19 marzo, 2009

My foolish heart




Ormai è qualche tempo che è uscito questo live di Jarrett con il suo Trio. A questo capolavoro assoluto ha fatto seguito un altro live (Tokio 2001, pubbl. 2009) privo di smalto e sicuramente inferiore. Il concerto è a Montreux e prende il titolo dallo standard cantato anche, fra gli altri, da Astrud Gilberto. Qui raggiunge livelli cosmici. Introduzione poi tema, assolo di Peacock e udite udite coda solo di Jarrett, in quei momenti in cui sembra che stia parlando con Dio. Il disco si apre con Four di Miles, corretta e divertita. Quando Miles virava verso il cool. Perchè tutto il disco è un omaggio alla storia del Jazz, con brani cool, bebop, con ben tre ragtime (fra cui la meravigliosa Ain't misbehavin') suonati con la chiarezza di Jarrett, la squisita tecnica di De Johnette e l'intensità di un Fats Waller, la perla di Guess I'll hang my tears out to dry, ballad speciale di quelle che ascolteresti per almeno 10 volte di seguito, da cantare, lirica e commovente, poi la vetta (secondo me) di Straight, no chaser, suonata dal trio innumerevoli volte, ma qui lasciata andare (di nota il fantastico assolo di Peacock), come se la musica prendesse il sopravvento sui musicisti, li guidasse in terreni impervi per poi ritrovarsi. Ecco, come un grande piatto fatto di tre ingredienti sublimi che tre cuochi vagano per trovare. Il risultato è un capolavoro in memoria e onore a Monk, forse ancora più su. Un must per tutti, anche per coloro che non amano il genere. Perchè questi tre suonano come nessun altro, fidatevi.

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