
San Francesco di Sales
FILOTEA
Capitolo XIII
"CONSIGLI PER CONSERVARE LA CASTITA’"
Filotea, tienti lontana dagli inganni e dagli allettamenti della sensualità. E’ un cancro che corrode impercettibilmente; e da inizi invisibili ti porta in breve a situazioni incontrollabili; è più facile evitarlo che guarirlo.
I corpi umani assomigliano a vasi di vetro che non possono essere trasportati insieme senza porre qualche cosa tra l’uno e l’altro; senza tale precauzione, il rischio di mandarli in pezzi è molto grande. Anche la frutta ci può insegnare qualcosa: infatti anche se la frutta che trasporti è sana e matura al punto giusto, rischi di ammaccarla tutta sballottandola, se non metti qualcosa tra un frutto e l’altro. Anche l’acqua, per limpida che sia, quando la versi in un vaso, se ci mette il muso un animale sporco la sua limpidezza è svanita. Non permettere mai, Filotea, che qualcuno ti tocchi in modo screanzato, né per leggerezza, né per amicizia; è vero che, volendo, la castità può essere conservata anche in simili situazioni, che sanno più di leggerezza che di malizia; ma la freschezza del fiore della castità ne soffre sempre e ci perde qualche cosa. Se poi uno si lascia toccare in modo disonesto, è la fine totale della castità.
La castità ha la sua radice nel cuore, ma è il corpo la sua abitazione; ecco perché si perde a causa dei sensi esteriori del corpo e per i pensieri e i desideri del cuore. Guardare, ascoltare, parlare, odorare, toccare cose disoneste è impudicizia se il cuore vi si immerge e ci prende piacere.
7 commenti:
che bello Ale......
Lusiana
parole sagge..
Amoroso auspicio
Né l'intima grazia della tua fronte luminosa come una festa
né il favore del tuo corpo, tuttora arcano e tacito e fanciullesco,
né l'alternarsi delle tue vicende in parole o in silenzi
saranno offerta così misteriosa
come rimirare il tuo sonno coinvolto
nella veglia delle mie braccia.
Di nuovo miracolosamente vergine per la virtù assolutoria del sonno,
serena e splendente come fausto ricordo trascelto,
mi offrirai quella sponda della tua vita che tu stessa non possiedi.
Proiettato nella quiete,
scorgerò quella riva estrema del tuo essere
e ti vedrò forse per la prima volta
quale Iddio deve ravvisarti,
annullata la finzione del Tempo,
senza l'amore, senza di me.
J.L. Borges
sono attonita davanti a queste parole...grazie, a chiunque le abbia scritte...una panacea del cuore..
Felicità raggiunta, si cammina
per te sul fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla,
al piede, teso ghiaccio che s'incrina;
e dunque non ti tocchi chi più t'ama.
Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari, il tuo mattino
e' dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
Ma nulla paga il pianto del bambino
a cui fugge il pallone tra le case
Le poesie sono bellissime, grazie.
Ma purtroppo devo ricordarvi che non è possibile, nel bene e nel male, indirizzare a questo blog messaggi anonimi.
Se si clicca su anonimo evitando procedure di registrazione ci si deve comunque firmare, anche in modo buffo, purchè riconoscibile.
E' una regola che salvaguarda tutti ed in passato è stata violata purtroppo in modo molto squallido.
Non è questo il caso, però, per favore, d'ora in poi firmatevi, grazie.
a.c.
Tornerai?
pianse tornerai per me
volevo svignarmela
ma lei scoprì l'ora
del treno ed era lì
nello scompartimento con indosso
l'abito migliore e il foulard
milanese che le avevo dato
tornerai amore mio tornerai
e mi porterai in America
piangendo e premendo le mie
mani sul petto la mia
faccia bagnata dalle sue lacrime
e i suoi baci finché il treno
si fermò a Genova e la fecero
scendere perché non potevo
comprarle il biglietto.
J. Laughlin (da "Scorciatoie")
Topolino a Paperina dopo un tango
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