutare.
(a.c. dalle note di regia)



da merc. 13 a dom. 17 dicembre
Teatro Politecnico Via Tiepolo 13/a - Roma (Flaminio)
ore 21, dom. 17 ore 17

intero: € 15, ridotto € 10


prevendite: via Cupa, 5 tel. 349.2621186
meditango@meditango.com
www.helloticket.it
prenotazioni e prevendita in teatro h11-20.30 tel. 06.3219891

04 dicembre, 2006

Bestiario

"Veron ? Ma quando mai la farà una posa così ? E poi è uno stronzo."
E come è invece chi lo dice ? - che guarda caso organizza una tre-giorni durante il meditango festival ?...

"Esteban e Claudia ? Non mi danno niente, che li vedo a fare ?"
Sonno atavico ed idiota da recuperare guardando Ballando con le stelle.
Ci pensiamo noi a darti qualcosa, non ti preoccupare.

(ieri sera) "Vengo a vedere Rosso...I Milonghrs, come si chiama....non credo...che è ?...mi hanno detto che non è tanto bello..." (giuro! - ma come fa certa gente a saperlo prima ???!)

Insomma: il festival è cominciato, nel modo che abbiamo visto tutti. La giustizia si fa da sè, a volte.

Ora ho sonno, mi duole il pollice, il mio scriptorium è il computer e vado in teatro a fare le luci.
Esteban e Claudia hanno fatto tre lezioni d'antologia e uno show che non si vede in giro da tempo. I Milonghèris è ovviamente un capolavoro e chi parla così aveva appena dialogato con un'esclusa....(che ridere!). Veron è un insegnante straordinario, leggete qualche recensione sugli stages che fa in tutta Europa (in Italia, appena varca il confine è stronzo, dicono...forse è una reazione allergica ai coglioni).

ciao !!!
a.c.

02 dicembre, 2006

Flusso

Paolo Panelli diceva: "i polacchi ? me dispiace pe li polaaacchi... - e chissene frega !" E il polonio ? Così battezzato da Madame Curie in onore della causa indipendentista polacca, è scarsamente reperibile in natura.
Un po' come la tipa che mi ha ingiunto lo sconto l'altra sera, dicendo che la stavo imbrogliando, e cui ho ingiunto di cambiare tono e luogo.
Meno scarsamente reperibile saranno le orde di incazzati che naufragano a Roma per il summit di quelli che le manifestazioni, vent'anni fa, le condannavano. "Ma cos'hanno questi studenti ?? Sono trecento anni che protestano" diceva una canzone di Vecchioni.
Orde che mi impediranno sicuramente di svolgere la consueta attività di questi giorni, ovvero ottomilacinquecentotrentasette cose in ventiquattro ore. Fra cui il caffè al bar, dal barista che oggi ha esclamato ad una signora "armeno Hitle voleva la razza pura !" "Ed io pensavo ora gli dico sono anch'io ebreo" (sempre Vecchioni)
Un amico dice, non ti preoccupare, senza che stiamo qui a staccare tutto, tieniti questo. Poi mi dice: mettiamoci d'accordo, quanto puoi spendere ? Come quelli che per strada ti dicono che ti regalano un anello e poi ti scuciono un cinquantone.
Ognuno sente la paura in modo diverso: quella aggredendo, l'altro piangendo, l'altra sparendo e io....sopportando.
Perchè sono maturo. Come una pera.
In un blog uno dice "ma quali ubriachi al volante ! Questo è uno stato che se bevi ti punisce e se invece ti fai dieci spinelli e guidi non ti dice niente nessuno !
A parte che se ti fai dieci spinelli muori d'infarto.
Poi con dieci spinelli ti compri una macchina.
Oppure l'hai venduta per comprarteli.
Oppure, risponde un altro (avvocato), se ti droghi e poi guidi ti mettono in galera.
Ma il primo mica risponde !
La verità non esiste, quando si parla troppo.
Come parla troppo l'idiota che semina il terrore nei nostri blog, riempiendoli di scurrilità che io cancello e che lui / lei rimette. Fino ad essere costretto a togliere la possibilità dell'anonimato. Così ti leggi questo e non puoi rispondere: stronzo ! (/a !)
Questo, più la signora che scrive " a tutti quelli che vanno a Buenos Aires a dicembre", più la cimice che voleva i biglietti: insomma, Spoon River di serie B ?

Leggo, da repubblica.it, un articolo di Giuseppe D'Avanzo sui "poteri occulti", che termina così:

"E' dal Seicento che raccontiamo le nostre italiche tragedie in giro per il mondo nella forma della commedia. Scaramella non ha voluto interrompere la tradizione. Oggi è in scena al teatro di Londra, protetto in un "turrito castello" addirittura da Scotland Yard che non esclude, per lo sventurato fabricator, un avvelenamento da "polonio 210". Mario Scaramella, si può dire, è l'ultima delle figure comiche che la legislatura berlusconiana ci lascia in eredità.
L'academic, (Scaramella, ndr) come lo ha definito ieri la prestigiosa "Reuters", è in buona compagnia di Igor Marini, un facchino dell'ortofrutta di Brescia diventato finanziere internazionale e teste d'eccezione per il Parlamento italiano. Di Pio Pompa, impiegato della Sip diventato alto funzionario dell'intelligence militare esperto in signal intelligence e open sources. Di Rocco Martino, spiantato "carabiniere a cavallo" diventato forse l'artefice, certamente il postino, del dossier farlocco sul riarmo nucleare di Saddam Hussein. Personaggi, comunque, che sono apparsi affidabili - incredibilmente - per il presidente della commissione Telekom Srbija, Enzo Trantino; per il direttore dei servizi segreti Nicolò Pollari; per il presidente della commissione Mitrokhin Paolo Guzzanti, per un accreditatissimo procuratore della Repubblica come Agostino Cordova.

Ora che sono apparsi i satirici, come sempre quando non si sa di che cosa ridere, s'avanza il dubbio che non si possa ridere di Pompa, Scaramella, Marini, Martino senza ridere di noi stessi.

Per anni, queste maschere buffe sono state accreditate autorevolmente da istituzioni dello Stato. Le loro gesta sono state tollerate o non smascherate dalle burocrazie della sicurezza (poliziesca e spionistica). I media, senza verificare una sola delle loro "esplosive" informazioni, li hanno ritenute "fonti" solide per scoop di cartapesta. La magistratura le ha avuto sotto gli occhi per anni senza decidersi a dare un taglio alle loro iniziative accertando magari da dove venissero le risorse che quegli sgraziati attori hanno utilizzato a piene mani. Per non parlare dell'opposizione del centro-sinistra, gatto cieco incapace in cinque anni di ricostruire la scena in cui uno spregiudicato centro-destra voleva ingabbiarlo per distruggerne la reputazione. Ridere di Scaramella? "


Eppure, detto fra noi, sono proprio felice; perchè sarà un grande, grande festival.


a.c.