08 gennaio, 2008

Da non avere più la percezione del tempo.
Tanto ne è passato, di diverso, di pieno.
Ora il vuoto mi sembra non tempo, da passare senza che passi, inutile.
E neanche ho parole, ricordi. Il festival è stato il Tempo, oltre il quale fatico a trovare qualcosa.
Nè ringraziamenti, che in fondo tutto e tutti sono stati uno, un solo punto che avanzava, da sè, che non richiedeva aiuto.
Annaspo nel futuro, con addosso il rame dei fili elettrici o la polvere delle stelle; mi danno un senso da continuare, non so dove, nè come. Ma non me ne preoccupo.
Tutto è stato quello che doveva essere.
A presto, al prossimo tripudio fatto di sudore e gioie che incidono. A presto.

a.c.

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